Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Lesbiche contro nere, bisex, trans, gay. In passato come oggi!

 

Vi chiederete se la fase reazionaria delle arcilesbiche attuali sia del tutto nuova o dettata dalle necessità dei tempi bui che stiamo attraversando. Niente di tutto questo. La storia delle lesbiche degli anni settanta dimostra come il separatismo oltranzista, leggasi anti-intersezionalismo, le ha già portate ad escludere persone bisessuali, gay, trans, di altre classi sociali che non fossero borghesi/medie, di altri colori che non fossero il bianco e di altra natura che non fosse la lesbica nata biologicamente femmina. In Italia, come anche tutto il resto dei gruppi reazionari pseudo femministi dell’ultima ora, sono arrivate con decine di anni di ritardo. Oggi si identificano con le Femministe radicali trans escludenti (terf), condividono discorsi omofobi contro la facoltà dei gay di avere e crescere figli, non dicono una sola parola su migranti disperate/i e neppure sulla precarietà. La storia si ripete, perché esse pensano che noi non la conosciamo. Ma noi la conosciamo: tanto e forse anche più di loro e prevediamo le loro prossime mosse proprio perché si muovono con decenni di ritardo. Io l’avevo scritto molti anni fa. Il futuro sarebbe stato questo. Ho cercato di avvertire compagni e compagne ma il futuro ci è piombato in testa come un edificio in crollo. Le pietre, per capirci, non hanno colpito noi. Il rincoglionimento non fa parte della nostra strategia politica. 🙂

Ecco una sintesi utile per chi non conosce alcuni dettagli che dovrebbero conoscere tutte le persone che parlano di questi temi senza sapere un bel nulla.

 

Da Just another trans girl

via @teamarimo on twitter

Traduzione di Egle (dal Gruppo di lavoro di Abbatto i Muri):

Il dibattito su chi possa usare il termine “butch/femme” (termini usati nella subcultura tra lesbiche per identificare a seconda di atteggiamenti e tratti in cui ci si riconosce di più i “ragazzi” ovvero i butch e le “ragazze” ovvero le femme) continua a riproporsi, così ho fatto una marea di ricerche e mi piacerebbe dire la mia riguardo la situazione. Posterò le fonti alla fine:

[Ció che segue è un estratto della discussione che “teamarimo” usó per rimpiazzare il tweet originale. Il link del thread originale è alla fine – ndb]

Questo esclude un tweet che ho cancellato, ma che sarà raggiungibile tramite un link su un post tumblr su un post successivo.

Troppe persone fanno credito a Anne Lister (lesbica storica) per aver coniato il termine “femme” nei suoi Diari, nonostante lei parlasse francese e la parola “femme” è da sempre stata una parola francese.

Seguendo l’ordine cronologico delle parole che definiscono la comunità omosessuale nell’inglese parlato a livello globale, il termine “lesbian” (lesbica) entró in uso come sinonimo per “tribade”.
Il “tribadismo” equivale alla sforbiciata;
Entrambe le parole indicavano donne che dormivano con altre donne oltre all’atto sessuale in sé. Tutto questo avveniva molto prima delle politiche sull’identità di genere.

Quindi i termini lesbiche/tribade venivano usati per indicare un atto sessuale, non qualcosa in cui ci si identificava, poiché ai tempi le persone venivano etichettate esclusivamente per le loro “attività sessuali” dato che non esistevano ancora politiche di identificazione sociale.
Non esisteva ancora il concetto di chi fosse o meno esclusivamente attratto dalle donne. Ecco perché le donne bisessuali sono più vicine alle lesbiche di quanto lo siano gli uomini bisessuali.

Il termine tribade dominó il 17esimo-19esimo secolo, finché saffiche e lesbiche non predominarono.
Così non fu fino al 1892 quando uno neuroscienziato utilizzó il termine bisessuale, per descrivere la sessualità di una persona. Da allora sino agli anni 1960, il termine BI, veniva utilizzato solo in ambito accademico. Non era ancora considerata un identità.

Le donne bisessuali sono sempre esistite ma condividevano le community e si mobilitavano come “lesbiche” prima e anche con i successivi eventi degli anni 60.
Prima di allora, il termine “lesbica” trovato in scritti o studi effettuati, indicava donne omosessuali e bisex, a meno che (cosa che succedeva in rare occasioni) fosse specificato altrimenti, perciò il contesto era importante.

L’utilizzo dei termini Butch/femme prese piede nei gay bar solo intorno agli anni 40-60.
I gay bar riservati alle sole donne erano frequentati sia da lesbiche che bisessuali, perciò per la prima decade della storia butch/femme, il termine “lesbica” includeva anche donne bisessuali , poiché non esisteva ancora il concetto di bisex o di “esclusivamente donne” come orientamento sessuale, e tutte loro si trovavano nei bar, partecipando alla cultura dell’epoca.

Negli anni 70, cominciò il separatismo delle lesbiche con 12 donne bianche Cis (ovvero che si identificavano come tali), Le furie.
Loro suggerirono che le donne avessero contatti “solo con altre donne che puntassero a intralciare la strada ai privilegi maschili …. perché quelle donne che beneficiavano ancora dell’eterosessualità, con i loro privilegi e la sicurezza… proprio loro prima o poi tradiranno le loro sorelle, specialmente le sorelle lesbiche che non ricevono questi benefici.”
Il “demone Terf” Sheila Jeffreys (trans exclusionary radical femminism, [femminismo radicale trans escludente]) dice “la nostra definizione di una lesbica politica (“una vera lesbica”) è quella di una donna che si identifica come una donna e che non va a letto con uomini”.
Questo marca la divisione tra donne bisessuali e lesbiche.

Si attua il separatismo tra lesbiche e donne bisessuali, coloro cioè che fino a quel momento avevano condiviso spazi, identità e oppressione già secoli prima.
Questo fa passare le donne trans come intrinsecamente fruitrici dei privilegi maschili che esse in realtà non hanno.
Si includono anche le donne di colore della comunità LGBT che condividevano l’oppressione con gli uomini antirazzisti e non potevano perciò escluderli dalle loro politiche.

Con eventi come stonewall (1969) e l’incremento della violenza anti-gay negli anni 70, qualsiasi eterosessuale nella prossimità degli spazi gay era visto come una minaccia e veniva evitato. Hanno quindi cominciato ad arrivare gruppi di bisessuali, dato che non potevano più fare parte né delle comunità omosessuali né di quelle eterosessuali.

Siamo negli anni ’80, quando la seconda ondata di bisessuali si stava costituendo come identità non in conflitto con altre identità di genere non eterosessuali. Ma la bisessualità era fino ad allora vista come anti-femminista. Il residuo di quel pregiudizio pervase il movimento anche in altri anni.
Per il 1988, LGB ufficialmente distinse lesbiche e bisessuali.
Oggi le lesbiche investono solo nella storia specifica delle lesbiche, e tutto ciò che appariva prima degli anni ’60 con il termine “lesbica”. Si sono dimenticate delle lotte comuni con altre identità.
Capite il problema qui?

I testi nei quali appariva la parola “lesbica” prima degli anni 60 si riferiscono anche alle donne bisessuali che intenderemmo oggi come tali ma definite con termini più “vecchi” e conseguentemente alle donne bisessuali viene negata una grossa fetta della storia che gli spetterebbe, inclusa la cultura del butch/femme.

Negli anni 60 iniziano, insieme agli avvenimenti che realizzarono spazi per seguire la cultura del ballo, le prime safe house in cui neri, latini, la gioventù queer e butch e femme, si riunivano.
L’intersezione della razza, genere e sessualità; La libera espressione di tutto ciò e le persecuzioni che ne derivano.

Negli anni 70, le lesbiche separatiste sostenevano che qualsiasi espressione di mascolinità danneggiasse le donne, agendo così contro butch e donne trans.
Le “femmes” venivano rappresentate come donne che volevano solo godere dei benefici dell’eterosessualità mentre giochicchiavano con altre donne (Non è difficile comprendere quanto queste affermazioni fossero influenzate dalla retorica della bifobia).

Le Butch/femme vennero quindi inquadrate come eteronormative , anti-lesbiche e anti-femministe. Quindi l’androgina è proposta come ideale lesbico. Ora le femministe lesbiche sono centrate in contesti bianchi, classe media, lesbiche androgine a spese della classe lavorativa sommata a quella delle lesbiche non bianche, donne bisessuali e butches e femmes.

I termini Butch/femme sono andati a sparire dall’utilizzo comune, tenuti in vita esclusivamente dalla stessa classe povera e donne non bianche che vengono surclassate dalle lesbiche bianche.
L’utilizzo dei termini Butch/femme era diffuso per lo più nella gioventù queer di colore includendo lesbiche e non, come si usava dai tempi della cultura dei balli negli anni 60 e fin dagli anni 40 nei gay bar con donne gay e bi.

Le lesbiche bianche TERF che tanto demonizzavano questa cultura, iniziarono a fare guerra quando la fluidità dei generi divenne trendy verso la fine degli anni 80. Loro sostenevano che questa cultura gli appartenesse e spogliarono la storia di donne bisessuali, trans e queer di colore con cui loro non volevano nessun collegamento.

Fu così che questa storia fu solo una di quelle rubate fra tante, ed ora le lesbiche con buone intenzioni, che non sono di sicuro facenti parte del gruppo TERF, non conoscono neanche le radici della cultura Butch/Femme, trans e identità di genere e difficoltà tra classi sociali, o delle sue origini tra gay e donne bisessuali unite in un unico gruppo.

Fonti:
gay & bi women going to the same clubs: https://goo.gl/8rcT8N ; https://goo.gl/VVikZN
bisexual etymology: https://goo.gl/XVZQrZ
lesbian separatism: https://goo.gl/sgPqYv
tribade: https://goo.gl/svfpv2
butch/femme: https://goo.gl/AZrkcE
more on butch/femme; https://goo.gl/noNctX
origins of bi movements: https://goo.gl/p7Vp1J ; https://goo.gl/9SLwuk ; https://goo.gl/szWYPN
lady with history & women’s studies + LGBT studies degrees: https://goo.gl/UKezNd
ball culture: https://goo.gl/wm4HeZ

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