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Sono in pre-menopausa e non me ne vergogno

Anna scrive:

Ho 48 anni e sto entrando in menopausa. Lo dico forte, perché ce n’è bisogno.
Bisogno per cosa? Per accendere una luce su una fase della vita, che come mi son resa conto a mie spese, viene sistematicamente rimosssa e stigmatizzata a tutti i livelli.

Sono cresciuta in una famiglia di medici, ho saputo da sempre come funzionava il mio corpo. Ho avuto la fortuna di avere da subito tutte le informazioni, sul mio corpo, sulla contraccezione, sui pericoli e le possibilità che avevo come donna. Non che non ci fossero limiti, per carità, i miei erano formati cattolicissimi, anche se avevano poi preso le distanze restavano moralisti. Comunque sono andata presto dalla ginecologa, ho preso la pillola da adolescente, mi è stato insegnato come prevenire le malattie e tutto il resto.

Credevo, insomma, di sapere tutto o quasi tutto su quello che mi potevo aspettare, almeno dalla biologia, nel mio essere donna.

A 40 anni ho cominciato a scoprire che così non era. Ho sempre avuto cicli lunghi e irregolari, che sui 40 anni si sono scorciati e son diventati fin troppo regolari. Mi sono preoccupata, ho fatto i controlli, e la mia ginecologa ha detto che stavo entrando in pre-menopausa.

Mai avevo sentito parlare di questa cosa, né di cosa comportasse, di cosa avrei dovuto aspettarmi. Mi sono informata, ma soprattutto ho cominciato a chiedermi perché, come fosse possibile che io, proprio io, che ero convinta di avere tutte le informazioni fossi così impreparata di fronte ad una fase della vita attraverso cui, se sopravviviamo abbastanza, passiamo tutte.

Anche peggio quando questa estate sono cominciate le caldane. Sulle caldane sapevo solo che veniva un gran caldo, ma niente di più. (per la cronaca le caldane fanno venire un gran caldo e a ruota un gran freddo, una rottura di ovaie doppie insomma, lo sapevate?). Le uniche sporadiche notizie che trovo su internet dicono sostanzialmente che sulla menopausa, sulla causa delle caldane e su altre cose che succedono in questa fase della vita la scienza sa poco o nulla, e che c’è poco da fare. O prendo una valanga di ormoni, che mi espongono ad un aumento esponenziale di rischio a farmi venire il cancro e altre robette leggere, o semplicemente me ne faccio una ragione, e accetto che forse per I prossimi 4-6 anni puzzerò come un caimano in calore. Bella prospettiva, davvero bella prospettiva.

Ne parlo con le mie amiche, ne parlo con mia madre (ricercatrice universitaria della facoltà di medicina, per la cronaca) e scopro che non sono sola. Nessuna di loro ha avuto informazioni adeguate, né supporto, in questa fase delicate della vita. Nessuna. Solo il passaparola, la condivisione tra sorelle di poche informazioni, una risata sugli effetti e non è poco, ma non basta. Scopro che molte hanno secchezza vaginale, che la libido scende, ma che torna, ma che è un percorso lungo ricominciare la propria vita sessuale.

Nell’immaginario invece la donna che attraversa la menopausa è descritta come se diventasse matta. Sbalzi di umore, isteria, frigidità, ingrassamento, insomma lo sfascio. E in più il tabu, quando dici che stai entrando in menopausa, che hai il ventaglio perché a tratti ti strapperesti i vestiti di dosso la gente si imbarazza e cambia discorso.

Insomma, in breve, ho imparato a mie spese che sulla menopausa c’è un tabù, uno stigma, zero informazioni affidabili e poco supporto alle donne che lo sperimentano sulla propria pelle.
Non sarà mica che siccome non posso essere più madre non posso essere nulla?
Questa frase mi giunge come un’illuminazione. Ancora? Ho deciso di non essere madre e ho già dovuto fare i conti con la pietà malcelata di chi mi considera, anche tra le donne, una donna incompleta. Devo ricominciare da capo? Sembra di sì, ma non mi rassegno.

Per questo scrivo ad Eretica, perchè vorrei capire che ne pensate voi, che esperienza avete, e come fare per fare rete perchè questo spaesamento non capiti alle altre donne.
E intanto comincio a provocare chi ho d’intorno, dicendo forte che sto entrando in menopausa, che è sì una gran rottura di ovaie, ma che io non mi vergogno.

Anna

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2 pensieri su “Sono in pre-menopausa e non me ne vergogno”

  1. Da almeno 10 anni sono in menopausa, devo dire che ai tempi non ne vedevo l’ora! In effetti pensavo soprattutto alla liberazione dalle mestruazioni, una cosa che mi aveva sempre dato fastidio, (pur non avendole molto dolorose) non avevo calcolato però che sarebbero intervenuti altri cambiamenti… In effetti la cosa più strana è stata la scomparsa dell’eccitazione sessuale. Le mie amate fantasie erotiche non avevano più effetto, e masturbarmi era difficile, dovevo impegnarmi molto a fondo…e finivo per addormentarmi prima di venire…Non avevo una relazione con un uomo e la mia compagna, coetanea, era più o meno nella stessa situazione, almeno da quel lato non ebbi problemi…la cosa che mi dà tuttora più fastidio è la secchezza vaginale , ma una ginecologa mi ha indicato un buon sapone intimo oleoso e la situazione è migliorata. Certo, sono anche ingrassata…ma anche i maschi mettono la pancetta invecchiando…In compenso, ricordo che mia madre, dopo gli 85 anni fu colpita da demenza e incredibilmente, mi accorsi che aveva ripreso a masturbarsi con lena insospettabile…che dire…chi vivrà vedrà…per fortuna mi è rimasto il gusto per il buon cibo!

  2. Anch’io ho 48 e sono in meno pausa “forzata” da 2 mesi, da quando cioè ho subito un intervento radicale e programmato. Non ho più ovaie, né utero, né tube e neanche figli, come te. Come te ho patito, almeno all’inizio, la discriminazione del non avere avuto figli, cosa che in principio mi faceva soffrire, poi, quando capii che, rispondere alla domanda “e tu? Figli niente?” con la frase standard “no, PURTROPPO non ci sono riuscita” trasformava l’espressione del mi* interlocutor* in maschera di cera pietosa e solidale, cominciai a sentirmi come una che risorgeva dalle ceneri del ghetto delle cattive madri, tipo il quadro di Segantini, per vedermi riabilitata addirittura a Santa. Infine, il mio intervento ha fatto il resto: ora nessuno mi chiede più niente. Sono pertanto in meno pausa. E vivo con quotidiana curiosità e stupore i cambiamenti del mio corpo: nessuna crisi isterica, nessuno sbalzo di umore, nessun aumento di peso (ma ancora forse è presto), solo tanto caldo, ma tanto tanto! Un calore che mi prende tutto il corpo, la pelle brucia e sudo, sudo come non mi era mai capitato e parte la danza del ventaglio vezzoso. Poi guardo il termometro della stanza, quello dell’auto, guardò il meteo e mi ricordo che siamo in estate, 40 gradi con l’80% di umidità e mi dico che forse devo aspettare l’autunno per decretare le mie caldane. Forse. Ma che m’importa, sto bene e sto qua, sorridendo come un’ebete per il mio stato di salute ritrovato dopo l’intervento. Trovo divertente questo cambiamento, certo, mi fa paura l’idea di invecchiamento, io, che da sempre sono la più piccola del mio entourage, della mia famiglia, di 10 anni più giovane anche del mio compagno, ma questa trasformazione mi piace, non la nascondo, la guardo e la accolgo con molta serenità, consapevole, tuttavia, che rompere un tabù si deve e si deve farlo tutte e tutti insieme. Sono con te, sorella, e se ci voltiamo, decine di altre compagne e compagni sono con noi. Godiamoci la ritrovata libertà.

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