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Diario di un aborto: ultima parte dell’aborto farmacologico

Ultima fase dell’aborto per la nostra amica che ha condiviso con noi ogni sua fase affinché potesse essere utile ad altre. La ringraziamo e la abbracciamo forte. Un abbraccio a tutte le donne che stanno attraversando gli stessi momenti. In basso i link di tutti i suoi racconti. Buona lettura!

 

Cara Eretica,

Ieri ho concluso l’ultima parte dell’aborto farmacologico (assunzione di due capsule di Misoprostolo, al fine di espellere i tessuti embrionali dell’utero).
Eventuali sintomi: contrazioni uterine dolorose, vomito, diarrea, stanchezza e malessere generale. Sarei dovuta rimanere 4-5 ore sotto osservazione in day hospital. Ne sono rimasta 1,5 perché non ho manifestato alcun sintomo e tuttora non sento nulla. Probabilmente questo è attribuibile al fatto che io abbia iniziato a espellere tessuto ematico e embrionale già dopo l’assunzione del primo farmaco.

Per tutta quell’ora e mezza, il mio compagno è rimasto abbracciato a me nel lettino: un momento di rara bellezza e purissimo amore.
Ho riletto ciò che ho scritto la volta precedente e chiaramente ogni sentimento era alterato dalla malattia, dalla febbre, dalla nausea. Oggi sono lucida. E non ho nulla da rimproverare alla persona che amo perché è stata esemplare. In questi giorni abbiamo creato della materia nuova fra noi.

Ho scelto di non tenere un bambino perché non lo volevo e non avevo i mezzi per farlo. Ho già sottolineato a sufficienza la mia convinzione a riguardo.

Dentro di me volevo che il momento dell’aborto fosse un iter difficile e tortuoso, pieno di ostacoli, doloroso. Quasi che un percorso avvolto da tanta drammaticità avrebbe espiato la mia colpa. Invece il destino mi ha donato il più semplice, lineare e indolore dei tragitti. Non mi ha rammentato una sola volta la mia colpa. E non si lascia strascichi. Perché io oggi sto alla grande.

Mi dovrei vergognare per stare bene il giorno successivo ad aver abortito? Non credo. Ritengo che questo avvenimento sia la testimonianza più forte di quanto l’uomo sia più spirito e desiderio che materia. Se nella sua mente una realtà è ignota (nessuna gravidanza precedente portata a termine) e non prende forma (alcun barlume di desiderio per un figlio), non esisterà neppure nella realtà reale e non immaginaria delle cose. Io non ho mai fantasticato nemmeno per un secondo su come sarebbe stato tenerlo e non so come sia tenerlo. Una ignoranza e una convinzione inattaccabile sono state la mia forza durante tutto il percorso. La stessa ignoranza e convinzione del mio compagno hanno reso tutto ancora più facile. E noi ne usciamo più forti di prima. Consapevoli. E responsabili.

Ho già detto che la città dove ho effettuato tutto l’iter è una meta che consiglio e percorribile da chiunque si trovi in altra regione.
Dopo averlo intrapreso senza effetti traumatici, consiglio sicuramente l’aborto farmacologico. Poi chiaramente dipende dalla risposta fisiologica di ogni donna.
Se avete un ciclo regolare, qualunque sia lo stato di stress che abbiate attraversato, una settimana di ritardo è troppa. I test di gravidanza hanno percentuali altissime di successo già dal primo giorno di ritardo. Un consiglio: se sospettate di essere incinta, fate fare il test di gravidanza con annesso certificato già al farmacista così evitate di pagarne uno in più, visto che vi servirà dopo.

Altro consiglio: per tracciare ciclo ovarico e mestruale, scaricate l’applicazione “Flo”, che vi assicurerà un monitoraggio eccezionale del vostro corpo.

Da ultimo, mi sento di dire che sì, più avrete pensieri che non vanno nella medesima direzione (non lo voglio tenere ma chissà come sarebbe…), più vi lascerete influenzare da chi pensa cosa, più il percorso sarà difficile. Conta ciò che volete voi e dovete essere invincibili in questo. Dirlo solo a persone che sapete la pensino al 100% come voi. Perché, spinte voi stesse da qualche senso di colpa, è facile che si vada a comunicare la notizia a soggetti che inconsciamente sappiamo che quel senso di colpa ce lo faranno sentire e acuire. L’iter sarà già difficile e non avete bisogno di nessuno che vi remi contro. Io per esempio ho scelto di non dirlo a mia madre.

Lei è una persona meravigliosa che mi avrebbe capita e sostenuta, ma ho la certezza matematica che un commento quale “ma non vi avevo detto di usare sempre il preservativo?” non lo avrebbe trattenuto. Io non volevo una singola parola contraria che mi abbattesse ulteriormente: lo ero già di mio. C’era poco da perdersi in chiacchiere e deplorazioni: bisognava agire al più presto. Sì, potrà essere un’argomentazione cinica. Ma chi sa dove vuole andare, non ha nulla da temere in questo, come in tutti casi. Chi ha la lucidità, anche se incontra ostacoli, troverà altre vie. Siate determinate. Anche se siamo sole, non lo siamo davvero. C’è una legge che ci protegge, ci sono più consultori sul territorio e medici. Ci sono biblioteche e c’è internet.
Avete sbagliato, ma rimanete lucide.

Un abbraccio grande a tutte voi e grazie, Eretica.

 

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  1. […] a mmè. Oggi l’aborto farmaceutico – obiettore permettendo e per fortuna – è un nostro diritto e le pillole di Mifepristone e di Misoprostolo (quelle che aiutano ad espellere i tessuti […]

  2. […] a forza, senti a mmè. Oggi l’aborto farmaceutico – obiettore permettendo e per fortuna – è un nostro diritto e le pillole di Mifepristone e di Misoprostolo (quelle che aiutano ad espellere i tessuti […]

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