Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Gli orfani di femminicidio vittime del maschilismo di governo

Noi vogliamo essere libere dalla paura e ci salviamo da sole

 

Pistola legalmente detenuta, puntata contro moglie e i due figli, infine su se stesso. E’ l’ennesima strage familiare di cui si parla come fosse frutto di un gesto di follia. Si chiama femminicidio e infanticidio. Due gravi delitti contro affetti cancellati per motivi rimossi. Si parla di gelosia ma si tratta di un delitto che deriva dalla cultura del possesso. E’ violenza di genere perché commessa contro una donna cui erano stati imposti ruoli  stereotipati. E’ il classico “mia e di nessun altro” tipico di chi pensa che moglie e figli siano di sua proprietà.

Ad ogni notizia di questo tipo corrisponde la critica negazionista. Il femminicidio non esiste. La violenza di genere non esiste. Persino le donne uccise non esistono. Ce le siamo inventate noi, no?

Il cruccio di certa gente è quello di esasperare l’allarmismo che si presta a reazioni repressive e securitarie che non servono a prevenire femminicidi. Oppure abbiamo quelli che dicono che le femministe sono matte e dunque se diciamo che vogliamo prevenzione, una battaglia culturale, senza paternalismi e speculazioni strumentali dei governi, allora veniamo offese perché non coccoliamo l’ego dei maschi Alpha che dicono di difenderci (ma certo. come no).

La questione dei femminicidi è trattata con scarso rispetto per le donne. Creano punti rossi nei pronto soccorso (ma non c’era già il codice rosa? tra l’altro inutile) ma non si degnano di considerare gli orfani di femminicidio meritevoli di ricevere supporto da parte dello Stato. Questo perché il governo usa le donne solo per fare propaganda razzista ma non si assume responsabilità reali riconoscendo nel femminicidio un pericolo reale.

Non viene ad esempio considerato il fatto che molte donne sopravvissute a tentati femminicidi sono ora disabili. Eppure nessuno è pronto a negoziare per favorire queste donne nel lavoro, nel trovare una abitazione e contributi per poter vedere risarcito tutto quello che avrebbero potuto fare ma che ora non possono più.

Ho letto qualche commento, per quello che mi è possibile da un computer non mio e per pochi minuti (il mio computer si è sfasciato e non posso ricomprarlo perché precaria e senza soldi, quindi mi scuso per l’assenza di questo periodo perché non potrò leggervi e ascoltarvi come vorrei).

Da quel che ho letto le polemiche sono sempre le stesse e mi chiedo per quanto tempo ancora le parti conservatrici vorranno negare un crimine così odioso che ricade ampiamente sullo stato della salute pubblica. Muore ammazzata una donna, i figli, se lui non li uccide, restano orfani. Qualcuno si fa carico della loro vita e nessuno dà una mano per questo.

Le donne muoiono sole, i figli restano soli e se si capisce che il figlio di una vittima di mafia va riconosciuto come colui il quale non ha potuto, in assenza di sostegno affettivo ed economico paterno, proseguire gli studi, trovare un lavoro, uscire dalla precarietà, mi chiedo perché non si capisca come i figli orfani di vittime di femminicidio abbiamo bisogno che gli vengano garantiti gli stessi diritti.

A me non piace il termine femminicidio perché è stato ridotto a “delitto contro la femmina” e non lo si vede come parte della violenza di genere. Fascisti e omofobi parlano di femminicidio ma disapprovano il concetto di violenza di genere perché non amano che si parli di generi e costruzioni culturali frutto di stereotipi sessisti alimentati proprio da chi poi dice di volerci aiutare.

Spero si capisca quanto voglio dire. Se ci sono errori chiedo scusa. Questo computer è lentissimo e non rileggo per correggere perché devo andare.
Buona lotta a tutt*
A presto (spero)

Eretica

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