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“Gli uomini mi spiegano le cose” – riflessioni a margine

di Simona

La prima volta che decisi di andare in libreria per comprare un libro che analizzasse la questione femminile feci fatica a trovare quello che cercavo e fortunatamente avevo già un titolo, “Dalla parte delle bambine”.

Cercai faticosamente un reparto dedicato a questo tema: si trovava in fondo alla libreria tra la sezione dedicata all’esoterismo e una all’arte, era in basso, nell’ultima fila con una piccola scritta a caratteri neri “questione femminile”. Lì mi trovai davanti ai capisaldi del femminismo ma anche ad autori che, ad una persona che si è appena avvicinata al tema, non dicono nulla.

Con questo breve pezzo voglio cercare di consigliare un libro che può portare riflessioni interessanti sul tema dei rapporti di genere, questo libro è il saggio “Gli uomini mi spiegano le cose” dell’intellettuale californiana Rebecca Solnit. Il libro si configura come una raccolta di saggi che indagano la dinamica di potere che sta alla base del mansplaning e della violenza sessuale.

La stessa autrice, infatti, invita a vedere tutti i soprusi che le donne sono costrette a sopportare come un continum: zittire le donne con il mansplaning è solo una forma più “civile” dello zittirle con la violenza o con la morte. I saggi sono accessibili per chiunque, anche a chi non conosce molte terminologie come date rape o sexual entitlement, perché queste vengono non solo spiegate ma collocate anche in una dimensione storica.

In un capitolo, infatti, si concentra sull’importanza di avere un linguaggio per parlare della violenza e delle ingiustizie perché il “linguaggio è potere” e solo dando un nome alle cose possiamo parlarne chiaramente e cercare di far fronte al problema. Questo discorso richiama a un tema comune a quasi tutti i saggi, l’importanza dell’autonarrazione e della necessità di avere credibilità.

Quello che la violenza tenta di fare è proprio quello di ricondurci al silenzio, renderci invisibili al mondo. È questo quello che un tipo qualsiasi tenta di fare quando minaccia di stupro una ragazza su internet perché esprime la sua opinione, è quello che tenta di fare un marito che picchia la moglie o uno sconosciuto che pretende di avere diritti su di te e per un tuo rifiuto decide di ucciderti.

Sulla difficoltà delle donne di essere credute Solnit parla di quella che chiama la “sindrome di Cassandra”, una donna dell’antica Grecia destinata a dire la verità ma a non essere creduta. Le donne quando denunciano un aggressione o una violenza non vengono credute e viene messa in dubbio la loro credibilità e la loro sicurezza.

Di casi che si possono inserire in questa dinamica ne abbiamo troppi: basta pensare alla violenza mediatica che Asia Argento ha subito dopo aver denunciato Weinstein e tutto il sistema che lo supportava.

L’ultimo saggio del testo si conclude con una speranza, che il cammino verso la parità continui. Inoltre riflette sul fatto che quando ci troviamo in periodi in cui degli eventi tragici fanno grande scalpore è il momento in cui si verifica un cambio di mentalità e mi auguro che lo scandalo di Hollywood possa essere l’occasione per far capire a più persone possibili quanto il potere sia centrale nel compimento della violenza di genere.

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