Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Personale/Politico, R-Esistenze

Lei difende il “patrigno” violento? Riflessione sulla retorica del martirio delle madri ” perbene”

Opera di Zidzi Slaw Beksinski

 

Appartengo alla categoria di donne che si è “rifatta una vita”. Non capisco esattamente che vuol dire ma è così. Nel senso che la vita è sempre la stessa. Non l’ho rifatta. Sono semplicemente andata avanti. Non sono migliore di altre donne e non le giudico. Se hanno deciso di stare con altri uomini che non sono i padri biologici dei loro figli le capisco. Perciò non penso di essere superiore a nessuno quando dico che mi irritava molto avere a che fare con un uomo che si permetteva il lusso di usare un tono autoritario con mi@ figli@. Se un “estraneo” interferiva con le mie scelte educative mi incazzavo moltissimo. Ma non ero sola. I miei mi hanno aiutata molto e so che la solitudine, specie nel ruolo materno, può togliere forza e anche lucidità. Perciò non mi vanto di non aver voluto nessuno in casa mia e di mi@ figli@. Diciamo che è semplicemente capitato. Il mio ex era un violento, mi ha quasi uccisa e di su@ figli@ se ne fregava. In ogni caso credo avrei pensato che la creatura stesse meglio con me che con lui. Anche quando sono stata cattiva, violenta io stessa, egoista e tutto quel che può fare sentire in colpa una madre in questi casi.

Mi sono spesso chiesta cos’è che convince un genitore del fatto di rappresentare il riferimento migliore per i propri figli. Arroganza e presunzione? Migliore rispetto a chi? Al padre? La famiglia del padre? Altre donne nella vita di quei bambini? E’ tutto estremamente complesso e sicuramente tutto è più difficile in situazioni violente. Mollare una situazione violenta è una scelta che può appartenere solo alla persona che ne è vittima. Se non ci credi tornerai da lui mille volte, perché sei una tossica, una violenza/dipendente e non puoi disintossicarti se non scegli davvero di farlo. Togliere i figli ad una donna che non molla una situazione rischiosa è un bene? A mio avviso no perché suona come una punizione. Se lei non fa quello che i paternalisti le ordinano di fare allora eccoti punita. Una vittima di violenza non dovrebbe essere punita ma supportata. Delegare alla donna ogni responsabilità in totale assenza di servizi e strutture che aiutino le madri è un atto di vera e propria incoscienza.

Queste e altre riflessioni mi sono venute in mente a proposito della recente vicenda che riguarda una bambina vittima della violenza inflitta dal convivente della madre. Potrei dire tante belle frasi in modo da scatenare l’indignazione popolare ma a me interessa riflettere e non istigare odio e ottenere Like. Potrei dire che io mai e poi mai avrei fatto così e mai e poi mai avrei messo i miei figli in quella situazione ma sarebbe comunque vero? La verità è che non lo so e posso solo raccontare quello che i freni inibitori mi imponevano. Non volevo un estraneo a casa che interferisse con la vita di mi@ figli@. Mi innervosiva qualunque interferenza. Sceglievo i miei partner attraverso un filtro determinato dalla mia priorità: mi@ figli@. Avevo però avuto il tempo di elaborare il mio lutto e avevo capito quanto c’era da capire sul rapporto con il mio ex. Intuivo la violenza insita nei comportamenti di un uomo annusandola a miglia di distanza. Non mi interessava annegare nello squallore e mi sono astenuta dall’avere una vita relazionale/sessuale/affettiva per i primi anni di vita del bambin@. Quando ho avuto la possibilità di costruire relazioni durature mi serviva però lo sguardo di mi@ figli@. Se non avesse approvato avrei declinato ogni invito e offerta. Non perché io fossi una madre meravigliosa ma perché l’istinto di sopravvivenza mi diceva di fare così. Non ho mai portato a casa una persona “pericolosa”, probabilmente perché la mia sindrome da crocerossina – quella da “ti salvo io” – era guarita con la fine della relazione col mio ex. Mi irrigidivo intuendo le debolezze di un uomo con dipendenze, con atteggiamenti aggressivi o anche passivi. Non vedevo perché – avendo già un@ figli@ – avrei dovuto farmene carico. Non volevo un altro figlio da accudire. Ho deciso di “rifarmi una vita” solo quando mi@ figli@ era già grande e io in qualche modo indipendente. Se un estraneo avesse messo le mani addosso a mi@ figli@ avrei messo fine alla relazione ma per come sono fatta io credo che non avrei proprio iniziato niente con un uomo simile. Tutto ciò non fa di me una santa ma solo una persona un po’ più razionale che ha avuto la fortuna di possedere strumenti culturali e concreti per difendersi.

Quello che mi disturba della narrazione attorno alla donna che difende il convivente violento è la generalizzazione. Stereotipi che indicano tutte le donne che osano rifarsi una vita come zoccole egoiste. Ma se i padri non vogliono avere a che fare con i figli a queste donne quale scelta resta? Se poi il tuo ex è un violento e ti ricatta la situazione è ancora più complicata. Perché il problema deve essere lei? E perché tanto odio nei confronti di questa donna? Qualunque cosa lei abbia detto c’è un fatto dal quale non possiamo prescindere: le donne sono sempre sotto processo. Lo sono perché divorziano (sfasciafamiglie), perché sono obbligate a prendersi interamente cura dei figli (cattive con i padri), perché osano ancora vivere una vita sessuale dopo un divorzio (zoccole) e lo sono ancora di più se osano convivere con qualcuno che non sia il padre dei figli. La retorica in difesa della famiglia tradizionale è piena di riferimenti a patrigni abusanti, violenti, pedofili, eccetera. Come se i padri biologici non lo fossero altrettanto. Come se avere lo stesso sangue impedisse ai padri o alle madri di essere violenti con i propri figli.

Altra cosa che mi disturba moltissimo: le donne vengono criminalizzate quando compiono atti violenti, ed è giusto che sia così. Ma perché questo avviene anche quando è un’altra persona a compierli? Lui crea un danno e la colpa è della madre? E cos’è questa retorica di esaltazione del maternage da ventennio fascista che torna imponendo alle madri martirio e sacrificio per il bene dei figli? Il bene dei figli dovrebbe essere interesse anche dei padri. O no? Perché è sempre lei che dovrebbe fare la vedova in attesa della crescita dei figli? A me è quasi capitato. Dico quasi perché comunque ho avuto relazioni anche al di fuori della mia casa. Ma di certo non l’ho vissuto come una scelta ma come un dovere. Una imposizione ingiusta. ll padre poteva portarsi a casa tutte le donne che voleva e io ero la sola a dover pensare al bene del figli@. E se non avessi pensato al suo bene avrei corso il rischio di vedere quella creatura consegnata nelle mani dei servizi sociali o avrei subito il ricatto del mio ex violento. Non è giusto. E’ terribilmente ingiusto.

Dunque perché non fermarsi un attimo per mettersi nei panni di questa donna? Complimenti a tutte le donne che hanno le idee chiare e che fanno scelte diverse ma il giudizio divino non può pesare su quelle che “sbagliano”. E’ sbagliato un confronto tra le mamme per bene (le beddamatresantissime) e quelle per male. E non dite che il giudizio non implica un forte stigma morale perché in realtà quello stigma c’è e pesa come un macigno su tutte noi. Lei lo difende? Voi invece non lo fareste mai? Complimenti per la vostra lucidità. Dunque cosa suggerireste? Di rinchiudere lei? Di punirla? Di consegnare le chiavi del destino delle madri ancora una volta alle istituzioni patriarcali che già pensano che le donne non siano capaci di intendere e volere? E rafforzando questi stereotipi quale destino colmo di pregiudizi verrà risparmiato alle nostre figlie in futuro? Quanti altri e innumerevoli sensi di colpa le donne dovranno ancora subire? Quante cacce alle streghe? Quanta misoginia sarà legittimata? Quanti altri uomini violenti dovremo vedere difesi dalla società? Perché lei starà pure difendendo il suo convivente ma voi, con la vostra retorica da mamme per bene, state difendendo tutti gli uomini violenti scegliendo lei come unico bersaglio delle vostre critiche.

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1 pensiero su “Lei difende il “patrigno” violento? Riflessione sulla retorica del martirio delle madri ” perbene””

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