Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Ti ribelli alle molestie? L’uomo dice “Te meno” e una donna ti schiaffeggia!

Lei scrive:

Cara Eretica,

Ti scrivo a caldo, appena rientrata a casa dopo aver subito in quanto donna l’ennesimo episodio di violenza maschile quotidiana.

Sono una ragazza di 26 anni e per pagare le bollette faccio la dogsitter nel mio quartiere. Ogni giorno, per due o più volte, per prendere e riportare i/le can* passo in una strada dove trovi le poste, un autolavaggio, un ortofrutta, un tabaccaio, un macellaio; esattamente davanti le poste ci sono due panchine dove per tutta la mattina ci sono un gruppo di signore anziane che chiacchierano e un uomo di 52 anni (come mi ha specificato oggi) che adora fare commenti su tutto, compresa me. Da un anno mi trovo così a convivere con questa situazione quotidianamente: ci sono giorni in cui i commenti non vengono fatti, ma ce ne sono tanti altri invece in cui alle spalle sento riecheggiare frasi come “Eccola, tie’! Mamma mia che je farei..”, “Guardala, guardala!” – sguardo complice con l’amico, fino al “Madonna.. se te pio non lo sai che te farei! Te sfonno tutta, tutta!!”.

Per mia decisione ho scelto di ignorare tutti questi commenti, cercando di farmeli scivolare addosso perché non “ne valeva la pena/se dai retta a uno poi devi rispondere a tutti/etc.”. Un comportamento che mi sono consapevolmente imposta, reprimendo la persona forte e decisa che sono, per una strana (e socialmente definita) paura del giudizio negativo che una risposta diretta e arrabbiata avrebbe potuto suscitare tra coloro che vi avrebbero assistito.

Oggi questa reazione c’è stata. Oggi ho lasciato libera la mia rabbia verso questo uomo e verso tutto ciò che sta accadendo sul corpo delle donne, verso tutte le storie che vengono pubblicate sul tuo profilo e verso tutte quelle silenziose che non si conoscono, ma che io sento tutte addosso! Oggi al “Ei, piccola kitty!” mi sono fermata e gli ho detto che mi ha rotto i coglioni, che sono stanca di sentirmi dire tutte quelle cose, che non lo deve fare più, che ho sentito ogni singola parola da un anno a questa parte e che mi fanno tutte schifo e che, soprattutto, non sono dei “complimenti” come lui stava cercando di spiegarmi! Ammetto di aver avuto un tono aggressivo e che forse sarei dovuta rimanere più calma, ma non volevo essere calma, volevo che vedesse, sentisse e percepisse la mia rabbia con tutto il suo corpo!

Le signore che erano sedute lì a fianco e che avevano sentito il suo commento, così come tutti gli altri passati, lo difendevano e dicevano che io stavo fuori di testa – “Lasciala perde’ a questa! Non la sta’ a senti’ che questa è matta!”. Questo forse è stato il commento che più mi ha ferita, perché per la prima volta ho sentito sulla mia pelle cosa significa venire vittimizzate due volte; per rispondere a queste signore ho chiesto loro se fosse giusto considerare il comportamento dell’uomo normale e assecondare tutte le sue battute invece di prendere le parti della donna, se loro stesse in quanto donne non si sentivano schifate e umiliate da quello che ci viene detto e fatto.. Come prima, non lo nego, il mio tono era aggressivo, non nei loro confronti, ma verso il clima di condiscendenza che si verifica sempre nei confronti dell’aggressore.

La risposta di una delle signore è stata darmi uno schiaffo in faccia perché non avevo educazione a parlare così, perché loro sono anziane e qualsiasi cosa dicono deve essere ascoltate. Non mi sono stata zitta, ho continuato a chieder loro le stesse cose, non mi sono fatta mettere a tacere da uno schiaffo o dal rispetto per una fantomatica saggezza che viene con l’età, come se non bisogna guadagnarsela, ma si ritenga la saggezza appannaggio di tutt*.

Le signore vanno via perché non possono continuare a “Parlare con una così, co’ ‘na matta” e lui, infastidito decide di minacciarmi “Ao! Mo m’hai rotto, se nun te ne vai te meno!” e si alza, viene davanti a me, sbuffando mentre continua a ripetermi che mi mena se non la smetto. Io non mi muovo, lo guardo e aspetto. Così fanno tutte le altre persone sulla strada: non si muovono, ci guardano, aspettano. Aspettano di vedere cosa? Che la ragazza si metta a piangere? Che chieda scusa? Che lui la picchi e forse intervenire? Per vedere fino a che punto sia disposta ad arrivare questa matta che ha fatto girare tutti sulla via, che urla contro un uomo, che ripete come non le piaccia le si dica “Madonna che te farei”?

Dopo un paio di minuti, lui torna a sedersi sulla panchina, io me ne vado.

Domani rifarò la stessa strada, ci ritroverò le stesse persone e non sarò più la ragazza che passa con i/le can* che sa stare in silenzio anche se sa di essere guardata e fatta oggetto di commenti; da domani mi identificheranno come “quella” che non sa apprezzare i complimenti, che si incazza e osa rispondere a delle signore anziane.

Grazie,
Elena

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2 pensieri riguardo “Ti ribelli alle molestie? L’uomo dice “Te meno” e una donna ti schiaffeggia!”

  1. Sono sconcertata da ciò che ho appena finito di leggere, anzi, ormai non mi stupisce più di tanto. In questo Paese l’aria puzza sempre di più di odio, razzismo e misoginia e dobbiamo pure stare zitte. Queste sono situazioni comuni ovunque, anche nel piccolo paesino dove vivo, ho visto donne vessate e insultate in strada nel silenzio di uomini e donne che tirano dritto non per paura, ma perché fa parte della loro mentalità, spesso sono donne anziane chevodiano le donne giovani che secondo loro hanno troppe libertà rispetto a quanta ne hanno avuto loro, ma non le giustifico, perché sia le anziane con cui ha avuto a che fare Elena e io, sono semplicemente stronze.

  2. Ti abbraccio. Io di anni ne ho 47. Lo stesso siccome non sembri una di 47 anni mi trovo a rispondere a tipo di tutte le eta’ dai 20 ( sigh) a 80. Porcate o commenti. E manco sono appariscente. Capita. Solo perche’ sei donna ed e’ normale. Non sei matta manco per niente Elena. Sono Giorgia. Ciao !

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