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Cara Desirée, scusa per gli sciacalli che speculano sulla tua pelle

Cara Desirée,

inizio col dirti che sono arrabbiata, vorrei prendere a pugni il mondo, perché tu sei stata stuprata da un branco e dallo stesso branco sei stata poi uccisa. Mi spiace che la violenza di genere abbia fatto un’altra vittima, te. Mi spiace di non aver fatto abbastanza per impedirlo. Di non aver urlato più forte affinché chiunque potesse ascoltare la voce delle donne violate. Di non aver speso ogni grammo di energia per impedire che mani criminali arrivassero fino a te. Ti chiedo scusa per questo perché lo stupro, il femminicidio, riguardano tutt* noi e tutt* dobbiamo assumerci la responsabilità di fare qualunque cosa per impedire che la violenza di genere faccia altre vittime.

Mi spiace poi che la tua morte sia stata strumentalizzata da sciacalli fascisti i quali in pratica ti hanno stuprata un’altra volta. Perché? Perché non vedono l’ora di far sgomberare sedi femministe e di compagni e compagne che da sempre lottano contro la violenza di genere. Se qualcun@ li/le avesse ascoltat*, se avessero ascoltato le compagne del 22, femministe e lesbiche che da anni denunciano di subire minacce e intimidazioni da parte di fascisti che hanno più di una volta firmato la loro merda. Se avessero ascoltato tutte le persone che hanno rimesso in sesto spazi abbandonati per restituirli a chiunque abbia voglia di discutere di battaglie vere, come quella contro la violenza di genere.

Spazi in cui ogni settimana trovi appuntamenti per discutere di come prevenirla, combatterla, disinnescarla. Luoghi che oggi, grazie a chi specula sulla tua morte, sono visti come regni del demonio. Posso dirti, per aver attraversato quei luoghi più di una volta, che non è così. Sono posti in cui ho trovato gente bella, tanta solidarietà e tanto entusiasmo che mai si spegne contro chi ci opprime. E ci opprimono, tutti noi e le donne soprattutto, gli stupratori e gli assassini e quelli che oggi hanno preteso di poter speculare su di te, di poter usare il tuo corpo stuprato e ucciso per lanciare ulteriori slogan elettorali contro chi ovviamente non vota i fascisti e neppure li fa votare. Che pena, eh? Usare te senza avere alcun reale interesse per te e per le altre vittime della violenza di genere.

Sono quelli che in altre occasioni non hanno niente da dire a supporto delle vittime di violenza e che anzi appoggiano proposte politiche che vogliono togliere a tutte noi il diritto di esistere. Il fatto è che non hanno altro da dire che istigare odio contro chi pratica ogni giorno una sana resistenza contro il sessismo, il fascismo e contro qualunque cosa possa legittimare chi viola i nostri diritti e i nostri corpi.

Se penso che due giorni fa leggevo del tentato sgombero della sede romana di di un gruppo di estrema destra, finita con un nulla di fatto, cosa della quale chi parla oggi sciacallando sulla tua pelle non si è lamentat@ affatto. Se penso ad ogni momento in cui mi ha scritto una ragazza vittima di stupro disperando perché nessuno le credeva.

Ed è così che usano il tuo corpo per poter macinare consensi, per poter avere legittimazione mentre criminalizzano persone che in quel quartiere vivono per renderlo migliore. Non sono certo persone adatte a fare ronde fasciste ma promuovono l’antisessismo, l’antirazzismo e l’antifascismo con generosità, spendendo la poca energia che gli resta dopo una giornata di lavoro o dopo una giornata di studio all’università.

Persone precarie che spesso hanno lottato per un reddito, la casa, per la libertà di ognun@ di noi. Persone che non hanno niente a che fare con criminali di ogni specie, così come la destra vorrebbe far credere. Sono persone che lottano contro securitarismi e repressione, perché se i fascisti usano quello che ti è successo per portare a San Lorenzo ronde militari, nella speranza di eliminare le tracce di una resistenza partigiana ancora attiva, così da martirizzarti per aggredire persone che se avessero potuto ti avrebbero difeso, persone che cercano da tempo di prevenire la cultura dello stupro e di sicuro non stimano i branchi che massacrano i corpi delle donne, se i fascisti portano soldati a militarizzare il quartiere non lo fanno di certo per difendere le donne.

Invece i compagni e le compagne, le femministe, le anarchiche, le combattenti che resistono da tanto tempo contro il sessismo, ecco: tutt* loro, sono bella gente e torneranno a esprimere un cordoglio sincero e lanceranno un urlo di rivolta antisessista altrettanto sincero, questo venerdì alle 18.00. Per te. Per tutte le vittime come te. Per dire che difendiamo i nostri corpi, chiunque tenti di metterci le mani sopra.

Per dire forte che le strade sicure le fanno le donne che le attraversano e non i militari o le ronde fasciste. La sicurezza non si risolve militarizzando città e quartieri ma intraprendendo una seria attività di socializzazione nei quartieri al fine di costruire collettivamente una sicurezza fatta di prevenzione, e controcultura e azione militante antisessista.

Con tanta solidarietà nei tuoi confronti e nei confronti dei cari che piangono la tua morte, ti abbraccio sorella. Ti dico che ti pensiamo e ti penseremo per molto tempo. Perché sarai anima delle nostre lotte, perché la rabbia che abbiamo dentro sebbene non potrà riportarti in vita forse riuscirà ad impedire che un’altra donna muoia. Perché siamo instancabili e pur essendo pres* di mira, a colpi incrociati, da un lato i violenti e dall’altro i fascisti (c’è differenza?), noi ricorderemo, custodiremo memorie e parleremo di te e di tutte le altre a lungo, molto a lungo.

Una carezza

E.

 

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Comments

  1. Che grande sfida quella di riuscire ad attirare nella rete virtuosa di cui parli e che ben conosco una ragazzina sedicenne, che ignara decide con la semplicità e la tranquillità dei suoi anni di non tornare a casa e di fermarsi a prendere un autobus… Io ho molti anni sulle spalle e un rapporto decennale con tant* preadolescenti e ho toccato con mano la difficoltà di dar loro una mano in determinate situazioni, quando solo una comunità può concretamente salvarti.

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