Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

#SalviniOdiaLeDonne – Linciata una avanti un’altra (Solidarietà a Laura Boldrini)

A mente fredda, dato che non mi piace fare le cose a metà, sono andata a rovistare sulla pagina di Salvini e dopo aver scandagliato la sua tecnica di comunicazione (manifestazione antirazzista riuscitissima a milano e sulla pagina si istiga odio mettendo sul piatto un crimine compiuto da immigrato) sono arrivata alla conclusione che non solo egli teme le donne che alzano la testa ed esprimono critiche antirazziste ma gioca a mortificarle dandole in pasto ai suoi fan razzisti, sessisti e misogini. Sto solo constatando quel che vedo. Tra tanti post letti sulla sua pagina non ce n’è uno che pigli in giro un uomo. I maschi che non gli piacciono (tipo quelli dei centri sociali o quelli di pelle nera) sono definiti criminali, ma sono le donne ad essere messe in ridicolo. Solo le donne subiscono quel preciso trattamento.

In questo periodo i salviniani sono stati impegnati nel linciaggio di qualunque donna abbia osato esprimere opinioni diverse, dalla ragazza che su un video ha detto la sua contro la politica di salvini alla cantante Emma Marrone che ha detto “aprite i porti” durante un concerto. Dalla ragazza che a Milano ha sfilato con un manifesto ormai più che conosciuto alla Boldrini, preda facile per i salviniani. Dunque non solo non si scusano per quanto hanno già fatto alle tante donne di cui parlo ma ripropongono, ora, un video/post in cui si vede Laura Boldrini che balla ad una manifestazione. Ed ecco che piovono altri insulti, sempre di tipo sessista, che riguardano il suo corpo o, nel suo caso, la presunta mancanza di dignità mostrata da una rappresentante parlamentare. Della assoluta assenza di dignità e decenza di un ministro, pagato dallo Stato, che usa la sua bacheca facebook o twitter per mettere in ridicolo le donne, ovviamente non parlano. La malafede è visibile a occhio nudo.

Come già scritto in questo vedo paura ma anche un comportamento tipicamente patriarcale. La donna che tradisce il volere del patriarca viene data in pasto ai suoi fidati cani affinché la sbranino per bene e la puniscano. E’ una prassi educativa, se ci pensate bene, che intimidisce altre donne che potrebbero rischiare di finire su quella bacheca per aver semplicemente manifestato un’opinione. C’è un atteggiamento ritorsivo e maschilista che si ripropone ogni volta. Come mortificare la donna critica nei confronti del padre padrone? Cosa farebbe colui il quale si incavola perché lei lo ha lasciato? A volte la dà in pasto al branco di amici affinché la stuprino o la mettano in ridicolo o le diano comunque una lezione che lei non dimenticherà mai.

Allora il punto è che chi gestisce quella pagina e chiunque appoggi quella strategia di comunicazione in stile cyberbulli deve sinceramente e seriamente odiare le donne. Che non pubblichi una mimosa per l’otto marzo perché dopo tutto quello che è successo in questi giorni potrebbe assolutamente apparire poco credibile. L’atteggiamento maschilista di chi dà una lezione alla donna che alza la testa è tipico del padre/marito/padrone che picchia o ammazza la moglie che disobbedisce al suo volere. Quell’atteggiamento è la base fondante di una cultura che legittima il maltrattamento delle donne ad ogni livello. Che si tratti della sfera privata o pubblica. Se il padre padrone dello Stato, così deve considerarsi in quanto ministro immagino, ritiene di dover dare una lezione a tutte le donne che occupano lo spazio pubblico mentre disobbediscono al suo verbo allora egli non ha titolo per chiamarsi ministro né per parlare di “violenza sulle donne”.

Quel che fa è indubbiamente una forma di violenza che colpisce tutte noi. Ebbene sì, si chiama violenza di genere e lui la pratica su larga scala contro le donne che non sono d’accordo con lui.

Solidarietà anche a Laura Boldrini.

Ecco alcuni commenti offensivi dedicati a lei tratti dalla pagina di Salvini.

 

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