Antiautoritarismo, Antirazzismo, Attivismo, R-Esistenze

#Torino: criminalizzazione e repressione nei confronti dell’antirazzismo

Sarebbe da non crederci se non fosse tutto vero. Gli sgomberi e gli arresti di Torino sembrano prassi di governi repressivi latino americani. Accusati di terrorismo (tutto da dimostrare, dato che i processi non sono stati fatti) e arrestati alcuni anarchici, donne e uomini, per via di una campagna contro i Centri di Identificazione ed Espulsione, lager italiani voluti da governi che lì hanno rinchiuso migranti per mesi e mesi in attesa di deportazione. Salvini brinda e già li chiama criminali (delinquenti et simili). Compagni resistono sui tetti e di questa azione repressiva si sa quello che la narrazione tossica dei media mainstream descrive come giusta.

Il contesto è quello di una nazione che criminalizza l’antifascismo e l’antirazzismo e definisce complici di favoreggiamento tutti coloro che danno una mano ai migranti. Vietata la solidarietà, vietata l’assistenza in mare. Vietato lo sbarco per emergenze. Si assiste alle azioni del razzismo istituzionale mentre Salvini si nasconde dietro governo e parlamento per evitare l’approvazione dell’autorizzazione a procedere per l’inchiesta che intende accertare se Salvini avrebbe o meno posto sotto sequestro persone bisognose di aiuto costrette a restare al freddo nel mar mediterraneo.

Il contesto è quello in cui chi esprime solidarietà nei confronti delle persone migranti viene stigmatizzato con uno insulto: “buonista”. Nuovo epiteto coniato da razzisti & company per offendere e criminalizzare chiunque voglia resistere all’azione repressiva e razzista dello Stato. Così Salvini gode dell’immunità parlamentare mentre semplici persone antirazziste resistono sui tetti per continuare ad affermare che l’antirazzismo è giusto. Sicuramente sarà ricordato come tale (giusto) in altri tempi storici, quando si darà un giudizio storico severo sulle scelte fatte dal governo.

Un ministro che poi non attende un processo prima di definire criminali le persone arrestate non so quanto possa essere affidabile. Di certo non gli abbiamo mai sentito dire che dovrebbe essere sgomberata la sede di Casapound occupata da chi non pratica antirazzismo né antifascismo. Gli sta bene chi appoggia la sua linea di governo ma non chi la contesta. Così basta che lui esprima un parere criminalizzando chi dissente e il gioco è fatto.

Ricordo che l’accusa di terrorismo è stata mossa anche per altri compagni e compagne che si interessavano ad altre questioni (per esempio la Tav). L’accusa nei loro confronti è stata notevolmente smorzata e chi ha subito perquisizioni, sgomberi e cannibalizzazione di principi ed ideali oggi può spiegare quello che succede davvero.

A me preoccupa molto quello che sta succedendo. Mi preoccupa che a molte persone vada bene così e che non si riflette bene sul fatto che la disobbedienza civile e l’antirazzismo vengono criminalizzate in generale, chiunque le pratichi e qualunque cosa si faccia. Il fatto di aggiungere l’epiteto di “terrorista” attribuendolo a chi pratica antirazzismo non fa che legittimare le azioni di governo, le decisioni razziste, vittimizzando chi in realtà crea vittime che a migliaia muoiono in mare. Dunque cosa sta succedendo? Come intendono agire tutte quelle persone che sono interessate a salvaguardare i principi di una democrazia violata? Che ne pensate?

Ps: complimenti anche alla sindaca del M5S che esulta e ringrazia la polizia. Il regime acquisisce consenso trasversale.

Annunci

4 pensieri riguardo “#Torino: criminalizzazione e repressione nei confronti dell’antirazzismo”

  1. “tutte quelle persone che sono interessate a salvaguardare i principi di una democrazia violata” se ne fregano: pensano a come avere il reddito di cittadinanza o la pensione anticipata… il “finché tocca a te non tocca a me”: le persone si spaventano facilmente per paura di perdere quel poco che viene permesso loro di avere!

  2. Il discorso è giusto, ma non dimentichiamo che a governare la città di Torino c’è la pentastellata Chiara Appendino che è salita su a suon di “riqualifichiamo le periferie” (con buona pace delle periferie che sono solo servite per i voti). In verità è tutto un dare in mano a speculatori e sgomberare per aprire il campo a nuovi investimenti più interessanti per lei e la sua combriccola, con il risultato che sarà ben voluto solo chi ha il portafoglio molto gonfio e spende senza porsi troppe domande in quartieri ben ben ripuliti, gli altri a spasso. Era quella del “nessuno sarà sgomberato”. Ricordo di un incontro alla Cavalerizza in cui si discuteva del valore sociale dei beni comuni e collettivi (incontro ridicolo in sé) dove c’era anche lei, incapace di rispondere, guarda caso, proprio sullo sgombero del Moi. Risultato di questa politica: Torino è la capitale degli sgomberi. Dopo oggi si è mostrata per quello che è, come se ce ne fosse bisogno: Salvini ordina, Chiara esegue un po’ come tutto il suo pessimo e odioso partito. Ci sarebbe da dire molto sul suo modo di fare politica qua a Torino, ma ho il timore che questi avvenimenti sono il banco di prova per nuove politiche più repressive, un po’ come è stata la val di Susa e i notav. La questione migranti, le azioni di solidarietà e l’antirazzismo sono solo dei tasselli tra i molti che hanno portato a questa giornata, non ultimo appunto la trasformazione violenta di alcune parti della città. Tanta tanta rabbia anche per gli sciacalli che banchetteranno su questa vicenda. Ovviamente dopo questa vicenda si sono dimostrati dei perfetti fascisti lei e il suo partito.

    1. che sia un banco di prova per qualcosa di più si capisce. la questione della gentrificazione è sicuramente connessa ed è giusto sottolinearlo ma a me pare che il punto predominante – a torino e altrove – sia la criminalizzazione di determinati soggetti per rafforzare una cultura forcaiola nei confronti dell’antifascismo e dell’antirazzismo. stanno sfrattando tutt* noi da spazi fisici e di parola. La speculazione ne trae beneficio in termini di shock economy. Polarizzare l’attenzione su inchieste shock chiaramente significa liberare spazi di manovra capitalista. Ma è sullo shock e sulla criminalizzazione del dissenso e della parola che secondo me stiamo combattendo (e forse perdendo) una battaglia importante.

      1. Sicuramente è in atto la criminalizzazione della parola, del dissenso e della solidarietà verso i migranti, anzi da molto tempo. Conosciamo molto bene il grado di violenza degli insulti che dobbiamo sopportare quando proviamo a metterci di mezzo anche solo con le parole contro questo governo e le sue politiche nei confronti di chi non è gradito. Ma dal mio punto di vista sganciare la questione immigrazione/solidarietà da altri interessi non permette di capire la gravità della situazione (e forse anche per questo si sta perdendo questa battaglia). Si è collegato prima il problema dell’ immigrazione (e chi difende i migranti considerati pure loro un problema) alla sicurezza, poi lo si è usato per fare politica sul corpo delle donne arrogandosi il diritto di difenderle (solo come e quando vogliono loro) e ora si vuole con questa scusa ripulire i quartieri economicamente redditizi, quindi è in atto molto più che una guerra “solo” contro chi solidarizza con i migranti o gli antifascisti. In altre parole non è più sufficiente non essere antifascisti o antirazzisti per essere lasciati in pace ma dimostrare di essere allineati alla loro idea di società tutta e si usa questa retorica della lotta contro l’immigrazione come passepartout per ogni cosa. Forse rendere evidente i legami tra interessi personali e politici e l’uso strumentale del discorso sull’immigrazione può essere un punto di partenza per quanto meno togliere la maschera a chi si nasconde dietro questa scusa per togliere dal campo chiunque dia fastidio e legittimarsi ancora di più agli occhi dei bravi cittadini ostaggio dei “buonisti” che all’occorrenza diventano i violenti. Per fermare questa ondata di odio si può iniziare a raccontare la realtà e la necessità di queste lotte e controbattere alla disinformazione che in queste ore sta dando il peggio di sé. Spero di aver chiarito la mia idea e di aver compreso la tua risposta. Comunque a quanto pare Torino anche in queste ore vuole battere ogni record di violenza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.