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Quando lui si fa chiamare “padre” solo per egoismo

Sono figlia di una coppia separata. Si sono separati quando io avevo pochi mesi, perciò non ricordo niente della loro vita in comune. Sono cresciuta con i miei nonni, in effetti, dato che mia madre ha sempre lavorato molto. Quando ero piccola faceva fino a tre lavori al giorno perché i nonni erano affettuosi ma a parte una pensione minima non disponevano di molto. E poi a mia madre è sempre piaciuto essere indipendente. Da sola è riuscita a comprare l’automobile a rate, abbiamo ristrutturato casa per ottenere una cameretta per me e mi ha fatto regali che non si sarebbe potuta permettere. Mi ha mandata all’estero quando ero al Liceo, perché diceva che è importante conoscere una lingua straniera. Mi ha fatto frequentare corsi privati sull’uso del computer e di diversi programmi di gestione. Dopo il liceo mi ha consigliato di proseguire gli studi scegliendo informatica perché secondo lei per trovare un buon lavoro, ovunque io scelga di vivere, o conosci bene il computer o ti laurei in medicina e io non amavo medicina. Ho frequentato anche un corso d’arte moderna perché mi piaceva disegnare e così a parte l’informatica ho appreso l’arte grafica.

Ora ho 28 anni, lavoro realizzando programmi informatici e mia madre aveva ragione: posso lavorare dove voglio e chiedere anche la cifra che voglio, sebbene il mercato non sia così facile come lei pensava. C’è concorrenza ma io sono brava e quindi affidabile. Ho avuto molte difficoltà all’inizio perché in Italia pensavano che una donna non potesse svolgere questi compiti. All’estero non è così e quindi posso perfino scegliere. Attualmente vivo in Norvegia e guadagno bene. Penso di completare due anni di lavoro qui, mettere da parte qualcosa e poi emigrare ancora verso un paese in cui fa più caldo. Mi piacerebbe vivere in Spagna o in Portogallo, perché no. La mia vita perciò non è così male nonostante io non abbia mai avuto rapporti con mio padre e lui si sia tenuto alla larga dai doveri nei nostri confronti e da noi. Alla fine ho imparato da mia madre tutto quello che c’era da imparare: una donna non deve dipendere da nessuno e mia madre si è data da fare affinché io potessi studiare e imparare come essere indipendente.

Mia madre ora lavora meno perché non deve più mantenermi. I miei nonni sono morti, entrambi, e la loro casa è rimasta a noi, me e mia mamma. Ci vive lei di fatto. Io la raggiungo quando posso. Nel bel mezzo di questa vita tranquilla è piombato mio padre, come un fantasma. Ha chiesto a mia madre dove io fossi e lei gli ha detto che vederlo doveva essere una mia scelta e quindi ha dato a me il numero di mio padre affinché io potessi decidere liberamente se contattarlo oppure no. Ho aspettato qualche mese e lui si è fatto sempre più insistente. Alla fine l’ho contattato perché dava fastidio a mia madre. Speravo si risolvesse tutto in una bolla di sapone. Invece non è stato così. Mio padre di punto in bianco è venuto a trovarmi e mi ha detto che non sopportava il fatto che io fossi cresciuta lontana da lui. Ha detto che non aveva potuto contattarmi prima (chissà perché…) e che da quel momento in poi mi sarebbe stato vicino.

Ho risposto che non avevo alcun bisogno di lui e l’ho cacciato via. Non volevo averci niente a che fare. Lui prende un altro volo e mi raggiunge. Mi racconta dei suoi figli, un paio generati dopo essersi separato da mia madre, e che gli avrebbe fatto piacere farmeli conoscere. Di nuovo gli ho chiesto gentilmente di togliersi dalle balle. Una settimana fa mi ha chiamata e ha detto che io sono un’egoista, che non voglio dargli un’altra occasione e che lo farò morire destinando la sua anima all’inferno. Capisco che lui abbia voglia di redimersi, ma lo fa per se stesso e non per me. Vuole mettersi in pace la coscienza e dato che non mi pare abbia un male incurabile (ne sono certa) ancora non mi spiego il suo comportamento fintanto che non capisco: ha bisogno di soldi e vuole che glieli dia io.

Lo chiamo e chiedo quanto vuole. Senza mezzi termini dice che ha dei debiti e che vuole il mio aiuto. Se non gli darò i soldi i miei “fratelli”, come li ha chiamati lui, se la passeranno male. Dunque mia madre ha cresciuto una figlia in modo da renderla economicamente indipendente ed ecco che arriva l’uomo pretenzioso che mi vuole spennare. Gli ho detto che non se ne parla e che se non la smette lo denuncio per stalking. Naturalmente per lui io sono la cattiva e così mi ha descritta anche ai fratellastri che io non ho mai mai conosciuto. Pur avendo preso quella che reputo la migliore decisione per me stessa però lui è riuscito a entrare nella mia testa e a turbarmi. Il pensiero della sua voce mi rovina le giornate, i pranzi e il sonno. Ho cambiato numero di telefono e ho chiesto a mia madre di non darlo a mio padre per nessuna ragione al mondo. Lei comunque non lo farebbe mai. Le ho detto che potrebbe vendere la casa e venire da me. Io posso pensare al suo mantenimento e posso portarla con me anche in Spagna. Non la abbandonerei mai e mi farebbe tanto piacere occuparmi di lei. Se sparissimo entrambe dall’Italia lui non avrebbe alcun luogo in cui cercarci.

Ma quello che mi chiedo è: chi gli dà il diritto di costringerci a nasconderci e fuggire per evitarlo? Chi gli dà il diritto di chiedermi favori dopo che non si è mai fatto vedere e non ha mai pensato a me? Che crepasse sepolto dai debiti. Non mi interessa. Secondo voi che altro potrei fare?

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Comments

  1. nulla, lascialo cuocere nel suo brodo, se avesse voluto redimersi ti avrebbe contattato prima

  2. tantecoccole says:

    Hai fatto benissimo.. I genitori sono quelli che i fogli li crescono. Lui non é niente x te e non gli devi niente. Un giorno i tuoi fratellastri sapranno la vera versione dei fatti quindi non ti devi preoccupare . E per il fatto di scappare no non dovete lui non é nessuno. Denunciatelo se si avvicina ancora a voi. Questo tizio fa solo l elemosina x puro egoismo e sa quello che scrivi si vede che non gli importa ne di te ne di tua madre. E i suoi figli? Che li mandi a lavorare. Scommetto che li ha viziati fino al giorno prima di venire da te per i soldi.

  3. Nulla. Ignoralo.

  4. che storia pazzesca … lascialo un attimo nel suo brodo .. poi se vuoi capire di più credo che in rete trovi info su di lui … puoi fare una visura sulle sue proprietà immobiliari, una visura per vedere i suoi debiti (se ci sono pignoramenti risultano, come mutui o altre ipoteche su beni da lui posseduti) .. così comprendi la situazione reale ed effettiva e ti dà un senso di controllo che ti rassicura .. se poi non trovi niente o non è vero che ha debiti, o li ha ma ancora la situazione non è grave o è inguaiato in brutte storie con brutte persone ed è bene starne ancora più lontane nel caso .. stai tranquillo .. e se torna ricordargli che casomai sei tu che potresti chiedergli soldi per il mancato mantenimento 🙂 non mi pare modo di tornare .. se poi un domani dovesse tornare con altre intenzioni e lo capirai .. deciderai .. per ora evitalo come hai fatto

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