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Lui mi ricattava col revenge porn. Io l’ho sconfitto pubblicando le mie foto!

Lei scrive:

Cara Eretica non sono stata bene. Ho dato delle mie foto in intimo ad un ragazzo conosciuto su facebook. Tutto è iniziato con piccole chiacchierate che poi sono diventate qualcosa di più. In men che non si dica abbiamo cominciato a fare sesso virtuale e telefonico. Non pensavo ci sarebbero state conseguenze e mi sento stupida per questo. Poi ho incontrato un uomo nella vita reale e ho lasciato perdere le chat e anche il ragazzo conosciuto su facebook. Dopo qualche messaggio stizzito lui mi minaccia e dice che divulgherà le mie foto.

Gli ho detto che se l’avesse fatto io l’avrei denunciato. Poi mi sono resa conto che c’è ben poco che io possa fare. In Italia non esiste una lgge sul revenge porn e dato che sono maggiorenne e le foto gliele ho date io lui può farne quello che vuole. Le ha pubblicate prima sulla sua pagina facebook e poi su un gruppo in cui si scambiano le foto come fossero figurine. Ha avuto l’accortezza di non divulgare indirizzo e numero telefonico. Non ha scritto il mio nome quindi mi sono sentita un po’ protetta ma molto arrabbiata perché anche lui mi aveva dato delle foto e un paio di video in cui si masturbava.

Ho pensato di pubblicarle anch’io ma mi sono resa conto che non sarebbe la stessa cosa. Direbbero che sono io la zoccola che si fa mandare cazzi in erezione. Lo stigma ricadrebbe sempre su di me e questo è intollerabile. Sono io la vittima e non lui che fa collezione di commenti sessisti in cui insultano me ed elogiano lui.

Mi sono fatta coraggio e ho pubblicato le mie foto – quelle che ha usato lui – sul mio profilo facebook. Non sono completamente nuda e dunque non possono censurarmele. Ho scritto chiaramente che c’è un ragazzo che mi ha ricattato e che ha pubblicato le foto per farmi un torto. Improvvisamente sono arrivati commenti di solidarietà, positivi. Io gli ho tolto l’arma di ricatto e non mi vergogno per niente per quello che ho fatto perché lo reputo naturale. Non sono io che devo pensare al ricatto come conseguenza. Ho accettato di fare sesso virtuale con lui ma quando manca il mio consenso e lui mi ricatta per me è stalking.

Ne ho parlato con un avvocato che però mi ha sconsigliato di procedere con una denuncia perché non esiste appunto una legge sul revenge porn e la violazione della privacy non pare essere un reato perseguibile. Tempo fa ho visto la vostra campagna contro il revenge porn in cui mostravate i vostri corpi seminudi dicendo che avevate il diritto di mostrarlo ma chi ha in mano le nostre foto non ha il diritto di farlo al posto nostro. Questo mi ha incoraggiata a fare la mia mossa.

Dopo che ho pubblicato le mie foto e ho ricevuto tanta solidarietà mi sono resa conto di aver disinnescato la sua arma di ricatto. Ora non può dirmi o farmi più niente ma mi preoccupo per le tante ragazze che non hanno ancora i miei strumenti e sono molto più vulnerabili di me. So di ragazze che si sono suicidate e che hanno pensato di non aver più una via d’uscita, ragazze cadute in depressione che hanno cancellato il profilo facebook e hanno smesso di comunicare con gli amici perché la risposta al ricatto diventava il rendersi invisibili.

Posso suggerire che rendersi invisibili non aiuta. Dobbiamo restare ad affrontare tutt* a testa alta, qualunque cosa dicano di noi, perché dobbiamo convincerci del fatto che è totalmente normale e che tutto dipende dal modo in cui decidiamo di cambiare la cultura che ci penalizza.

Ho scritto queste righe per condividere la mia esperienza e per chiedere se siete d’accordo che una legge sul revenge porn sia fatta. So che a voi non piacciono le leggi repressive ma l’educazione al rispetto di genere e l’educazione sessuale non sono due materie ancora presenti a scuola. Se si pensa alla crociata contro le maestre che insegnano cose come il rispetto, la solidarietà nei confronti di tutt*, maestre definite streghe e messe alla gogna possiamo giustamente temere che quelle materie a scuola non verranno trattate tanto presto. Qualcuno osa dire che siamo diavolesse tentatrici e in questa epoca così ingiusta per tutte noi dobbiamo compiere gesti rivoluzionari. Penso che nel mio piccolo ho compiuto il mio.

Lisetta

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Comments

  1. Sei una grande!!!

  2. Paolino Galante says:

    Le leggi, la cultura, sono state fondate, scritte, discusse da maschi, da religiono, da governi tutti maschili, non se ne esce. Creare una cultura, educare ad un essere diverso, nuovo dove si insegni che non siamo uomini, donne ma solo esseri viventi ne migliori ne peggiore di tutti gli altri, che maschio e femmina subentrano solo nel personale o meglio nell’alcova.

  3. Bravissima! Hai fatto davvero la cosa giusta 🙂

  4. Grande!

  5. Che dire? Da uomo sono pienamente d’accordo sul fatto che deve essere perseguito penalmente chi pubblica foto di persone nude senza il consenso delle medesime. Nello stesso tempo ritengo altrettanto fermamente che non bisogna assolutamente stigmatizzare chi accetta che le proprie foto più o meno hard vengano pubblicate e penso che se non ci fosse tanto moralismo contro il nudo e contro chi si spoglia si toglierebbe a tanti stronzi il motivo di compiere vendette e ricatti di questo tipo.

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