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I santi un tempo praticavano l’aborto – era considerato un peccato minore rispetto al sesso orale

Coloro che supportano gli aborti legali e sicuri potrebbero riflettere meglio l’atteggiamento della Chiesa Cattolica Irlandese “medievale” rispetto a quello di coloro che vi si oppongono.

Da entrambi i lati del dibattito sull’aborto la gente tende a condividere un presupposto, indipendentemente dalla propria visione al riguardo: il cattolicesimo permette un solo atteggiamento riguardo l’aborto, cioè è uno dei peccati peggiori, di una malvagità incommensurabile.

Coloro che supportano i diritti delle donne sui loro corpi spesso criticano la legislazione anti-abortiva definendola  “medievale”, con l’Ottavo Emendamento della Costituzione Irlandese così caratterizzato. Tuttavia, le biografie medievali di multipli santi cattolici irlandesi, inclusa l’amata Brigida di Kildare, annoverano gli aborti con reverenza tra i loro miracoli, e i penitenziali medioevali irlandesi cattolici, autorità ecclesiastiche che prescrivevano penalità per i peccati ed erano spesso celebrati come santi, trattavano l’aborto come un’offesa relativamente minore.

Tuttavia, i santi abortisti irlandesi non possono essere considerati i campioni della scelta. L’unica scelta che sembravano tenere in considerazione era la propria (e implicitamente quella di Dio). Il racconto più dettagliato è quello su Ciaràn di Saigir, dopo che aveva salvato una suora chiamata Bruinnech che era stata rapita da un re locale.

Quando l’uomo di Dio ritornò al monastero con la ragazza, lei confessò di essere incinta. Allora l’uomo di Dio, mosso dal desiderio di giustizia, non volendo che il seme del serpente si sbrigasse, premette forte sul ventre della ragazza con il segno della croce e lo forzò a svuotarsi.

I sentimenti di Bruinnech riguardo lo stupro, la gravidanza o l’aborto non sono citati, se non per la sua “confessione”.

Quando un’altra suora, incinta dopo aver “fornicato segretamente”, fece in modo che Cainnech di Aghaboe benedicesse il suo ventre, “all’improvviso il bambino (infante) nel suo grembo svanì senza traccia”. Se di lui si dice come abbia potuto ben avere risposto alle sue preghiere più disperate, non si specifica che tipo di benedizione lei cercasse.

Le riceventi dei miracoli abortivi di Áed Mac Bricc e Brigida non avevano avuto bisogno neppure di chiedere prima che i santi “benedicessero” i loro uteri. Comunque, la devota di Brigida dopo “rese grazie a Dio” – l’unica donna la cui reazione è registrata nel testo. E delle quattro solo Bruinnech ha un nome.

I santi non erano gli unici cattolici che praticavano l’aborto nell’Irlanda medievale. I Penitenziali di Vinnian nel Sesto secolo, i Canonici irlandesi nel settimo secolo e i vecchi Penitenziali irlandesi nell’ottavo secolo includono l’aborto tra i vari peccati di cui pentirsi. Facendo un paragone, è un peccato minore. Nei Canoni irlandesi, la penitenza per una donna che ha avuto un aborto ammonta ad un quarto del tempo della penitenza di un uomo che ha commesso fornicazione.

Nei vecchi Penitenziali irlandesi la penitenza dipende dallo stadio della gravidanza, diviso in tre trimestri: nel primo, tre anni e mezzo di penitenza; nel secondo, sette anni; nel terzo, quattordici anni. I vecchi Penitenziali irlandesi stabiliscono anche che il sesso orale meriti quattro o cinque anni di penitenza per la prima volta, sette se è ripetuto.

I penitenziali di Vinnian (spesso attribuiti a Finnian di Clonard) hanno un atteggiamento ancora più permissivo riguardo l’aborto. Le penitenze riproduttive femminili sembrano riguardare le suore, anche se vi si riferisce semplicemente come “donne” (mulier). Se una donna/suora ha un aborto, deve digiunare a pane e acqua per sei mesi e astenersi da vino e carne per due anni.

Ma se tiene il bambino e il suo peccato è manifesto, (la penitenza durerà) per sei anni, così è il giudizio nel caso in cui a commettere “peccato” è una figura clericale, e nel settimo anno deve essere votata all’altare e poi la sua onestà può essere ristabilita e lei potrà indossare una veste bianca e essere riconsiderata una vergine“.

Presumibilmente questa restaurata verginità, dopo sei anni di penitenza dalla nascita del bambino, si applica specificatamente alle suore e non alle laiche.

È interessante notare tuttavia che Vinnian tratta i peccati sessuali e riproduttivi maschili molto più severamente. Se un clericale fa sesso solo una volta e di nascosto deve digiunare un anno intero a pane e acqua e due anni senza vino e carne. Se è un peccato abituale, tre anni a pane e acqua, tre anni senza vino e carne e perdita della sua carica. Un clericale che mette al mondo un figlio e commette infanticidio deve digiunare a pane e acqua per tre anni, seguito da tre anni senza vino e carne per due terzi di ogni anno e l’altro terzo di anno a pane e acqua così come sarà costretto all’ “esilio dal suo paese finché non è completo un periodo di sette anni”. Solo dopo tutto ciò può essere reintegrato nella sua carica.

Vinnian conclude quella sezione dichiarando “Se, tuttavia, non ha ucciso il bambino, il peccato è minore, ma la penitenza è la stessa”. Perciò per quel che riguarda l’aborto, il peccato era considerato in quanto significativamente minore, dato che la penitenza non era neanche lontanamente la stessa.

I cittadini irlandesi voteranno il prossimo mese sul fatto di cancellare l’ottavo emendamento della loro costituzione che effettivamente mette fuori legge l’aborto in irlanda. Molti proclamano che la proibizione dell’aborto sia pro-life, ma le morti risultanti in conseguenza di tali politiche, inclusa quella di Savita Halappanavar, che è morta di setticemia in un ospedale di Galway dopo che le era stata negata una interruzione (della gravidanza) che era necessaria dal punto di vista medico, e di quelle stimate 68000 donne che muoiono ogni anno di aborti illegali non sicuri in tutto il mondo, attestano che il problema non è così semplice.

Non lo è neanche il cattolicesimo. l’Irlanda cattolica medievale includeva santi che effettuavano aborti miracolosi e penitenzialisti che presentavano l’aborto come un’offesa minore della fornicazione, della nascita di bambini e del sesso orale.

Il ritornello ripetuto oggi che “non puoi essere cattolico e pro-choice” indicano allora un’ignoranza della storia e una noncuranza della visione della maggioranza dei cattolici stessi, che hanno valori molto più progressisti di quelli generalmente permessi dai capi della chiesa, inclusi quelli in Irlanda.

Un sondaggio condotto nel Gennaio 2018 dall’ Irish Times/Ipsos MRBI ha riportato che il 65% degli elettori irlandesi supporta l’abolizione dell’ottavo emendamento e permetterebbero l’aborto almeno nel primo trimestre. Alcuni vedono questa accettazione dell’aborto come una prova ulteriore che gli Irlandesi stiano perdendo le loro fondamenta cattoliche, ma coloro che supportano un aborto legale e sicuro in realtà rifletterebbero più un atteggiamento cattolico irlandese “medievale” di coloro che vi si oppongono.

Maeve Callan, autrice del pezzo, è professoressa associata di religione al Simpson College un Iowa, è l’autrice di “I templari, la strega e il selvaggio Irlandese: vendetta ed eresia nell’Irlanda medievale”, pubblicato dalla Cornell University Press e da Four Courts Press. Sta lavorando a un libro su genere, santità e potere nell’Irlanda medievale

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Pezzo in lingua originale QUI. Traduzione di Elettra

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