Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

Processo a carico del prete Illarraz, per accusa di abusi su minori

Ha avuto inizio il processo a carico di Jose’ Illarraz, il prete che ha abusato sessualmente di almeno sette minorenni, tra i 12 e i 15 anni, che erano sotto la sua tutela nel Seminario per minorenni di Parana’, negli anni tra 1985 e 1983.

L’inizio del processo e’ il risultato di una lunga lotta delle vittime per far ascoltare le loro denunce e, organizzati dalla Rete dei Sopravissuti all’Abuso Ecclesiastico, hanno lottato per evitare la prescrizione della causa e l’impunita’ dell’abusatore. Uno dei primi testimoni ha denunciato, fin dall’inizio del processo, il tentativo di coprire i fatti, per proteggere Illaraz, da parte delle autorita’ ecclesiastiche dell’Arcivescovato di Parana’, alle quali il denunciante si rivolse al tempo dei fatti. Le stesse autorità che, presa visione dei fatti, non fecero nulla.

A conoscenza dei fatti era il Card. Karlic, Arcivescovo di Parana’. Oggi, a 92 anni, e’ stato esonarato dal testimoniare in tribunale, nonostante fosse al corrente e sostenne’ Illaraz come responsabile dei seminaristi, reclutati nell’entroterra della provincia di Entre Rios ,(provincia, povera ed essenzialmete agricola ndt). L’attuale arcivescovo J. Alberto Poiggari aveva lo stesso incarico, ma con dei seminaristi maggiorenni, la sua testimonianza e’ perciò rilevante per chiarire il livello delle copertura ecclesiastica dei fatti.

La pressione politica del clero cattolico per evitare che tutto venga alla luce, e’ stata ed e’ enorme e ha trovato personale giuridico e politico disponibile a esercitarla.
Per cominciare il processo si svolge a porte chiuse e solo la sentenza sara’ resa pubblica.

La Camera criminale di Parana’ ha dichiarato la prescrizione della causa contro Illaraz, rifiutando di riconoscere la trama di complicita’ che ha protetto il prete abusatore .
In primo luogo l’arcivescovato di Parana’, assente al processo, dove avrebbe dovuto apparire in qualità di responsabile, si prodigo’ dal primo momento per proteggere il prete .
Illaraz e’ stato beneficiato di un ritiro spirituale in Tcuman (altra provincia argentina ndt) e continua a essere sacerdote della chiesa cattolica.

Il processo e’ ripreso grazie all’appello del Fiscal (l’equivalente alla nostra pubblica accusa ) contro la sentenza, ma rimane la possibilita’ dell’annullamento visto che la decisione finale spetta alla Suprema Corte e questo processo ha implicazioni oltre questo singolo caso.

Protocollo contro gli abusi:

Dopo le denunce e l’insabbiamento infine l’arcivescovato di Parana’ ha reso pubblico un protocollo di comportamento nelle relazioni tra preti e minori , con una serie di disposizioni che tendono a evitare che preti e minori si incontrino da soli.

se il minore o il maggiorenne ” vulnerabile ” ( sic) inizia il gesto, per esempio un abbraccio,la risposta deve essere sobria, breve e appropriata , sempre in luoghi pubblici e alla presenza di altre persone “.

Cio’ denota la comprensione del problema manifestata pubblicamente da vari rappresentanti ecclesiastici .
Le vittime sono trasformate in responsabili di provocare “tentazioni” e sospettati di travisare i fatti, una manipolazione della capacita’ di distinguere tra affetto ed abuso allo scopo di coprire tutti questi casi di abuso di potere della gerarchia ecclesiastica.

Nel caso di Illaraz questi abusi erano vincolati a un sistema di premi e castighi , all’interno del seminario, a seconda dell’accettazione o meno di avere relazioni sessuali col prete.
A questo si aggiunge un altro protocollo per il ricevimento delle denunce di abuso che impone di ” proteggere il buon nome di tutte le persone involucrate” ( Clarin 4/4 e’ un giornale dei piu’ importanti ).

Un tentativo di insabbiamento rispetto alla continua protezione di Illaraz da parte dell’ arcivescovato .
Uno dei sette denuncianti e’ stato citato a una riunione, la domenica precedente al processo, da 2 sacerdoti del Tribunale Ecclesiastico, incaricati del Giudizio Canonico contro il pedofilo, nello stesso luogo dove si svolsero i fatti .

L’incontro era, così si suppone, finalizzato a far partecipare alcune persone di parere opposto al detto Processo canonico. E’ stato inopportuno perche’ precedeva di poche ore la dichiarazione della vittima. Credo che si cerco’
di ferirlo emozionalmente e fu una prova di potere, e’ macabro.” ha dichiarato la psicologa Liliana Rodriguez facente parte della Rete dei Sopravissuti all’ abuso ecclesiastico.

Separazione della Chiesa dallo Stato

Le prerogative che lo Stato dà alla Chiesa Cattolica, come il riconoscimento delle immunita’ ecclesiastica o il potere di incaricarsi della educazione di minori devono essere aboliti , come misura elementare per proteggere l’infanzia e i giovani.
Come nelle istituzioni militari e’ insito nella Chiesa l’abuso di potere.

Il diritto della Chiesa di avere tribunali propri e’ stato un salvacondotto per l’impunita’ e un mezzo di cospirazione clericale per evitare che i fatti salgano alla luce e deve essere rifiutato completamente da parte dello Stato.

GIUDIZIO E CASTIGO PER iLLARAZ
CARCERE COMUNE PER I PRETI ABUSATORI
SEPARAZIONE DELLA CHIESA DALLO STATO.

 

Testo in lingua originale QUI. Traduzione di Stefano.

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