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“E allora Pamela?” è diventato il nuovo “E allora le foibe?”

Lo stupro è stupro, chiunque sia a compierlo. Qualunque sia il colore della tua pelle, la tua cultura, la tua religione. Se stupri sei uno stupratore, punto e basta.

La narrazione tossica di questi anni però è fatta di una strumentalizzazione fascista degli stupri commessi da stranieri (meno del 7%) negando ogni stupro commesso da italioti (un po’ più del 93%). Quello che la destra fa è disinnescare la potenza di chi combatte per difendere i propri diritti e metterti di fronte ad un vittimismo che riguarda proprio loro, gli uomini, quelli fascisti.

Non mettono in evidenza le sofferenze della donna vittima di stupro ma continuano a difendere l’onore del maschio italico che difenderebbe le “nostre” (cioè le loro) donne. Lo considerano un attacco al pater familias, al marito, al fidanzato o all’estraneo che ti usa per fini ideologici. Giammai parlano delle donne e delle loro sofferenze, perché la loro empatia si ferma fino al punto in cui spicca il loro pene.

Gli stessi che dicono “E allora Pamela?” poi ripetono fino all’ossessione frasi del tipo:

  • avevi la minigonna e te la sei cercata
  • eri ubriaca e te la sei cercata
  • sei femmina e dunque te la sei cercata
  • varie ed eventuali

Tutto ciò è stato scritto e riscritto, e non è mai abbastanza in fondo, ma ciò che mi fa imbestialire è il fatto che se io fossi Pamela li avrei fulminati da lassù tempo  zero. Allora farò finta per un attimo di essere Pamela, chiudo gli occhi e non vedo il colore della pelle di chi mi ha massacrata. Vedo solo uomini, il loro bisogno di esercitare potere su di me, la totale assenza di empatia, il fatto che non mi guardano come persona ma come oggetto, il loro sessismo, la loro violenza.

Tutto ciò è diffuso ovunque e riguarda uomini di qualunque nazionalità e colore della pelle. Le caratteristiche sono identiche per ciascuno di loro (non è vero che se stupra un bianco è più accettabile, come disse un leghista) così come il loro sangue è in ogni caso sempre rosso. Non c’è alcuna superiorità morale in un bianco, etero, fascista perché i valori da difendere quando si parla di stupro sono gli stessi di chi combatte la cultura patriarcale di cui il maschio bianco, etero, fascista, si fa portatore. La cultura dello stupro appartiene a molti uomini a prescindere da tutto.

Il fatto che la bianchezza sia considerata segno di purezza è parte di una cultura razzista storicamente diffusa da bianchi che hanno colonizzato paesi stranieri per poi deportarne gli abitanti considerati senza anima né umanità perché di pelle scura. Ma la bianchezza non è un valore aggiunto. E’, casomai, solo un segno che contraddistingue chi possiede privilegi da quelli che non ne possiedono, se non per il fatto di essere uomini che pensano di essere superiori alle donne.

Essere bianco, etero, occidentale è un privilegio e chi lo possiede ora dice che vuole la licenza di sparare al migrante e di stuprare le donne perché se stuprate da un bianco esse dovrebbero sentirsi felici.

Perciò mi spiace davvero per Pamela, per l’uso sconsiderato che si fa della sua orribile storia, senza considerare la pena dei suoi parenti ma usando la vicenda per istigare odio contro gli stranieri, tutti gli stranieri.

Sono tutti dei gran piagnoni questi fascisti e razzisti, perché non c’è giorno che non vengano sulla pagina di Abbatto i Muri, ogni qual volta in cui si parla di stupro e di cultura dello stupro, a dire “E allora Pamela?”. E non lo dicono per Pamela, la cui memoria rispettiamo e di cui abbiamo parlato (di lei e di tutte le vittime di stupro), ma lo dicono per fornire un argomento a supporto della loro necessità di ritenersi vittime delle terribili femministe.

Quando dicono “E allora Pamela?” stanno dicendo in fondo “E allora noi?”. Ed è abbastanza per capire che il loro bisogno di attenzioni è tanto e tale da dover misurare più volte la distanza che bisogna prendere da loro. Se poi tenti di discutere con costoro alla fine la discussione si avvita su se stessa, perché sono in malafede e ovviamente ti sputano in faccia gli argomenti seri che tu stai mettendo sul piano della discussione dato che non sanno effettivamente cosa rispondere.

Il fatto che essi abbiano madri, sorelle, amiche, non importa perché evidentemente non hanno loro chiesto quanto sessismo abbiano dovuto subire. Se abbiano più o meno paura a girare da sole per la città, non dico la notte, ma anche di giorno. Se e quanto faccia loro piacere stirare, pulire, lavare i piatti. Non fosse che credo la questione sia più complessa di così, giacché il razzismo è profondamente radicato in molte persone, non solo quelle ignoranti e quelli imbecilli, mi verrebbe da dire che il popolo tanto difeso dalla destra è pieno di gente frustrata che sfoga la propria frustrazione sugli stranieri. E’ un fatto che quelli che venivano chiamati terroni oggi votano Lega. E’ un fatto che non esista una memoria storica, anche grazie a chi fa del revisionismo alla Wilson Smith (Orwell, 1984) lo scopo della propria esistenza.

E’ dai primi anni ’90 che dico che i leghisti e i fascisti non sono roba da riderci su, ma vanno presi sul serio perché pericolosi. Il fatto che si sia arrivati a questo punto è anche responsabilità di chi si sveglia solo quando vede l’emergenza razzismo, cioè oggi. Come se non ci fossero state aggressioni razziste o fasciste prima d’ora.

E allora Pamela? Allora niente. Le ronde razziste non c’entrano niente con Pamela ma immaginano solo di poter controllare i corpi e la sessualità delle donne, non per niente sono antiabortisti e misogini convinti. Non parlateci più di Pamela come fosse la vostra arma per disinnescare l’antisessismo e l’antifascismo. E’ offensivo nei confronti di Pamela e di tutte le vittime di stupro. Grazie.

Update: certe strumentalizzazioni fasciste toccano oggi purtroppo la sedicenne stuprata e uccisa a Roma. Esistono sciacalli senza pudore che usano la propria posizione politica speculando su tutto, anzi, su tutte.

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3 pensieri su ““E allora Pamela?” è diventato il nuovo “E allora le foibe?””

  1. Grazie per questo post. In questa situazione di marea montante fascista e razzista è una boccata d’aria.
    Eppure basterebbe guardare i puri e semplici fatti perchè con un 93% i numeri parlano da soli: “La violenza sulle donne un volto ce l’ha, in Italia: ed è bianco e in buona parte cattolico” https://twitter.com/Giulia_B/status/960069247652286465 come diceva Giulia Blasi nei giorni quando il terrorismo fascista e razzista, strumentalizzava l’ennesimo femminicidio, ossia l’ennesima donna uccisa da maschi.

    PS per gli analfabeti funzionali e per quelli che “e le proporzioni?” “e le foibe?” propongo un minimo di uso del cervello (che è gratis) con un paio di spunti

    “i fascistelli e gli xenofobi nostrani non ci arrivano proprio, stanno li’ a ripetere come un mantra che IL NOVEH PERCENTOH DELLA POPOLAZIONEH SONO IMMICRATIH E FANNO IL 25 PERCGENTOH DELLI STUPRI!11!!1
    Tipo mantra. Tutti uguali. Hanno imparato la lezioncina a memoria e la ripetono a pappagallo.
    Senza tenere conto che:
    – tra gli immigrati ci sono molti piu’ uomini che tra gli italiani. Uno dei motivi per cui gli italiani compiono “solo” il 75% delle violenze e’ che le cifre sono diluite dalla popolazione femminile
    – a diluire ulteriormente la fetta italiana concorre IL SOMMERSO. L’italia ha uno dei peggiori sommersi in europa. Detto in altri termini, le donne in italia NON DENUNCIANO il compagno, il familiare o il conoscente, perche’ sanno bene che non verrano ne’ credute ne’ supportate. Denunciare uno straniero E’ PIU’ FACILE perche’ se non e’ italiano ti credono subito, non vedono l’ora di crederti…
    – anche ammesso che tutte le loro supposizioni sul maschilismo d’importazione fossero vere, chiudere le frontiere non e’ una soluzione. Perche’ il problema ce l’abbiamo dentro casa, ed e’ un problema italiano.
    – Ci saremmo anche rotte le gonadi dei fascisti demmerda che un minuto prima ti danno della troia / cessa instuprabile / scopanegri / pompinara / che se la va a cercare, e un minuto dopo si travestono da paladini delle donne solo ed esclusivamente per la loro agenda politica di chiusura delle frontiere. NON A NOSTRO NOME. Annatevene affanculo.”

    https://abbattoimuri.wordpress.com/2018/03/04/buttiamo-fuori-le-forze-dellordine-spiegone-per-razzisti-pignoli-e-altra-gente-che-non-coglie-il-punto/

    Per chi ci arriva, bene, per i fascisti, razzisti, sessisti non recuperabili ribadisco: Annatevene affanculo.

    Baciotti :*

  2. Come in molti hanno già notato, prima delle loro morti così crudeli le Pamele e le Desirée di questo mondo sono quelle ragazze di cui questi uomini (e donne) di solito sono i primi a parlare in termini del tipo:

    – che sbandate
    – ma dov’erano i loro genitori?
    – fossero state le mie figlie le avrei prese a cinghiate
    – ecc. ecc.

    Salvo poi diventare le Marie Goretti dell’alt-right – agnelli sacrificali, vittime perfette – se e quando i sospetti si appuntano sul “n*gro” di turno da condannare al linciaggio…

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