Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

I figli non possono stare con uomini che fanno violenza sulle loro madri

Lei scrive:

Mamma, ho preso la materia con 28…” – sono state queste le ultime parole che ho potuto dire a mia madre prima che morisse. Non le ho detto “ti voglio bene” o “sei una grande donna”. Le ho solo detto di aver preso 28 e lei era contenta. Un attimo dopo mio padre, divorziato da mia madre da dieci anni e denunciato varie volte per minacce e abusi, è riuscito a entrare in casa nostra ed è cominciato il litigio. Ho sentito le urla al telefono ed ero atterrita, paralizzata dalla paura. Non sono riuscita a muovere un passo o a smettere di ascoltare e chiamare la polizia. Quello che so è che ad un certo punto la voce di mia madre si è spenta e mio padre ha cominciato a singhiozzare e a dire cose tipo “è colpa tua… sei stata tu“.

Questo è successo molti anni fa ma non posso smettere di pensarci e di certo non posso perdonare mio padre che padre per me non è mai stato. Si vantava di pensare a sua figlia, ma se avesse davvero pensato a me non mi avrebbe portato via la mia mamma, il mio pilastro, il mio più grande punto di riferimento. Mio padre è andato in carcere anche grazie alla mia testimonianza. Inizialmente ha detto che lei era scivolata ma è morta per le botte e per strangolamento. Una caduta non può giustificare tutto questo. Ma mi fa male pensare che lui ci abbia provato, da vigliacco qual è sempre stato ha provato a negare. Poi, al processo, non riusciva a guardarmi negli occhi e quando ho raccontato di tutte le sofferenze che ha fatto patire a mia madre si vedeva che era contrariato. In cuor suo continuava a pensare che lui non aveva colpe. D’altronde le testimonianze delle mie zie e dei nonni lo hanno discolpato di tutto.

Hanno raccontato di mia madre un mare di bugie e da allora non sono più stati la mia famiglia. Vi racconto questo perché sono davvero stanca di leggere giustificazioni a vantaggio degli assassini. Non mi interessa per quanti anni finiscono in galera, ma è importante che ammettano il loro torto e che la società li condanni senza esitazioni o giustificazioni. Fin da piccola vedevo mia madre maltrattata e se non fosse stata povera e disoccupata lo avrebbe lasciato prima. Io sono stata testimone di tutte le malefatte di questo padre malvagio fino al compimento del suo piano di annientamento di una donna che gli ha tenuto testa. Mi ferisce poi leggere commenti di chi dice che le donne che stanno con uomini violenti lo fanno perché gli piace. Chi parla evidentemente non ha mai conosciuto un uomo violento o è cresciuto con violenti che gli hanno fatto il lavaggio del cervello. Mi fanno paura questi giovani uomini che su facebook sono pronti a schierarsi con gli assassini e mi chiedo perché non si rendono conto di quanto siano gravi i commenti che scrivono.

La mia storia è semplice, troppo comune per essere considerata anormale. Non ho fatto figli perché ho sempre avuto paura di quello che avrebbero potuto subire. Non ho mai concesso fiducia a persone a meno di non conoscerle da anni. Questo è quello che mio padre mi ha fatto. Assieme a mia madre ha ucciso anche una parte di me. Le mie speranze, il mio futuro. Non ho ricevuto aiuto da nessuno a parte mia nonna materna con la sua piccola pensione. Ho vissuto tempi duri e nessuno mi ha dato una mano a superarli. Ce l’ho fatta da sola e da sola sono arrivata dove sono ora, viva ma emotivamente mutilata, ferita. Quando una donna viene maltrattata e uccisa a patirne le conseguenze sono i bambini. Allora mi piacerebbe parlare con tutti quelli che in questi giorni erano così dispiaciuti per le figlie della donna che conviveva con un violento, colui che ha ridotto in fin di vita una delle bambine. Siete così sensibili quando si parla di bambini ma vi dimenticate che più frequentemente sono vittime di violenza indiretta. Violenza assistita o come volete chiamarla.

Una bambina o un bambino che vedono il padre che picchia la madre non possono considerarsi al sicuro. Dunque perché non chiedete che quei figli siano tolti ai genitori che ingaggiano lotte violente per l’affidamento? Perché pensate che una persona violenta possa essere un buon genitore? In fondo pensate che quando un uomo picchia una donna è perché lei se lo merita. Ho sentito tante persone dirmi che avrei dovuto riavvicinarmi a mio padre perché lui non mi ha mai picchiata. Grazie al cazzo. Non mi ha picchiata direttamente ma mi ha uccisa mille volte. Come pensate si senta una figlia che vede la madre con i lividi? Impotente, arrabbiata, ecco come mi sentivo e come a volte mi sento ancora. Non sono mai andata a trovare mio padre in carcere e quando è uscito ha avuto il buon gusto di non contattarmi. E se anche l’avesse fatto io mi sarei allontanata molto di più, emigrata, in un altro continente, il più lontano possibile da lui.

Un padre violento con sua moglie non è un buon padre. Non è neppure un padre e basta, secondo me. Questa è una cosa che bisognerebbe dire a voce alta per non incorrere in equivoci. Se fai del male alla tua ex stai facendo del male anche ai tuoi figli. Se fai del male alla tua ex usando come scusa i figli stai in realtà rovinando le loro vite. Stai creando una prigione dalla quale difficilmente potranno uscire. Allora vorrei dire a tutti quanti che se siete d’accordo affinché i figli siano allontanati da una donna che vive con un uomo violento dovete insistere anche affinché quei figli non stiano con genitori biologici violenti. L’incoerenza delle reazioni di questi giorni proprio per questo mi ha lasciata senza fiato. “Doveva lasciare le figlie al padre“, ho letto. Un padre che viene descritto come violento. Tutto va bene se è il padre biologico. Vi invito a fare una riflessione su questo perché a mio avviso non avete capito niente. Ma questa è solo la mia opinione.

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