Autodeterminazione, L'Ombrellino Rosso, Personale/Politico, R-Esistenze

Il padre di famiglia

Il padre di famiglia è, in assoluto, il mio cliente preferito.

Di lui potrei scrivere tantissimo, il nostro rapporto è fatto di assoluto rispetto e di una grande confidenza.

Con lui parlo e basta, lui mi ha mostrato una faccia inaspettata dell’essere una sexworker.

Dopo un primo periodo sentendoci sul sito e facendo queste lunghe cam senza spy in cui chiacchieravamo un po’ di tutto ha comprato il mio indirizzo mail e col tempo abbiamo iniziato a sentirci su skype e whatsapp,

Nella mia esperienza quando non ci si sente più sul sito ma attraverso canali esterni le cose si complicano, con lui non si è mai complicato niente perché abbiamo entrambi ben chiaro il rapporto che abbiamo.

Qualche sera fa gli raccontavo di un cliente che dopo aver comprato il mio indirizzo mail pretendeva di non dovermi più pagare perché “ti sto simpatico no?” e lo ho ringraziato per l’attenzione che ha sempre avuto nei confronti del mio lavoro, non riducendosi mai a vederlo come qualcosa che io debba fare gratis.

Il padre di famiglia ha più di 30 anni, una compagna e un figlio. Ha un lavoro che gli permette di guadagnare molto bene e un incredibile disprezzo per i soldi. È un anticapitalista, mi dice sempre che non gli piacciono i soldi e che non mi devo fare problemi quando mi paga perché ha più senso che li abbia io, visto che mi servono.

Come sia arrivato a fare un lavoro che gli permetta di guadagnare così avendo un’indole del genere preferisco non raccontarlo nel dettaglio, ma c’è arrivato in un modo che mi sarei aspettata solo da un tipo del genere, cioè facendolo per altr*.

Con lui parlo di tutto, dalle nostre relazioni – più della sua che della mia – alla politica, parliamo e scherziamo moltissimo.

La maggior parte delle volte ci sentiamo su whatsapp, ci scriviamo anche per un’ora consecutiva, quando finisce il tempo io conto i minuti e lui mi paga, è un momento sempre strano quello in cui dopo aver chiacchierato gli dico quando deve darmi.

Il rapporto con lui mi fa sempre riflettere molto su questo lavoro e che cosa vuol dire per me, perché è il rapporto più umano che io abbia lavorando e anche quello in cui posso essere me stessa più che in ogni altro.

Nel rapporto con lui vedo quello che vorrei vedere con ogni cliente: rispetto e complicità.

Con lui non mi spoglio né niente, ma il punto per me non è quello, è il clima di confidenza e stima reciproca che c’è a fare la differenza.

Dolci baci
Clarissa

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Clarissa si racconta nella rubrica de L’Ombrellino Rosso. Lei scriverà quel che vive quando e come vuole. Per seguirla ecco la categoria dove raccogliamo i suoi scritti. QUI la sua presentazione.

1 pensiero su “Il padre di famiglia”

  1. Quando ero in analisi dallo psi, era la stessa cosa. Parlavamo e basta. Niente consigli, niente suggerimenti, solo chiacchiere. E alla fine erano 110 euro a seduta di un’ora. Io credo proprio che tu faccia la stessa cosa. Non trovo differenze. Probabilmente tu sei un po’ più avvenente del mio psi 🙂 ma per il resto è uguale. Complimenti per i tuoi scritti. Mai banali e sempre stimolanti. Ciao

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