La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Sessualità, Storie

Disabilità emotiva e mancanza di contatto con il proprio corpo

Lui scrive:

Ciao Eretica,
ti scrivo relativamente all’argomento Assistenza Sessuale.

Stamattina sono andato dalla mia psicologa, che frequento da anni. Alcuni giorni fa lessi la mail nel vostro blog relativa all’assistenza sessuale per i disabili e problematiche relative al nostro paese. Parlando con lei ho chiesto se in Italia esistessero delle persone che la praticano e lei mi ha detto che c’è qualche suo paziente che fa questa pratica ma tutto è clandestino e c’è il “rischio” di trovare altro anche se cerchi una persona del genere.

Io sono un disabile ma emotivo. Per una serie di circostanze esistenziali sono arrivato a capire che mi sono completamente dimenticato del mio corpo. Ho avuto qualche relazione, ho iniziato ad averne a 29 anni, tardi. Ma non ho mai provato la sensazione di lasciarmi andare e il mio corpo si chiude all’altro. Solo con la mia ultima partner ho provato una sensazione di “adultità” nel senso completo del termine. Ovvero una relazione affettiva a 360 gradi. Durata una settimana e poi la mia vita è proseguita nella paura per 3 anni.

Volevo molto bene a lei e gliene voglio ancora ma dopo quella settimana si è aperta una voragine dritta dritta fino in fondo alla morte.

Mi chiedo davvero se non sia necessario avere la possibilita di trovare un’assistenza di questo tipo. Non credo sia certo un problema solo mio; anzi, temo che l’ignoranza della sensibilita del proprio corpo e il diritto a non essere degli ignoranti nè del corpo nè delle proprie emozioni. In Italia a tutt’oggi e per motivi arcinoti i nostri corpi vagano ancora a casaccio nel mondo del sesso e a pochissimi piacciono le sorprese.

Forse è per quest’ultima cosa, collegata a motivi etico/religiosi etc. che la politica del corpo viene celata anche in…politica. Sono ricordi sbiaditi nella mente dei più quelli riferiti ai giorni in cui il corpo cominciava a rivendicare i suoi diritti. Diritti sullo stesso piano del pane e prima persino del lavoro.

Forse sono utopie le mie e sicuramente, se partono dalla mia persona e dalla propria infelicità, il cui grido è soffocato da sempre (tanto quanto è potente in me la percezione dell’importanza della sessualita nella vita di ogni essere umano, sin dalla gioventù) credo di non sbagliare nel percepire ciò come un problema antico e diffuso in Italia.
Grazie per avermi letto.

 

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1 pensiero su “Disabilità emotiva e mancanza di contatto con il proprio corpo”

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