Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

AAA Cercasi donna per Matteo, quello che ha scritto su Rolling Stones

Matteo Vicino, scrive questa confessione fiume nientemeno che su Rolling Stones.

Non fosse per lo sforzo compiuto, pur se con scarso successo devo dire, tutto l’articolo potrebbe essere sintetizzato in un rigo: Le donne vere non esistono più e io invece sono un uomo vero e vorrei farmi una famigghia.

Il suo racconto è pieno di stereotipi sessisti. Se lui è single sarebbe colpa vostra ché vi fate i selfie. Come se farsi i selfie fosse di per se’ espressione di qualcosa di poco donnesco. Un po’ come se mio nonno avesse detto che le donne di una volta non avrebbero perso tempo a imbellettarsi per uscire perché le brave ragazze non fanno le vanitose per farsi guardare.

Matteo Vicino non dice nulla comunque sul fatto che a non esporre selfie, a tutela della propria privacy, di conseguenza ti definiscono una cozza. Perché l’idea di fondo è che tu esisti solo per un lui qualunque di passaggio.

Nel passaggio successivo – e siamo solo al sommario – egli dice che i maschi non servirebbero più a nulla ed è in questa fase di totale perdita di identità maschile che egli attribuisce narcisismi alle femmine stabilendo che esse abbiano a che fare con una presunta guerra dei sessi.

Nella scaletta di statistiche con percentuali definite, come se alle donne lui offrisse un questionario da riempire prima di qualunque approfondimento relazionale, rileva preferenze culturali che mi fanno pensare che lui sia un po’ masochista. Se non ti piace l’articolo, si direbbe dalle mie parti, allora perché insistere? E cambia, no?

Poi egli tira fuori una serie di luoghi comuni sulle femmine che non hanno una conoscenza culturale apprezzabile. Dalle mie parti si potrebbe perfino dire che alcuni dei nomi altisonanti fatti da costui non siano poi neppure il massimo e che se tiri fuori quel listone e poi però prosegui dicendo che “voi maschi” preferite una “ottima casalinga e passionale sotto le coperte“, e io non capisco cosa di quella tal cultura che vanta di possedere lo abbia in qualche modo fatto evolvere.

Salto sulle citazioni di sua nonna e sull’immagine di femmina che deve essere serafica e accondiscendente salvo poi mostrare di possedere un sapere enciclopedico e un ampio numero di vocaboli da cui attingere tanto da fare invidia al Devoto/Oli.

Sul fatto che gli uomini siano tutti così intanto potrei fortemente dissentire giacché ne conosco moltissimi che hanno superato l’età della pietra (per fortuna!). Se poi dice che “il maschio è un organismo biologico semplice, e piuttosto limitato” direi che dovrà aspettarsi frotte di uomini che denunciano il sessismo delle sue parole. Parla per stereotipi sessisti e neppure lo sa e questo è grave per un uomo che dice di essere tanto acculturato.

Sulle cazzate che ha scritto sulla “donna”: il respiro votato all’amore? sente e percepisce di più? tutto il suo cosmo è rivolto all’uomo? Il problema in questo è che femminilità e logica non vanno sempre di pari passo?

Ma dove vive? In che epoca intendo? Ma seriamente divide la gente in termini biologici per caratteristiche connaturate? E dunque tutto quello che non corrisponde al maschio cavernicolo e alla femmina angelicata in che settore lo piazzerà? Ed è questo il vero medioevo, che lui ci creda o no, perché a quella sub-cultura si ispira la mentalità che espone nel suo scritto. Non solo tante donne etero non sono questo e neppure vogliono esserlo, dovendo noi scrollarci di dosso i ruoli di genere che ci appiccicano sulla pelle alla nascita, ma c’è anche il caso che una donna non sia etero e del rivolgere il cosmo all’uomo non gliene possa fregare di meno. Ma poi quale uomo? Sul fatto che femminilità e logica non vanno d’accordo penso non valga neppure la pena rispondergli. Siamo in epoca precedente alla preistoria, ahimè. 🙂

L’altra cazzata la racconta quando parla di “società apparentemente patriarcale“, quella dei suoi nonni e dei suoi genitori, da quel che ho capito. Apparentemente? Sul serio? Il punto è che le culture di oppressione non le vede chi ne è fortemente influenzato. Parla di matriarcato e non capisco a cosa si riferisca esattamente. E’ quella cosa in cui l’uomo comanda e la donna bada ai figli e alla casa?  L’altra fantasiosa idea, ovvero quando si parla di un lui che pensa di averci il potere e una lei che realmente comandava a casa, non risponde a verità. Non è mai stato così. Anzi qualcuno avrebbe dovuto chiedere a nonna e mamma se per loro quella vita corrispondeva ad una scelta o ad un obbligo dato dai ruoli di genere imposti. Donna padrona di casa, per come la racconta, è invece quella che veniva maschilisticamente definita la regina del focolare. Una donna che è stata presa per il culo per secoli con la balla che era lei ad avere il vero potere. In realtà alle donne era ed è ancora, purtroppo, affidato il ruolo di cura familiare, quello riproduttivo, ruoli nei quali alcune riconoscevano un potere che era di ripiego rispetto al vero potere posseduto da chi dirigeva e controllava le vite delle donne affinché asservissero una società patriarcale.

Una società nella quale le donne non potevano impegnarsi in professioni cosiddette maschili e gli uomini non potevano dedicarsi alle faccende di casa o ai figli perché sarebbe stato strano da giustificare. Matteo Vicino stesso parla infatti di “le donne sono i nuovi uomini, gli uomini oggi sono le nuove donne“, una affermazione che a parte essere decisamente eterocentrica e molto sessista, nei confronti di uomini e donne, rinvia alla giustezza degli standard antichi, quelli dei tempi di mio nonno per l’appunto.

Tutto il suo racconto è condito di sciocchezze nostalgiche. Scrive:

Perché il maschio una volta serviva a qualcosa. A dare alle donne un tetto, una rendita, un figlio, una protezione, cibo da cucinare. Ma ora, l’uomo, a cosa serve? Vi tolgo dall’imbarazzo. Lo dico io che sono un uomo. A niente. Le relazioni non servono più.

Ma sul serio? O non è che alcuni uomini non sanno semplicemente risolvere la propria crisi di identità e invece che evolvere il proprio ruolo nella società e nelle relazioni impongono un lamentoso e vittimista backlash gender? In poche parole una involuzione che riporta ai vecchi ruoli di genere.

Il fatto che egli si chieda, lui a se stesso, se la “liberazione della donna abbia prodotto effetti positivi” mi fa sorgere moltissimi dubbi sul suo reale livello culturale.

Punto primo (e si, lo so, io sono la femminista che c’ha le sue cose e bla bla bla 😀 ):

  • della liberazione della donna parla la donna e non l’uomo dal punto di vista di chi vorrebbe ricollocare le donne a fare le regine del focolare per proprio uso e vantaggio.
  • sul narcisismo delle donne che si fanno i selfie: va bene però se quelle stesse donne partecipano – in senso decorativo – ai selfie di uomini narcisi?
  • quando parla di donne che “distruggono artisti carriere” etc si riferisce per caso al #metoo? alle donne che denunciano di aver subito molestie sul lavoro? perché se si parla di quello almeno due parole due sulle molestie avrebbe potuto scriverle. Posso sbagliarmi però, eh.
  • sulle cinquanta sfumature di grigio e “artisti di miserabile capacità” credo che lui debba rivedere la questione. Non so chi egli frequenti ma le donne che conosco e che hanno visto il film lo hanno fatto per ridere di gusto. è un ottimo film comico dopotutto.

Sui pregiudizi nei confronti degli uomini che guardano i porno e di tutto il resto su uomini e palestre e così via lascio altri a commentare. Posso dire però che la donna non è un “problema complesso” e che se lo vive in quanto tale dovrà fare di più che leggere tutti gli autori letterari che ha citato.

E infine spiace che egli si lamenti (ma che ti lamenti…) della mancanza di femmine acculturate e poi affermi di essere scappato quando ne ha incontrate alcune. Non è colpa della assenza del “l’equilibrio del dominio” (equilibrio per chi?) se la società non funziona (ma è proprio così?). E’ semmai un problema per chi non può farne a meno.

Io vivo benissimo così. E no, non voglio essere un uomo. Non sono le donne che devono “liberare di nuovo il vostro talento nell’arte, travolti dall’ispirazione della nostra bellezza“. Alla fine per come la giri e giri alle donne non puoi che affidare il ruolo di muse ispiratrici. Ma chi l’ha detto? Perché? perché dovremmo insegnare agli uomini come vivere. Perché dobbiamo prenderci in un modo o nell’altro carico di chi sta lì disorientato a non sapere dove cazzo andare. Perché dobbiamo comunque assumerci l’onere del ruolo di cura. Miglioratevi da soli. Lavorate su voi stessi. Rimettetevi in discussione. Noi non siamo esseri superiori. Siamo solo persone, come voi.

Al suo: “Ritrovate il vostro mistero che dà la vita, fonte sublime di luce, e noi saremo ai vostri piedi, come sempre, più di sempre.” non ho potuto fare altro che ridere e ridere con le lacrime.

Ragazze: qualcuna di voi si sente questa cosa qui? Anche a voler parlare bene delle donne lui ci assegna di nuovo una maternità che non è detto piaccia a tutte. Con tanto di retorica medioevale e di ricorso al tema della sacralità della vita. Lo vedrei bene a discuterne con gli antiabortisti. Chissà come e se lo sorprenderebbe sapere che quello che usa è il loro linguaggio. Anche lì: usano la lusinga per imporci un ruolo che prescinde dalla nostra libera scelta. Nasci femmina e devi essere felice di fare figli e fare la madre. Non c’è discussione su questo.

E per il resto non vogliamo il dominio del mondo ma un sistema di equità e pari opportunità da ogni punto di vista. Non è lui o chi come lui a concederci l’autorizzazione a raccogliere risultati per gli sforzi e le battaglie che compiamo. Non vogliamo alcun suddito. La sudditanza è quello che vorrebbero i patriarchi e la impongono ad ogni piè sospinto alle donne, alle persone gay, lesbiche, bisex, queer, trans, intersex.

Infine, a lui, l’augurio di trovare quello che cerca e che descrive in conclusione al suo articolo:

L’unica cosa che conta veramente avere qualcuno che ti voglia bene, e se si è fortunati, dei piccoli cuccioli di uomo e donna a cui insegnare che l’equilibrio è l’unica forma di vita intelligente nel cosmo. Una famiglia, è l’unico equilibrio possibile.

Aspettiamo presto di vederlo al prossimo family day.

 

 

3 pensieri su “AAA Cercasi donna per Matteo, quello che ha scritto su Rolling Stones”

  1. Insomma, la Donna Vera™ non esiste più, l’Uomo Vero™ nemmeno (a parte questo signore, di cui apprendo ora l’esistenza, e qualche altro “organismo biologico semplice, e piuttosto limitato”, evidentemente), perché le donne vogliono imitare gli uomini…

    Devo averlo l’ho già sentito da qualche parte, questo discorso – su Radio Maria, forse 😀

  2. Mah tutto l’artico di questo emerito cretino è: sono single a 40 anni perchè sono un bamboccio immaturo che non vuole crescere. Voglio una donna che mi faccia da sostanzialmente da colf, da materasso a letto per realizzare le mi fantasie e che apra bocca solo e unicamente per parlare dei miei interessi e rafforzare il mio patetico ego.
    Il problema è che questo non è un uomo, è un bamboccio irresponsabile.

    Se fossi uomo mi incazzerei parecchio se mi paragonassero a questo coso.

  3. Laglasnost tu chiedi : “Ragazze: qualcuna di voi si sente questa cosa qui? ”
    Ma assolutamente NO. Non vorrei causare a Matteo un crepacuore immediato minando la sua già precaria mascolinità ma io non ho mai vissuto la mia vita identificandomi con quello che ho tra le gambe e le mie potenzialità riproduttive- mai voluto riprodurmi- e solo quando ho raggiunto un’età matura e fatto un percorso importante ho capito fino in fondo perché già da ragazzina avevo incontri del tutto problematici con quei pochi individui che mi interessavano davvero: perché tutti tendono a identificarsi con i ruoli di genere che la biologia e soprattutto la cultura dominante impone loro, e agli uomini non piacciono (lo stesso Matteo ha scritto di essere scappato quando è accaduto) donne che preferiscono leggere un buon libro o guardare un buon film all’andare in discoteca, o che non si creano alcun problema se anziché andare a cena nel ristorante figo si va al pub a scolarsi una birra direttamente dalla bottiglia. E poi il colpo di grazia a quelli come Matteo lo dai se non apprezzi la macchina ultimo modello nuova fiammante su cui hanno investito soldi, neuroni e spermatozoi, e preferisci andare a fare giri in bici o a piedi.
    Insomma ad un certo punto ho capito che mentre io non mi adeguavo ai ruoli di genere perché non me ne fregava un cazzo e tuttora è ovviamente così, per molti uomini e donne i ruoli di genere sono l’impalcatura imprescindibile della loro identità, e se butti giù quella non resta che polvere e qualche calcinaccio.
    Con gli anni e l’intelligenza, quella stessa da cui scappa Matteo (per fortuna nostra) ho imparato a frequentare solo persone intelligenti che in me vedevano e vedono soprattutto una persona, solo molto dopo una donna; io faccio altrettanto con loro e non abbiamo aspettative reciproche di ruoli da recitare perché facciamo esattamente ciò che ci detta il cuore e non il pene o la vagina tra le gambe, ovvero non lasciamo che siano gli ormoni o le convenzioni sociali i nostri padroni.
    Inutile dire che vivo alla grande.

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