Critica femminista, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Uomo picchia la figlia della compagna: “non sono meno femminista se critico anche lei”

Lei scrive:

Cara Eretica ho letto le tue considerazioni sulla vicenda della bambina picchiata dal convivente della madre. Capisco in linea di massima quello che vuoi dire ma mi trovo in disaccordo su molte cose. Non provo livore nei confronti di questa donna e men che meno voglio demonizzare le “madri cattive”. Per me quelle madri sono semplicemente umane come lo sono anch’io. Non siamo perfette, a volte i figli arrivano e ci rendiamo conto di quanto sia difficile prendersi cura di loro. So quanto sia facile mollare un figlio ad altri per prendere anche solo una boccata d’aria ma questa madre racchiude in se’ caratteristiche che mi preoccupano. Non si tratta di una madre che esprime consapevolmente egoismo per prendere tempo per se stessa. Non è una donna come quelle che ti raccontano storie difficili che tu pubblichi sul blog. Parliamo di una donna senza strumenti culturali, che non può e non sa emanciparsi da una situazione di degrado. Non è tanto il fatto che abbia dato ospitalità ad un uomo violento che mi preoccupa ma il fatto che chiaramente questa donna è una persona irrisolta, una che in televisione (l’ho vista dalla D’Urso) ha interpretato il ruolo della beddamatresantissima che a te non piace (neppure a me).

Lei, insomma, non è una di noi. Non è una donna che si mette in discussione e che analizza se stessa. Lei è una di quelle che rafforzano la retorica da “ventennio fascista” di cui parli. Lei contribuisce a realizzare la trappola che la terrà in ostaggio, prigioniera. Le tue critiche sono giuste ma credo sia opportuno fare dei distinguo affinché io, donna che non ha amato da subito il proprio bambino e che lo ha lasciato volentieri da parenti e vicini di casa, possa dirmi diversa. Quella donna è chiaramente vittima di ignoranza e pregiudizi. Lei parla per stereotipi, si adegua al bisogno di oggetti di indignazione del pubblico (ha detto in tv che vuole che lui marcisca in galera). Non è il mio nemico ma non è neppure una mia amica. Non stiamo dalla stessa parte e questo credo bisogna dirlo. Giusto sottolineare quanto siano gravi gli insulti che ha subìto ma altrettanto giusto dire che non mi considero meno femminista perché lei non mi piace. Non mi piace affatto.

Qualunque sia la situazione non capisco perché tre figlie, perché uscire da una situazione violenta ed entrare in un’altra relazione con un tizio violento. Non posso mettermi nei suoi panni e so che giudico in base alla mia esperienza ma lei va responsabilizzata non per fare un favore al pubblico ma per spiegare che una donna che esce da una situazione violenta rischia di rifugiarsi in un’altra situazione identica alla precedente se non peggiore.

Dovremmo dire che quando esci da una situazione violenta devi aspettare un po’ prima di vivere qualunque altra relazione. Aspettare non significa astenersi dal sesso ma solo darsi spazio e distanza per poter capire come ci si è trovate a dare corda ad un individuo violento. Sei una vittima, più che giusto, non hai alcuna colpa ma le strategie di autodifesa si basano anche sul fatto che bisogna acquisire sicurezza e più autostima. Se non lavori un po’ su te stessa e sulle tue responsabilità all’interno di una relazione malata (responsabilità verso te stessa) la prossima volta sarà peggio. Ecco perché bisognerebbe lasciarsi tempo e non precipitarsi a convivere con un estraneo.

Bisogna conoscersi bene per potersi difendere e per capire che tu meriti di meglio. Se pensi di non meritare molto, e ti accontenti perché ti basta che uno ti dica che ti ama, non sei nella condizione migliore per vivere una nuova relazione. Anzi sei pronta per sviluppare una nuova dipendenza. Come passare da una droga all’altra, per usare un tuo paragone. Ti farai solo del male, ecco tutto.

I figli di mezzo aggravano la situazione. Se non hai tempo per te e neppure per rimetterti in discussione ancor meno hai tempo per una nuova e impegnativa relazione. Allora perché non posso criticarla? Perché non posso dire che lei non è d’esempio a nessuna? Non sto lapidando ma dico semplicemente che non mi fido delle persone irrisolte e lei è una di loro. Il fatto che sia anche madre è una aggravante. Secondo me.

 

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