Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Un uomo dà fuoco alla ex: ministro Salvini, questo è anche un suo fallimento politico

Ancora un femminicidio commesso dall’ex che “non accettava la separazione”. Lei non è morta ma gravissima perché lui l’ha picchiata, speronata mentre lei tentava di fuggire con l’auto e poi le ha dato fuoco. Come ho già scritto la violenza di genere non ha nazionalità ma la sua radice risiede nella cultura maschilista. Il fatto che il ministro dell’Interno risponda al mancato intervento istituzionale, dato che il crimine è stato commesso nonostante le tante denunce presentate dalla vittima, con la sua solita propaganda è indice di totale impotenza e disinteresse da parte delle istituzioni. Non è di certo il Codice Rosso (ma non c’è già il codice rosa?) che risolve la situazione.

Ministro Salvini, si sta arrampicando sugli specchi e lei lo sa bene. E mentre lei continua a istigare odio contro gli immigranti, considerati da lei la vera emergenza nazionale, le donne continuano a crepare per mano di uomini che per cultura continuano a risiedere nel tempo in cui ancora vigeva il delitto d’onore. E’ la cultura che deve cambiare. Di leggi ce ne sono già e non è responsabilità delle vittime il fatto che le istituzioni non abbiano risposto alle loro denunce. Si è sempre detto che lo stalking sia il primo violento segnale che avverte di un futuro delitto. Un uomo che non accetta la separazione comincia a perseguitare la vittima e in seguito la uccide perché non riconosce il diritto alla libera scelta della donna.

Se non si decide ad indicare a questi uomini l’utilità dell’uso di un centro per uomini maltrattanti non si conclude niente. Bisogna disinnescare la faccenda prima che sfoci in un delitto. Bisogna insegnare a questi uomini che la volontà di una donna va rispettata. Sono uomini ai quali deve essere insegnato che una donna non può restare con loro se lei non vuole. Uomini ai quali deve essere insegnato come si cresce e si diventa persone che tengono in considerazione la vita di altri esseri umani più che il proprio egoismo.

E’ imbarazzante perciò come il ministro tenti di arrampicarsi sugli specchi e come il governo continui a ritenere che la repressione possa essere la risposta ad un fenomeno strutturale che riguarda la mentalità maschilista di una società intera. Mentalità che gli stessi elettori di Salvini continuano a diffondere e legittimare. Basta leggere tra i commenti dei suoi sostenitori come si colpevolizza una vittima ogni volta che subisce e denuncia uno stupro o quando è vittima di stalking. Non sono forse i suoi elettori per primi a dire che le donne inventano le accuse per poter prevalere sul “maschio italiano”? Non sono forse i suoi elettori che pensano che le separazioni andrebbero impedite perché bisogna salvaguardare a tutti i costi la famiglia tradizionale? Non sono i suoi elettori a trovare scuse attribuendo la violenza di genere solo agli immigrati?

Non sono i suoi elettori a pensare che bisognerebbe tornare indietro al tempo in cui divorzio, aborto, erano vietati? Se la mentalità dei suoi elettori è quella che genera e legittima cultura maschilista e violenta ogni altra stronzata pretestuosa è inutile. E’ ai suoi elettori che dovrebbe dire di smettere di fare campagna contro i corsi che insegnano il rispetto per i generi nelle scuole. E’ a loro che dovrebbe dire che non ci sono mai giustificazioni per uccidere e maltrattare le donne. Sono i suoi elettori ad essere, in gran parte, maschilisti, sessisti, totalmente privi di rispetto nei confronti delle scelte delle donne. Allora non venga a raccontarci balle dato che siamo stufe di contare i corpi di cadaveri che non avrebbero dovuto diventare tali.

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2 pensieri riguardo “Un uomo dà fuoco alla ex: ministro Salvini, questo è anche un suo fallimento politico”

  1. Se mi permettete l’estremo? Ormai è ovvio che viviamo in una società dove i beni devono essere beni di consumo. dove la politica è asservita agli interessi delle multinazionali a cui fanno capo generi di consumo, tutto è consumo. A farne le spese sono le categorie più deboli, donne, immigrati, chi dal terzo settore dipende cronicamente. A questo bisogna dare una risposta. Il detto dice che ” chiedere ad un politico di fare il bene comune è è come chiedere al cappone di invitarsi il giorno di Natale” Tutto ciò è inaccettabile. Le donne devono continuare a denunciare il loro maltrattamento a qualsiasi livello. Solo così se ne può uscire. Non si devono sentire sole. Devono essere ascoltate.

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