Annunci

Gli stupratori ci considerano niente e quando stuprano un niente sanno di restare impuniti

Lei scrive:

Cara Eretica, mi chiamo Sole, all’anagrafe Matteo e come donna trans vorrei raccontare delle violenze che ho subito. Lo faccio perché mi sento vicina a tutte le donne che subiscono violenza e che come me non trovano ascolto in nessun luogo.

Premetto che le donne trans che vengono stuprate trovano molte porte chiuse. Non hanno il sostegno dei parenti perché spesso sono quelli che ti hanno buttato fuori di casa quando tu hai detto di chiamarti Eva invece di Adamo. Non hanno una comunità forte che ti sostiene perché le associazioni Glbt a volte sono lontane o non contemplano di lottare per i diritti delle persone trans. Se non vivi in una grande città tutto diventa più difficile anche se vivendo in un piccolo centro la vita costa meno e non si è ridotti, come spesso accade, a dormire in mezzo alla strada.

Se sei una donna trans e per mantenerti, in assenza di qualunque altro tipo di offerta di lavoro, ti prostituisci è difficile che le forze dell’ordine ti prendano sul serio. Io sono stata spesso braccata da uomini che venivano solo per schernirmi e per farmi stare male. In un caso, solo per il fatto di camminare per strada di ritorno dal supermercato, hanno aspettato che arrivassi nel vicolo buio e deserto per rubarmi i pochi soldi che avevo. Quello che voglio dire è che una cosa è vendere servizi sessuali e un’altra essere stuprate. Quello che fa la differenza è che nel primo caso hanno il mio consenso e nel secondo invece no.

Fino ad ora sono stata stuprata tre volte. Da stranieri e italiani, lo dico perché vi giuro che non ho notato nessuna differenza. La prima volta da un gruppo di ragazzi che pensavo volessero solo bere qualcosa con me. Io flirtavo con uno di loro e mi sembrava che lui mostrasse un certo interesse. Sono andata con loro in macchina e a turno, sebbene avessero detto di essere quasi tutti etero, mi hanno stuprata. Sono tornata a casa da sola, sanguinante per i pugni in bocca, avevo perso le scarpe, le mie calze erano strappate e mi ero fissata con il manico rotto della mia borsa preferita. Per tutto il tempo in cui ho camminato, prima di arrivare a casa mia, ho cercato di aggiustarlo e piangevo vedendo che non ci riuscivo.

La seconda e la terza volta è stato ancora peggio. Due persone diverse, due uomini in cerca di prostitute, non volevano pagarmi e non sono salita in macchina con loro. Mi hanno aspettata e presa con la forza. Uno mi ha quasi ammazzata prendendomi a colpi di pietra in testa. Sono svenuta per due ore fino a quando una signora, che non smetterò mai di ringraziare, mi ha trovata e ha avvertito per chiamare un’ambulanza. Sono stata ricoverata tre settimane per guarire quasi completamente se non tengo conto dell’occhio sinistro dal quale vedo meno. L’altro mi ha rubato tutto e poi mi ha portata in una casa abbandonata, in campagna, minacciandomi con un coltello, e mi ha sequestrata per una notte passata a stuprarmi, a torturarmi e poi se ne andato dicendo che se l’avessi detto a qualcuno mi avrebbe uccisa. Io sono certa che l’avrebbe fatto sul serio.

La vita, per le persone come me, non è facile e non è facile nemmeno rispondere quando ti dicono che saresti più intelligente a smettere di prostituirti. Il fatto è che chi ha voluto farmi male contava sul fatto che io fossi una persona invisibile agli occhi della società. Non perché prostituta ma perché donna trans. Anzi soltanto perché donna. Una senza diritti, senza grandi possibilità di scelta e che aveva tutto da perdere andando dalla polizia.

La mia storia sono sicura che ricorda quella di molte altre perché succede a molte tra noi. E non lo dico per ottenere pietà e compassione ma perché desidero, almeno una volta, essere ascoltata come persona, essere guardata come persona alla quale vengono riconosciuti dei diritti. Racconto questo perché in questi giorni ho sentito parlare di degrado ma il degrado diventa la casa di chi non ha scelte e la società non dà scelte alle persone diverse. Ci guardano con pregiudizio e ci condannano a restare nell’ombra dove possiamo soltanto incontrare persone che sono più a loro agio nel buio.

Accendere la luce è compito di tutta la società e io forse sono stata una codarda a non dire in pubblico quello che mi è successo ma almeno questo vorrei fosse chiaro: gli stupratori se la prendono spesso con le persone senza diritti. Penso a me, ad altre come me, o alle ragazze straniere che ho visto per la strada.

Il giorno prima di una violenza le chiamavano puttane e il giorno dopo le chiamavano ugualmente puttane. Puttane perché donne e non perché prostitute. Se la società ci considera niente allora gli stupratori ci considerano niente e quando qualcuno stupra un niente sa che resterà impunito. Lo fanno sempre o, almeno, quando la cosa non riguarda politici che fanno passerella sul luogo di uno stupro.

Non voglio apparire come una persona lamentosa perché sono solare e allegra e per questo ho deciso di chiamarmi Sole. Se nessuno illumina la mia strada provo a farlo io stessa. Perché il Sole splende e qualunque cosa mi succeda non permetterò che lo spengano.

>>>^^^<<<

Abbatto I Muri vive di lavoro volontario e tutto quello che vedete qui è gratis. Aggiornare e gestire questo spazio è un lavoro che costa tempo e fatica. Se mai vi passasse per la mente di esprimere la vostra gratitudine basta un obolo per un caffè (alla nocciola). :*

Donate Now Button
Grazie davvero a chi vorrà contribuire alla causa!
Annunci

Comments

  1. Ciao Sole, ti volevo ringraziare per questa testimonianza lucida e toccante. Sei riuscita a inquadrare tutta la complessità e tutte le problematiche che qualsiasi esperienza di emarginazione sociale trascina con sè, inesorabilmente.
    In questa settimana in cui si è parlato tanto di violenza di genere e di stupro, non ho potuto fare a meno di notare, con grande angoscia, che è stata lasciata fuori da qualsiasi discorso una doverosa riflessione sulla condizione sociale delle vittime.
    Esattamente come credo sia necessario definire alcuni omicidi femminicidi, perchè di matrice maschilista e patriarcale, così avrei gradito (mi riferisco in questo momento al caso di Desiree) che il discorso non si fosse fermato e impantanato sulla violenza sessuale ai danni di UNA donna, ma si fosse data debita importanza al contesto in cui questo assurdo delitto si è compiuto e quale vita QUELLA ragazza, non un’altra, vivesse. Mi sarei aspettata che si fosse discusso di come in certi contesti di emarginazione la violenza sia una caratteristica intrinseca, cieca, reiterata, quasi scontata. Alimentata da una società che non ha alcuna intenzione, come dici tu, di accendere la luce.
    La tua testimonianza è una delle più interessanti che mi sia capitato di leggere negli ultimi tempi. Trovo interessante che tu non ti sia soffermata solo sulla tua transessualità e la abbia trattata come la causa prima e scatenante di tutta un’altra catena di privazioni dalla quale è difficile liberarsi. E nel farlo, si percepisce tutta la tua genuinità e sincerità nel dirti vicina a qualsiasi vittima di violenza, tu che la violenza la conosci e sai bene quante possano essere le cause per cui, in un modo o in un altro, si diventa invisibili e disarmati. Si diventa ultimi.
    Parli della difficoltà di riuscire a garantire per se stessi un tetto sopra la testa, e dei compromessi e delle scelte necessarie per evitare di finire sotto un ponte. Parli del tuo lavoro, con dignità e enorme consapevolezza e del degrado con altrettanta lucidità. Parli di una violenza che pervade qualsiasi aspetto del tuo muoverti nel mondo, dal furto ai tuoi danni ( solo perchè sei tu, nella tua vulnerabilità ) alle atroci violenze sessuali. Le torture, le umiliazioni. E sottolinei (anzi ne fai giustamente premessa!) come in questa situazione di impotenza tu ti ci ritrovi anche perchè chi dovrebbe farsi carico della tua incolumità è assente o non c’è mai stato: la famiglia, lo stato, le forze dell’ordine, persino i movimenti LGBT, evidentemente un po’ troppo concentrati sulla difesa delle componenti meno “diverse” della comunità e più digeribili per il mondo non-LGBT e per l’opinione pubblica.
    E per questo ti ringrazio Sole, per dare voce a tante che non hanno gli strumenti nè occasione di poter parlare di tutto questo con questa coscienza e assertività.
    Tu parli giustamente di diritti, non ti soffermi solo al momento in cui la violenza viene consumata, ma analizzi le cause per cui alcune donne, più che altre, sono esponenzialmente più esposte al pericolo costante di essere torturate o perdere la propria vita.
    E individui con precisione il mandante di certi delitti contro la dignità umana, chi non vuole accendere la luce, quale sistema si mantiene funzionante massacrando e tenendo il più lontano possibile gli ultimi.
    Ti voglio bene Sole, ti voglio bene perchè ti chiami Sole e perchè, nella tua ribellione a questo mondo ingiusto e crudele, hai DECISO di splendere in tutta la tua bellezza e unicità.

  2. Gli stupatori non dovrebbero esistere. Nessuno merita di conoscere una realtà così straziante … Bell’articolo.

  3. Carissima e mervigliosa Donna,
    e` terribile dover constatare come la societa`, che dovrebbe esistere proprio affinche` le persone si supportino l’un l’altra, si sia evoluta in un sistema cosi` terribilmente ingiusto che funziona esattamente al contrario, opprimendo i suoi membri migliori, come te, e premiando quelli peggiori come i tuoi aggressori. Lo so che non ci conosciamo e che puo` suonare molto sciocco, ma vorrei essere stata li` per te, per aiutarti e proteggerti, quando i fatti di cui racconti sono accaduti… e spero tanto che tu trovi al piu` presto una comunita` di persone che ti amino e rispettino come meriti e che non ti debba mai piu` sentire sola.

Trackbacks

  1. […] Sorgente: Gli stupratori ci considerano niente e quando stuprano un niente sanno di restare impuniti – Al di… […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: