Cosa dobbiamo ricordare del 2018? Decine di vittime di violenza di genere. Donne uccise perché i loro ex non potevano accettare “l’abbandono”. Quando una donna vuole lasciare un uomo si parla ancora di abbandono, come fosse obbligo delle donne farsi carico dei disagi di chi fa loro del male. Come se in fondo alle donne si chiedesse di fare le crocerossine pronte alla cura nei confronti degli ex stracolmi di egoismo e di incapacità di provare empatia.
A descrivere questo tipo di uomini come fossero le vere vittime delle ex uccise sono altri uomini ma anche tante donne pronte a supportare stereotipi sessisti che nel frattempo, attraverso linguaggi precisi, educano altre a pensare male di quelle che non obbediscono alle imposizioni sociali maschiliste.
Le educano a fare attenzione quando decidono di lasciare qualcuno e le intimidiscono allo stesso tempo. Senti, donna – così viene detto – non pensare a lasciare il tuo fidanzato o marito o compagno e convivente perché altrimenti potresti pagare con la vita quella decisione. Ed ecco che ad ogni vittima centinaia di donne subiscono la pressione di chi le vuole sottomesse e timorose quando si parla di libertà di scelta.
D’altro canto, ancora nel 2018, abbiamo visto come molte vittime di stupro siano state offese e stigmatizzate per aver denunciato gli stupratori. Molte persone partono dal pregiudizio secondo il quale le donne spalancherebbero le gambe ad ogni uomo desideroso di sfogare i propri bisogni sui loro corpi. Si parte dal concetto semplice che spiega come ogni donna sia considerata puttana all’altro concetto che si riferisce alle donne che non la danno come a pessime persone che la darebbero solo ai ricchi. Così gli stupratori tirano fuori, solo quando gli fa comodo, un conflitto di classe tra uomini ricchi e uomini poveri attribuendo comunque le colpe di tutto alle donne.
Si spiega così come sia semplice parlare di “capitalismo” come interesse primario di donne che scelgono cosa fare, con chi stare, cosa decidere per il futuro. All’interno di questa discussione rientrano le ragazze che abortiscono. Gli antiabortisti, ormai usano il linguaggio di tutta la gente rossobruna (dicesi di persone che fingono di andare oltre la destra e la sinistra per poi esprimere tutto il loro fascismo quando dicono di voler decidere tutto quel che riguarda i corpi delle donne).
La contraccezione e l’aborto riguardano prima di tutto le donne. Nessuno può interferire con le loro decisioni. Quest’anno abbiamo visto però come sia stato semplice demolire il consenso sociale nei confronti delle ragazze che usano contraccettivi e delle donne che abortiscono. In molti paesi le donne, infatti, sono costrette a lottare per ottenere o per non vedere sottrarsi il rispetto della propria autodeterminazione. Avviene negli Stati Uniti dove Trump vorrebbe fare un regalo agli antiabortisti che hanno dato lauti contributi per finanziarne le elezioni. Avviene in America Latina dove si contano vittime di aborto clandestino e dove le donne che si ribellano per questo vengono perfino arrestate e condannate.
Succede in Spagna, con il governo di destra che vorrebbe togliere diritti acquisiti a chi pensava essi fossero dati per scontati. Avviene in Irlanda dove finalmente l’aborto è diventato legale. Avviene in Italia paese in cui gli attacchi alla legge 194 non si contano neanche più. Ce lo ricordano le compagne di Verona che hanno combattuto contro mozioni regionali mirate a demolire la nostra legge a partire dalle sue fondamenta. Dichiarare che un bambino sarebbe tale fin dal suo concepimento non significa certo proteggere Gesù. Significa invece favorire i maschilisti e le maschiliste affinché essi possano avere il controllo sulle scelte delle donne.
L’anno ormai quasi trascorso ha anche visto donne conservatrici in lotta contro le femministe intersezionali come me. Anche loro mirano a controllare il corpo delle donne e a fare in modo che siano ritenute incapaci di intendere e volere. Nessuno le vuole ascoltare: quando si tratta di aborto, quando si tratta di diritto ad esprimere consenso (SI, detto in modo chiaro) o dissenso rispetto ad un rapporto sessuale. Faccio questa premessa perché vi sono donne reazionarie le quali ritengono che le altre siano incapaci di intendere e volere (quando scelgono di fare le sex workers, per esempio): Ma non erano gli uomini quelli che volevano rinchiudere in manicomio le donne che osavano scegliere per se stesse?
Il 2018 non solo è stato il momento in cui donne stuprate sono state strumentalizzate per giustificare l’istigazione all’odio verso gli stranieri ma è stato caratterizzato anche dal fatto che sia stata decisa a tavolino la persecuzione delle persone migranti. Donne buttate fuori dai centri di ospitalità, le loro famiglie distrutte. Donne la cui vita è diventata più difficile dopo l’approvazione del decreto in-sicurezza. Quanti ricatti dovrà ancora subire una donna “straniera”? Non bastava stigmatizzarle per la religione di alcune? Non bastava considerarle terroriste per il fatto di portare il velo? Quelle che non scelgono secondo le imposizioni di alcune allora sono considerate cattive, bad women la cui autodeterminazione non è mai rispettata.
Tra le donne discriminate ci sono anche le trans. Perfidamente condannate all’invisibilità da chi si nutre di fobia nei loro confronti e anche da chi, perfino tra alcune lesbiche, induce all’odio nei loro confronti perché non sono nate donne ma lo sono diventate.
Tra gli ultimi anni di lotta vissuti attivamente il 2018 è senz’altro quello durante il quale le donne sono state massacrate su e da molti fronti. Quello che invece qui abbiamo sempre detto è che il femminismo internazionale, quello che consideriamo degno di nota, è trans inclusivo, sex workers inclusivo e mai stigmatizzante nei confronti di quelle che fanno scelte di ogni tipo, anche se non le condividiamo.
Perciò auguro a tutte un 2019 in cui le lotte continuino a essere rumorose perché non dobbiamo mai fermarci giacché nulla è da considerarsi scontato. I diritti acquisiti non sono da considerarsi tali. Possono toglierceli da un momento all’altro. Possono togliervi tutto quando vogliono, ecco perché dobbiamo combattere ancora.
Un abbraccio a tutte,
con Amore
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