Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Il parto è una merda. Poi però potresti infinitamente amare i tuoi figli

Lei scrive:

Ciao Eretica, mi è già capitato di scriverti in merito all’aborto, oggi rileggendo il post sul parto vorrei parlarti di questo. La descrizione è cruda e accurata ma rimango dell’idea che nemmeno quella ti prepari minimamente a ciò  che il tuo corpo farà. Io di parti ne ho fatti due (fatti non avuti, perché il parto ti impegna fisicamente più di qualunque altra cosa al mondo), tutti e due naturali e senza epidurale ma non per scelta. La prima volta l’ostetrica aveva visto qualcosa che non andava e non me la rimboccò, effettivamente dopo 11 ore di travaglio e l’episiotomia la bambina aveva solo la corona fuori. Sono stata due ore a spingere con metà testa di mia figlia fuori dalla mia patata eppure non si muoveva, niente. Il mio unico pensiero era: chi cazzo mi ha infilato una mietitrebbia su per la vagina fino allo stomaco e non vuole tirarla via?

Alla fine chiamarono il ginecologo che infilando TUTTA LA MANO dentro di me liberò il collo di mia figlia dal cordone, di fatto salvandole la vita. Ero lì, mezza nuda, piena di sangue e sudore, la sala parto piena del mio sangue e deiezioni, con la patata tagliata e dolorante ma guardando mia figlia tenuta per i piedini, cianotica, senza respiro l’unico pensiero diventò “Amore mio apri quei cazzo di occhi”. Li ha aperti dopo un interminabile minuto e mezzo e anche se a causa del taglio profondo sono stata immobilizzata a letto con il clistere per le 12 ore successive, sentendo che non mi sarei mai più ripresa da quel dolore, che quello che mi era successo era tutto fuorché “naturale” continuavo a guardare la mia bambina sentendo il più grande amore che avessi mai provato in vita mia.

A 7 anni di distanza posso ancora sentire quel dolore lancinante che parte dalla vagina e arriva dritto al cervello mentre il ginecologo infila la mano dove già ci sono 36 cm di capoccetta. Tanto che 5 mesi fa ho partorito la seconda è nemmeno la prima esperienza mi aveva degnamente preparato a riprovare quel dolore atroce. 3 ore, o meglio come ti fanno notare “solo” tre ore di conati di vomito,crampi e spasmi e quella cazzo di mietitrebbia che si è riposiziona proprio lì. Stavolta l’epiturale non c’è proprio stato il tempo di prepararla, e nemmeno l’episiotomia.

Quasi 4 kg di bambina sono scivolati fuori da me con una capriola lacerandomi esterno e interno di vagina e retto, e di nuovo ero lì a gambe aperte mentre mi infilavano una mano dentro spingendo con l’altra sull’addome per far uscire i coaguli, un dito in culo per controllare le lacerazioni e quella sensazione che il dolore non sarebbe mai passato. Eppure appena mi hanno poggiato la mia piccolina sul petto anche stavolta è rimasto solo l’amore per lei.

Questo per dire che il parto è una merda, che soffrirai come un cane, che nulla ti preparerà mai a ciò che sta per succederti e che l’educazione sessuale nelle scuole dovrebbe avere larghe pagine su questo tema, che tra donne dovremmo smettere di dirci “sarà il giorno più bello della tua vita” e cazzate del genere, per me sono state le 14 ore peggiori della mia esistenza, ma che anche dopo tutto questo potresti amare i tuoi figli dal primo istante in cui vedrai i loro grandi occhi fissarti tra sangue, placenta e dolore. Dobbiamo essere informate e informare tutte sulla realtà delle cose senza mai pretendere di sapere cosa le altre passeranno.

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