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Storia di Aria: “è solo uno schiaffo…”

Ancora per spiegare le conseguenze della violenza. Quelle conseguenze, qualora tu fossi la vittima, con le quali dovrai convivere per sempre. E’ grave che si sminuisca la violenza e che a partire da un semplice schiaffo si giochi con la comunicazione affinché il senso di quel che accade non sia percepito come violenza. Basta pensare ai mille modi in cui viene tradotta la parola “schiaffo” nelle aule dei tribunali. Si parte dal “buffettino” per arrivare alla “carezza”. Dopo aver accennato alle conseguenze psicologiche, di cui continuerò a parlare, vorrei fare una prima descrizione delle conseguenze fisiche.

Solo uno schiaffo? Se ti schiaffeggia un bimbo forse non è così grave ma gli schiaffi assestati da uomini cresciuti fanno male. Accidenti quanto fanno male. Uno schiaffo a mano aperta non è detto sia meno pesante che un pugno. Quello schiaffo, più “buffettini” in faccia e sulla testa, a me hanno causato diversi lividi, mascella incrinata, zigomo sanguinante, labbro gonfio, occhio rosso fuoco e quel che è rimasto è un senso di disorientamento, una brutta labirintite che non mi permette di camminare in linea retta né di scendere le scale senza temere di rotolare giù.

Immaginate quel che accade alla testa dei giocatori di baseball, il cervello che sbatte più volte contro il cranio, microlesioni di cui non importa a nessuno, conseguenze neurologiche che si rifletteranno sulla tensione muscolare. Nessuno vi dice che quel che manifesterete a seguito di schiaffi non sta nella tua immaginazione. Sono conseguenze vere.

Quando lui mi schiaffeggiava paravo i colpi con le braccia, poi lui iniziava a colpire sulle zone scoperte ed ecco altri punti deboli e il senso di impotenza e confusione. Quello che si tende a non credere è il fatto che non siamo indistruttibili. Il nostro corpo non è fatto per essere infilato in una lavatrice, in modalità centrifuga. La nostra testa non si riavrà così facilmente dopo gli “schiaffi”.

Anche le donne tengono a sminuire gli effetti di tali maltrattamenti. Cos’è in fondo uno schiaffo? Come fai a spiegare agli altri che la proporzione dei maltrattamenti subiti può ritenersi allo stesso livello della completa distruzione? Il punto di vista deve essere meno cieco e più sensibile a quel che sente il corpo. Quando un adulto schiaffeggia un bambino non è per lui solo una mortificazione ma diventa un danno fisico, come se una pietra vi colpisse più volte in testa. Non si tratta di immaginazione fervida o di capricci ed è difficile spiegare al tuo datore di lavoro che hai perso la capacità di fare e pensare a causa delle botte. Nessuno riconosce le botte come motivo di “malattia”. Nessuno vi garantisce di poter lavorare con svantaggi fisici che dipendono dalle botte.

Dopo una notte di schiaffi e oggetti lanciati sul corpo sono arrivata al lavoro in ritardo. Per tutto il giorno sono stata “distratta”. Sentivo un fischio continuo all’orecchio destro e a volte non riuscivo a udire le parole di chi tentava di interagire. Risultato? Valutazioni negative e la riduzione di responsabilità che non puoi più permetterti di affrontare. Il mal di testa che continua per giorni e la parte peggiore è il fatto di dover fare finta di niente. Se il mondo avesse preso coscienza di quello che sto raccontando probabilmente avremmo potuto rivendicare diritti, come fanno tutte le persone disabili il cui costo sociale deve riguardare tutti. Invece ci vergogniamo ed è imposta omertà e banalizzazione. Dunque nessuno affronta il problema per quello che è.

Uno schiaffo non è un affare di Stato e fino a poco tempo fa il padre/marito aveva il diritto sancito dalla legge di poter fare violenza sui congiunti per motivi “educativi”. Era lo Stato che dava la mazza all’uomo affinché egli tenesse in riga moglie e figli. Oggi la legge è un po’ meno ottusa e tollerante nei confronti della violenza in famiglia ma culturalmente siamo ancora fermi lì. Sapete quel che ho dovuto fare per un po’ di anni? Tac, esami, cure, tutto a mie spese. Non esiste una voce che dica che le persone malmenate da familiari non dovrebbero pagare il ticket o i farmaci. Se questo è ciò che avviene allora forse può essere utile parlarne pur sapendo che c’è chi vi dirà che non potete pretendere niente o che siete voi che avete scelto quell’uomo e dunque ve la siete cercata. Me l’hanno detto così tante volte che oramai ci sono abituata. Ma il punto rimane: lo schiaffo fa male, le botte hanno conseguenze debilitanti e negli anni 2000 dovremmo poter affermare che quello che ci succede riguarda tutti.

Con affetto

Aria

Ps: Questo post è scritto da Aria. Per leggere la sua storia dall’inizio potete trovarla QUI.

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Comments

  1. Vorrei dare un breve parere professionale, in quanto Maestro di arti marziali giapponesi: lo dicevo proprio ieri ai miei allievi, lo schiaffo – o, come lo chiamiamo noi, Kumade, “zampa d’orso”, detto anche Nagahashi Uke, Tate Shuto Uke e in tanti altri modi, a seconda della posizione delle dita, dell’angolazione ecc. – e` una tecnica potenzialmente mortale. Scioccamente viene sempre sottovalutato, ma quando colpisce punti vitali, ad esempio l’orecchio, puo` uccidere in modo molto rapido. La pressione del palmo della mano sull’orecchio, che arriva in velocita`, spinge l’aria nella cavita` dell’orecchio stesso e causa – nel migliore dei casi – la perforazione del timpano. Piccolo esperimento che ho fatto fare ieri ai miei allievi, e che tutti voi potete fare: con molta cautela, provate a darvi dei piccoli schiaffi, dei buffetti come li chiama Aria, con il palmo della mano sull’orecchio: sentite quella sensazione molto fastidiosa? Ecco: immaginatevi cosa succede se la mano arriva forte e ben caricata…
    Quello li` e` appunto “solo” uno schiaffo. Una tecnica che si dovrebbe usare soltanto quando e` l’unica via di salvezza. Non certo per scopi educativi, anche perche` si rischia che non resti nessuno da educare…

  2. Marika Silvestro says:

    wow …

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