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22 Luglio: la strage nazista in Norvegia e le idee razziste in Italia

Ieri sera ho visto questo film/documento che racconta i fatti del 22 luglio 2011 avvenuti in Norvegia. Quello che è accaduto è agghiacciante, non solo per l’attacco terroristico di estrema destra in se ma anche perché ad una analisi successiva si è capito che l’attentato poteva essere fermato se solo i servizi e le forze di sicurezza non avessero speso energie per rintracciare pericoli provenienti da fanatici islamisti sottovalutando quello che invece succedeva sotto i loro occhi.

L’assassino plurimo, il nazista Breivik, per chi non lo sapesse, fece esplodere un furgone/bomba tra gli edifici governativi e subito dopo, travestito da poliziotto, arrivò nell’isola di Utoya dove erano radunati centinaia di ragazzi e ragazze in un campo estivo durante il quale tutti avrebbero potuto parlare di politica a partire dalle idee del Partito Laburista allora al governo. Breivik ammazzò, inseguendoli armato fino ai denti, 69 ragazzi nell’isola e 8 persone furono vittime dell’esplosione a Oslo. Nell’isola, quando arrivarono le forze di sicurezza (troppo tardi per le tante vite rubate) il nazista aveva già compiuto una strage totalizzando non solo 77 morti (complessivi) ma anche centinaia di feriti. Si contano circa 200 persone e la maggior parte di loro subirono ferite che li hanno resi disabili a vita.

Quello che è successo è stato orribile, traumatico per una nazione democratica e civile in cui l’accoglienza e il multiculturalismo non erano un problema. Tra i ragazzi c’erano infatti persone di varie provenienze, tra cui rifugiati oramai residenti in Norvegia. Quando Breivik si arrese alle forze di sicurezza disse che lui era solo una parte di un piano di guerra che avrebbe dovuto essere attuato dai suoi seguaci. Disse che ci sarebbero stati altri attacchi e descrisse se stesso come un leader in lotta per i diritti degli europei contro gli immigrati. Il Primo Ministro, con grande compostezza, non subì il ricatto ma ammise l’errore di sottovalutazione commesso dalla sicurezza e avviò un’indagine interna che confermò quella versione dei fatti.

Breivik scelse per la sua difesa un legale laburista che non solo subì minacce per aver accettato l’incarico ma trattenne il vomito per tutta la durata del processo, scoprendo il fatto che Breivik, in realtà, non fosse sostenuto da nessuno. Un solo militante di estrema destra andò a testimoniare in favore delle sue idee condannando però totalmente ogni azione violenta. Il furbo ammise che esisteva un esercito di nazi/militanti in Europa che auspicavano una crescita del consenso in loro favore per poter occupare “democraticamente” sedi di governo ovunque. Breivik perciò era solo un fanatico solitario che si nutriva di messaggi e commenti letti e scritti su forum nazisti ai cui autori, prima di compiere l’attentato, inviò un Manifesto pieno di deliri scritti in 1500 pagine.

Alla fine di questo post copierò alcuni titoli tratti dal tomo nazista dai quali comprenderete che la corrispondenza tra nazismo e antifemminismo, odio per migranti, omosessuali e donne, era perfetta. Come altri stragisti prima e dopo di lui, armati degli stessi deliri e tutti giudicati come folli piuttosto che riconoscerne la radice politica. Mai si è detto che un terrorista “islamico” fosse folle. Di questi nazisti che schiacciarono vite in tutto il mondo invece si disse che avessero comunque un po’ di ragione anche se avevano “un po’” esagerato per follia.

Breivik non fu però riconosciuto come pazzo e fu condannato all’isolamento in galera a tempo indeterminato. Il processo, in diretta tv nazionale, fu anche un’ottima occasione per far parlare i/le sopravvisut*, un modo intelligente per elaborare il lutto e partecipare ad un recupero dei propri valori democratici invece di lasciarsi andare alla tentazione di linciaggio. Alcuni sopravvissuti fanno oggi attivamente politica e continuano a sognare e progettare un mondo migliore. Sicuramente migliore del mondo pieno d’odio progettato da nazisti come Breivik.

Guardando il film mi sono ricordata della battuta di un Borghezio imbarazzante il quale si disse d’accordo con Breivik e ne giustificò in qualche modo le azioni. Ma la stessa cosa si disse in mille commenti sul web, commenti scritti da gente che poi vota partiti di estrema destra inclusi quelli che oggi supportano il governo. Chi individua in quei messaggi pericolosità e istigazione alla violenza viene ancora zittito da chi dice che il vero pericolo non è all’interno delle nostre comunità ma fuori, tra le persone migranti. Il fanatismo nazista è oggi rappresentato da aree di governo che progettano un’Italia autoritaria al pari di una dittatura. Quelle 1500 pagine di Breivik potrebbero contenere parte dei programmi dell’estrema destra nostrana, perché in Italia non si è mai parlato davvero di stragisti neri e perché ogni forza di sicurezza ha usato quegli stragisti per scatenare l’inferno contro le lotte a sinistra.

Quello che voglio dire è che bisognerebbe riflettere prima di prendere sul serio le cazzate della destra. Il loro è un mondo fatto d’odio, fanatismo e tanta ma proprio tanta assenza di empatia. Breivik non è un eroe ma un criminale che ha ucciso per seguire un’ideologia fatta di puro odio. Non possiamo permettere che idee come le sue siano legittimate o che il governo imposti le proprie iniziative sulla base di quei deliri nazisti. Proprio non possiamo.

Se rintracciate il delirio del nazi ecco i titoli dei paragrafi interessanti per comprendere quanto la sua posizione su migranti, donne e gay  sia del tutto simile a quella di rappresentanti di estrema destra ai quali lasciamo la libertà di partecipare alle elezioni. Dai titoli già comprenderete i ruoli che lui aveva assegnato ad ogni persona. Gay da escludere perché non sarebbero utili alla crescita demografica. Aborto inteso come reato perché le donne devono fare figli bianchi, europei, etero per non far aumentare di numero i migranti. Corpi delle donne a disposizione di gente come lui, pericolosa e nazista, eccetera eccetera.

Ecco:

– Radical Feminism and Political Correctness.

– The name of the devil: cultural Marxism, multiculturalism, globalism, feminism, emotionalism, suicidal humanism, egalitarianism

– 2.8 The Failure of Western Feminism
– 2.9 How the Feminists’ “War against Boys” Paved the Way for Islam
– 2.10 Feminism Leads to the Oppression of Women

– 2.52 Demography and the Islamisation of Europe

– 3.8 European political solutions for the future

– 3.82 Patriarchy will be re-implemented

– 3.83 Re-creating the traditional patriarchal social structures

– Grandparents should play a central role in their grandchildren’s life

– 3.85 The political significance of sex in a cultural conservative future
– 3.86 Sexual ethics/sexual morality in Western Europe has been destroyed by cultural Marxism and liberalism
– 3.87 Sexually transmitted disease (STD) epidemic in Western Europe as a result of cultural Marxism costing as much as 350 billion Euro annually

– 3.89 Anti-feminist policies – Reviving the patriarchal model by deconstructing the Western European matriarchal systems

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