Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Sesso tra moglie e marito? Secondo la legge è un dovere!

Questo è un commento lasciato da un uomo sotto un post in cui si parlava di violenza contro una donna. Quello che lui ci dice praticamente corrisponde alla mentalità maschilista secondo cui una donna non può mai dire di No ad un uomo in special modo se l’ha sposato. La cosa oscena di queste convinzioni è che purtroppo corrispondono all’effettiva interpretazione della legge (vedi sentenze passate e recenti) e in particolare dell’articolo 143 del Codice Civile che parla di obbligo di assistenza morale tra coniugi. Sostanzialmente se ti rifiuti di fare sesso con tuo marito e questo rifiuto non ha una “giusta causa” (tipo che devi essere come minimo moribonda) allora lui può chiedere la separazione con addebito. Vale a dire che il rifiuto da parte tua ha un costo in denaro e che il tuo divorzio sarà segnato dalla tua “colpa” di aver rifiutato di fare sesso con tuo marito.

Il fatto che ancora si possa interpretare l’obbligo di assistenza morale come obbligo di fare sesso è parte del diritto di famiglia, una sezione del Codice Civile che andrebbe modificata. Per esempio si potrebbe specificare con chiarezza che il sesso non rientra tra quegli obblighi e che si tratta di una questione molto diversa da trattare secondo le preferenze e le libere scelte personali. Se la Norma è così interpretata allora risulta chiaro come un uomo possa addirittura sentirsi violentato da un rifiuto. Sebbene nelle sentenze si dica che la costrizione è violenza sessuale comunque si inibisce la libertà di Consenso e Dissenso della donna che viene punita con l’addebito. Di tutta questa vicenda avevo parlato approfonditamente tempo fa e da allora evidentemente non è cambiato nulla né nell’interpretazione della norma né nella esibizione vittimista di un uomo che pretende di annoverare il rifiuto di una donna tra gli atti di violenza contro gli uomini.

Ed è ovvio che ci si riferisca a questo, dato che la stessa mentalità suggerisce che sia sempre la donna ad avere il mal di testa e l’uomo a prenderla male. Come se lui fosse sempre disponibile e lei invece non avesse alcuna voglia di esigere attenzioni per il proprio piacere. Questa mentalità va inoltre contestualizzata perché l’obbligo “morale” di fare sesso con il marito per legge scaturiva dal fatto che era complicato divorziare. Ma adesso non lo è più ed ecco la trovata geniale: la separazione con addebito. In un modo o nell’altro si trova perciò il modo di punire una donna perché rivendica il diritto di dire No.

L’art. 143 del CC è un residuo di quel diritto di famiglia che è stato corretto in alcune parti. Per esempio: era facile che una donna che subiva violenza potesse chiedere rifugio altrove. Dunque lui la denunciava per abbandono del tetto coniugale e così la ricattava perché lui avrebbe anche potuto chiedere la custodia esclusiva dei figli. Stessa cosa in caso di “adulterio”. A proposito: l’obbligo di fedeltà sussiste anche oggi. Un’altra parte del Diritto di Famiglia che andrebbe modificata. Se vai con un altr@ non significa che meriti una punizione. Se non sta bene alle due parti ci si lascia e va bene così. Il fatto è che ancora siamo fermi alla giustificazione per ogni femminicidio. Il motivo frequente è che “lui non accettava la separazione”. Si chiama delitto d’onore, una punizione abolita nel 1981 ma nella mentalità ancora presente e legittimata. E se non è un assassinio allora la legge trova altri modi per punire una donna che dice di No, che vuole separarsi, che non vuole stare con l’ex marito. Capite quanto sia complicato salvarsi la vita quando ci si trova in certe situazioni?

Che fare allora? Continuare a lottare affinché cambi la cultura e al cambiamento della cultura si spera corrisponda anche un cambiamento delle leggi, perché se le norme dicono che una donna che dice No deve essere punita per “colpa”: come si fa a spiegare ad un maschilista che dire No è un diritto della donna e che colpevolizzarla per questo significa sostenere la cultura dello stupro?

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3 pensieri su “Sesso tra moglie e marito? Secondo la legge è un dovere!”

  1. L’ordinanza n. 4653 del 15 febbraio 2019 della Cassazione dichiara che non si può addebitare la separazione alla moglie che a causa dei comportamenti del marito, si rifiuta di avere rapporti intimi.

  2. Da una società sessista, maschilista, patriarcale sono certo che questa visione della vita non cambierà mai, mai vi sarà una revisione ne nella legge, ne nella vita ne nella visione dei rapporti tra maschio e femmina, dovremmo essere solo esseri viventi e il rapporto sessuale uomo uomo, uomo donna, uomo calorifero deve essere solo nel rapporto personale, condiviso consenziente, ma il matrimonio è un acquisto punto e fine

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