Critica femminista, R-Esistenze, Raccontare il femminismo

Raccontare il femminismo: secoli di torture e stupri sulla pelle delle donne

Siamo all’epoca dei feudi e dei territori appartenenti ai Signori che dominavano i servi della gleba e – più di tutti – le donne schiave. Da un bel po’ il revisionismo di cattolici integralisti ci dice che non esistevano gli strumenti di tortura degli inquisitori, la cintura di castità o lo ius primae noctis. Dicono che perfino gli stupri commessi nel corso delle crociate o i roghi e le torture inquisitorie sarebbero invenzioni delle perfide femministe. La realtà è che – assieme ai seguaci di altre religioni – i cattolici, la chiesa, il successivo istituto inquisitoriale così come le norme in difesa dei potenti miravano sempre al controllo della sessualità femminile e a quello delle nascite. La cintura o altri strumenti di tortura servivano a fare in modo che il padrone fosse sicuro del fatto che il figlio nato non poteva essere che suo. Tutto ciò perché l’adulterio era un gravissimo reato per le donne e perché la discendenza delle famiglie era la cosa più importante.

Il feudatario e il signore invece – che si tratti di legge scritta o meno non importa – potevano stuprare tutte le schiave che volevano e questo divenne inaccettabile, tempo dopo, solo perché fu una lotta tra uomini, un patriarca contro l’altro a garantirsi la proprietà di un corpo di donna e così la discendenza (ricordate il fascistissimo slogan, ancora attuale, “non toccate le Nostre donne”?). Le donne venivano date in pasto ai soldati per calmarli e venivano rinchiuse per anni se solo osavano disobbedire. Il destino delle donne era segnato quando fuggivano per nascondersi tra i boschi o nelle montagne. Di come le donne che aiutavano altre donne ad abortire o di come alcune diffondessero notizie di magie per tenere lontani stupratori e malintenzionati immagino sappiate qualcosa. Ma la ribellione fu sedata a furia di processi e torture, uccisioni e massacri e questo è successo per riottenere il controllo dei corpi delle donne, tra le altre cose.

Lo ius primae noctis – che veniva risparmiato solo quando gli sposi erano ricchi e in grado di pagare una grossa tassa al Signore – veniva praticato con la collaborazione conforme e omertosa della chiesa cattolica.  Tante le donne che spesso restavano incinta dei signori che disseminavano i territori di quei bimbi definiti “bastardi”. Così tutto dipendeva dai mariti che potevano accettare il “bastardo” o lasciare che la donna e il bambino frutto di uno stupro cadessero in disgrazia. Le donne erano industriose e intraprendenti e ragionavano in maniera concreta raccogliendo tutte le forze per difendersi da sole da chi voleva controllarle e gestirle. Da sole furono in grado di scoprire la medicina fatta di rimedi naturali e l’ipocrisia successiva fece sì che non solo alle donne fu negata la libertà ma anche il riconoscimento per le applicazioni mediche che avevano scoperto e attuato in aiuto di tante persone.

Il fatto è che più le donne venivano strumentalizzate e massacrate e più venivano negati i loro meriti. Silenziate e invisibilizzate dalla storia, grazie al pregiudizio secondo cui una donna che sapeva troppo era una strega, una nemica della chiesa e dei “nobili”, quelle donne sono le ribelli che hanno combattuto tanto tempo prima di noi. Si chiamavano tutte Eva e portavano con se il peccato originale da espiare grazie alle applicazioni fantasiose dei torturatori. Quel che potevano fare era influenzare gli uomini vicini i quali erano gli unici ad aver diritto di parola nei luoghi in cui si esercitava il potere. Patriarcato contro patriarcato per stabilire la proprietà di quei corpi. Si interessavano a quelle sposate, alle mogli e alle figlie. Le donne sole, senza “protettori”, erano le più esposte e subivano di tutto. Quel che abbiamo ottenuto lo dobbiamo a queste tante donne che da sole hanno spostato il mondo e da sole si sono riprese il controllo dei propri corpi.

Pensate ad un mondo in cui le schiave erano alla meglio mogli di contadini che dovevano pagare in tasse e gran parte del raccolto ai Signori. Pensate a quali e quante responsabilità quelle donne avessero. Pensate a quante volte accettavano le botte in silenzio per garantirsi la vicinanza di un marito che impediva indirettamente che fossero marchiate da altri uomini, sempre che leggi e status sociale non lo consentissero a prescindere. Il matrimonio veniva considerato un contratto che danneggiava le donne e alle donne non lasciava alcuna libertà decisionale, sia che si trattasse di sessualità o di nascite. Le donne dovevano accettare la volontà dei padri che trattava le figlie come merci di scambio per la dote o un titolo o qualunque altro beneficio. Così i loro corpi passavano di mano in mano, tentando di trovare un momento di respiro finendo per accontentarsi di quel che poteva essere il meno peggio.

Guardiamo a quello che succede oggi:

  • il pater familias è una figura cancellata solo qualche anno fa;
  • ancora si lotta per differenziare il padre dalla madre (vedi la lotta di integralisti cattolici contro la definizione di “genitori” negli asili e a scuola);
  • ancora una donna che ha un bambino al di fuori del matrimonio deve vedersi consegnato un modulo in cui si nomina il figlio come “illegittimo”;
  • ancora una moglie che osa denunciare il marito per maltrattamenti viene considerata una che non sa stare al proprio posto;
  • ancora le figlie vengono considerate merce di scambio per darle in matrimonio a buoni partiti utili alla scalata sociale delle reciproche famiglie;
  • ancora una donna sola, senza fidanzato o marito, che va fuori a divertirsi, se stuprata si dirà di lei che dice bugie o che se l’è cercata;
  • ancora oggi gli integralisti cattolici vogliono il totale controllo degli uteri delle donne e la condanna per “omicidio” di quelle che hanno abortito;
  • ancora i fanatici conservatori vogliono che le donne siano al servizio di datori di lavoro molesti considerati più credibili di quanto non si pensi delle vittime di quelle molestie;
  • ancora l’indipendenza economica delle donne è un gran casino e il matrimonio, per il welfare di Stato, viene comunque considerato la sola opzione, salvo tu non sia una donna ricca che può permettersi di vivere in un appartamento senza curarti dell’affitto o delle bollette da pagare;
  • ancora le donne sono divise tra sante e puttane, tra madonne e streghe.

E’ il 2018 e ancora lottiamo affinché il diritto al controllo dei nostri corpi, della nostra sessualità, dei nostri uteri, sia riconosciuto. Sono passati secoli e siamo ancora a questo punto perché per quante lotte le altre abbiano fatto, noi – eredi delle combattenti del passato – forse non abbiamo fatto abbastanza. Rendersi conto di questo è essenziale per capire che qualunque forma di lotta vorrete applicare, nel vostro privato e/o nel pubblico, sarà più che apprezzata da noi tutte in questo presente e da tutte quelle che verranno nel futuro. Altrimenti la nostra eredità consisterà in un regresso fortissimo perché fortissima e potente è la resistenza di conservatori di ogni tipo che ci vogliono belle e mute, obbedienti e sottomesse senza che a noi sia mai stata data libertà di scelta.

Resistiamo, forti e fiere combattenti

Alla prossima

Leggi anche:

Il Capitolo uno su stereotipi di genere e privilegi

Il Capitolo due su cultura dello stupro vs consenso

Il Capitolo tre su ricatto sessuale e omertà

Il Capitolo quattro su Diritto all’istruzione, stereotipi e molestie

Il Capitolo cinque su (Di madre in figlia) L’obbligo di adempiere alle convenzioni sociali

Capitolo sei su Il divieto per le donne di ricevere l’eredità e di essere economicamente indipendenti

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