Autodeterminazione, L'Ombrellino Rosso, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

Diario di una #CamGirl: la mia prima volta

 

Una sera di inizio settembre stavo controllando sul sito che avevo scelto se il mio profilo fosse stato attivato o meno e senza neanche rendermene conto ho attivato la webcam, ero in pigiama e senza maschera. Superato lo stupore ho spento tutto e mi sono messa la maschera, quando ho riattivato la webcam mi sono trovata in un attimo ad avere a che fare con i miei primi due clienti.

Sono clienti che nel corso del tempo ho incontrato di nuovo, uno con il quale ho sempre avuto un pessimo rapporto e l’altro con cui invece mi sono trovata benissimo da subito.

Non avendo un’anima da esibizionista né una libido particolarmente accentuata credevo che sarebbe andata malissimo e invece alla fine della serata avevo guadagnato più di 100 euro.

Il primo cliente, quello che non sopporto, mi ha contattata per cercare di convincermi a segnarmi il suo numero di telefono e a scrivergli. Oltre ad essere vietato dalle regole del sito (ci sono dei “controllori” invisibili e si rischia il ban) è un atto di grandissima mancanza di rispetto. Per la prima volta mi sono dovuta confrontare con il fatto che il mio non fosse ritenuto un lavoro ma qualcosa che facevo per puro divertimento, effettivamente perché non dovrei voler avere contatti al di fuori del mio luogo di lavoro con un mio cliente? Assurdo no?

In quel momento mi sono trovata in estrema difficoltà e, anche se ci sono riuscita, rifiutarmi di prendere il suo contatto è stato molto difficile. Lui insisteva e io non sapevo ancora gestire questa cosa.

Il secondo cliente è invece un uomo sulla trentina, gli ho detto che era la prima volta che mi trovavo a farlo e lui è stato gentilissimo, abbiamo parlato un po’ e solo dopo abbiamo iniziato, mi sono spogliata e masturbata davanti a lui e mi è venuto talmente facile da stupirmene io stessa.

Quella serata è stata strana, in un istante ho conosciuto i due aspetti base di molti dei miei clienti: ci sono quelli che non considerano che il tuo sia un lavoro e al tempo stesso non accettano le tue scelte (il che è strano, ma allora che tipo di rapporto è per loro? Nei rapporti in cui non pagano le donne possono dirgli di no? E in quelli in cui pagano pensano non ci sia questa libertà?) e quelli che considerano che sia un lavoro e che accettano che ci sia una persona vera che lo sta facendo, con dei sentimenti e dei desideri.

Sarebbe riduttivo dividere in queste due tipologie tutti i clienti con i quali ho a che fare, ce ne sono molti altri e ne parlerò nel corso del tempo, ma ho notato che questa divisione sta spesso alla base dei rapporti che si instaurano tra me e chi mi sta pagando.

Dolci baci
Clarissa

Note
1. Uso una maschera, ma non sempre, vi racconterò anche questa scelta.
2. Non guadagno così tanto ogni volta che lavoro, va molto a fortuna, anche se il fatto di essere una ragazza giovane e con un fisico normato indubbiamente mi favorisce.
3. Sul sito posso mettere in vendita i miei contatti, ma è proibito prendere quelli dei clienti.

Clarissa si racconta nella rubrica de L’Ombrellino Rosso. Lei scriverà quel che vive quando e come vuole. Per seguirla ecco la categoria dove raccogliamo i suoi scritti. QUI la sua presentazione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.