Giorgio scrive:
Buongiorno Eretica,
Innanzitutto per tutto quello che fai.
Sono un ragazzo italiano che vive a Madrid e volevo che fosse condiviso anche in Italia un messaggio che gira da qualche giorno dopo l’ennesimo femminicidio.
Laura Luelmo era uscita a correre e un uomo, il suo vicino di casa, l’ha seguita, l’ha violentata e poi l’ha uccisa.
Lo raccontiamo noi perché Laura non puó piú raccontarlo.
Un uomo scrive…
Smettiamo di dire alle nostre amiche di non andare a correre da sole e iniziamo a dire ai nostri amici di non fare “apprezzamenti” a sconosciute che passano davanti a loro.Smettiamo di dire a nostra figlia di tornare a casa accompagnata e iniziamo a dire a nostro figlio che nel dubbio é NO.
Smettiamo di dire alla nostra compagna che ci chiami quando arriva a casa e iniziamo noi ad abbandonare quei gruppi di WhatsApp nei quali si condividono foto di ragazze con o senza il loro consenso. Perché quando tu dici “cosa le farei a quella” ce n’è un altro che lo fa per davvero.
Perché dove tu vedi solo “battute da uomini”, stai contribuendo al fatto che la donna sia percepita come un corpo esposto all’attacco di un predatore qualsiasi.
Perché il problema non è la tua o la mia/compagna/figlia. Il problema è che ridiamo quando un nostro amico grida qualcosa a una sconosciuta spaventandola e facendole passare attimi di paura mentre però poi ci indigniamo se succede a nostra figlia.
Siamo ancora in tempo a dire da che parte stiamo.
NON UNA DI MENO (Spagna)
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