Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

Perché il sesso non è binario

Illustrazione di Angie Wang

 

La complessità non è solo culturale: è biologica

di Anne Fausto Sterling (post originale QUI – traduzione di Giulia)

Due sessi non sono mai stati abbastanza per descrivere la varietà umana. Né in tempi biblici né adesso. Prima di conoscere abbastanza della nostra biologia, abbiamo creato regole sociali per amministrare la diversità sessuale. L’Antico codice rabbinico conosciuto come Tosefta, per esempio, a volte trattava di persone che avevano parti sia femminili che maschili (testicoli e vagina, ad esempio) come donne – che non potevano pertanto ereditare proprietà o diventare sacerdoti; e altre volte, come uomini – a cui veniva vietato di rasarsi o di trovarsi da soli con donne. Più brutalmente, i romani, vedendo le persone di sesso misto come cattivo presagio, avrebbero potuto uccidere una persona il cui corpo e la cui mente non si conformavano alla classificazione sessuale binaria.

Oggi, alcuni governi sembrano voler seguire il modello romano, se non uccidendo le persone che non corrispondono ad una delle due etichette sessuali, quantomeno provando a negare la loro esistenza. Questo mese, il primo ministro ungherese Viktor Orban ha bannato i programmi universitari di studi di genere, dichiarando che “le persone sono nate o maschio o femmina” ed è inaccettabile parlare di “generi socialmente costruiti al posto di sessi biologici” adesso  il department of Health & Human Services dell’amministrazione trumpiana vuole seguire l’esempio definendo legalmente il sesso come “ lo stato di una persona come maschio o femmina, basato su tratti biologici immutabili identificabili alla nascita o prima di essa”.

Questa cosa è sbagliata per molti aspetti, moralmente quanto scientificamente. Altre persone si impegneranno a spiegare il danno umano provocato da una tale decisione. Io mi occuperò dell’errore biologico.

Si sa da tempo che non c’è una sola misura biologica che possa indubitabilmente collocare ogni umano dentro una delle due categorie – maschio o femmina.

Nel 1950 lo psicologo John Money e i suoi colleghi hanno studiato persone nate con combinazioni inusuali di marcatori sessuali (ovaie e pene, testicoli e vagina, due cromosomi X e scroto, e così via).  Pensando a queste persone, che oggi chiameremmo intersessuali, il dottor Money sviluppa un modello dello sviluppo sessuale a più livelli.

Ha cominciato con i cromosomi sessuali, determinati al momento della fertilizzazione quando lo spermatozoo portatore di cromosoma X o Y si fonde con un ovulo portatore di cromosoma X. Questo è ciò che succede la maggior parte delle volte. Meno spesso, la cellula uovo o lo spermatozoo possono mancare di un cromosoma sessuale o averne uno in più. L’embrione che ne risulterà avrà un’insolita combinazione cromosomica -XXY, XYY o XO. Quindi considerando solo il primo livello del sesso, ci sono più di due categorie.

E questo è solo il primo livello. Otto/dieci settimane dopo il concepimento, l’embrione sviluppa le gonadi fetali: l’embrione con il cromosoma Y sviluppa dei testicoli embrionali, quelli con due cromosomi X, le ovaie embrionali. Questo prepara il terreno per gli ormoni sessuali fetali, le ovaie o i testicoli dell’embrione producono ormoni che spingono lo sviluppo dell’embrione in una direzione maschile o femminile (in base a quale ormone viene escreto). Gli ormoni sessuali fetali orchestrano l’apparato riproduttivo interno (la formazione dell’utero, della cervice e delle tube di Faloppio nelle femmine, i vasi deferenti, la prostata e l’epididimo nei maschi). Durante il quarto mese, gli ormoni fetali completano il loro lavoro formando i genitali esterni – pene e scroto nei maschi, vagina e clitoride nelle femmine.

Dalla nascita, quindi, un bambino ha 4 livelli di sesso. Ma come avviene per la determinazione sessuale cromosomica, ad ogni livello conseguente non corrisponde necessariamente un risultato necessariamente binario. Inoltre, i livelli possono entrare in conflitto l’uno con l’altro, quando uno di questi diviene binario e l’altro no: un bambino XX può nascere con un pene, una persona XY può avere una vagina e così via. Queste incongruenze creano scompiglio ogni volta che le si vuole collocare in un piano di assegnazione sessuale categorica e definitiva, come maschio o come femmina, semplicemente guardando le parti intime del neonato.

Si aggiunge alla complessità, che questa stratificazione non si ferma con la nascita. Gli adulti che circondano il bambino lo identificano in base a come percepiscono i suoi genitali (alla nascita o dall’immagine dell’ecografia) e questo avvia il processo di socializzazione di genere. Gli ormoni fetali influenzano lo sviluppo cerebrale producendo quindi ancora un altro livello chiamato brain sex (letteralmente “sesso cerebrale”). Un aspetto del brain sex diviene evidente durante la pubertà quando, solitamente, alcune cellule cerebrali stimolano pattern di ormoni che comportano la maturazione sessuale adulta. Money chiama questi livelli sesso puberale ormonale e sesso puberale morfologico. Ma questi, ancora, possono variare ampiamente oltre una categorizzazione a due fattori. Questo è fonte di continue dispute riguardo la decisione su chi può legittimamente competere negli eventi sportivi internazionali esclusivamente femminili.

Dagli anni ’50 ad oggi si sono susseguite moltissime nuove ricerche scientifiche su questo argomento. Tuttavia, coloro che guardano alla biologia per trovare una definizione del sesso e del genere facili da amministrare, troveranno poco conforto tra i risultati più rilevanti di queste ricerche.

Per esempio, adesso sappiamo che piuttosto che svilupparsi sotto la direzione di un singolo gene, i testicoli o le ovaie del feto si sviluppano sotto la direzione di una rete di geni in opposizione, alcuni reprimendo lo sviluppo maschile mentre stimolano la differenziazione femminile, e viceversa. Ciò che importa, quindi, non è la presenza o l’assenza di un gene particolare, ma l’equilibrio di potere tra reti di geni che agiscono insieme o in una particolare sequenza.

Questo mina la possibilità di usare semplici test genetici per determinare il “vero” sesso di qualcuno. Il cambiamento di politica proposto dal department of Health & Human Services porta indietro nel tempo. È in netto contrasto con il consenso scientifico riguardo sesso e genere, e mette in pericolo la fondamentale libertà delle persone di vivere le proprie vite in un modo che aderisca al proprio sesso e genere per come questo si sviluppa attraverso ogni diverso ciclo di vita individuale.

 

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