Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Culture, Personale/Politico, R-Esistenze

#Nuova Zelanda – Georgina Beyer: la prima sindaca e deputata trans ex sexworker del mondo

da QUI (traduzione di Paolo Bello)

Nuova Zelanda

Alex Casey parla con Georgina Beyer, la prima sindaca transgender e parlamentare del mondo, e della sua vita straordinaria.

Il sesso e la politica sono lo stesso affare, secondo Georgina Beyer. Quando era deputata, andava su e giù per i corridoi del Parlamento chiamando i colleghi e chiedendo loro se erano pronti a “mettersi in strada e vendere la loro mercanzia”. Non sembrava che a questi la cosa piacesse molto. “Senti, tesoro, tutti si vendono in qualche modo “, mi disse al telefono, ridacchiando. “Chi per voti, chi per soldi. Uno si fa pubblicità sui cartelloni elettorali, l’altro nelle ultime pagine degli annunci sui quotidiani “.

Se c’e qualcuno in grado di parlare delle similitudini tra lavoro sessuale e politica questa è Georgina Beyer. La prima Sindaca transgender del mondo che è diventata la prima deputata parlamentare transgender eletta al mondo, nonché ex-sex worker, attrice cinematografica e persona sopravvissuta ad un trapianto di reni.

Ha vissuto mille vite per arrivare dove è oggi – in questo momento, è nel sobborgo di Wellington a Kilbirnie, al telefono con me, una ex ragazza Wairarapa cresciuta sotto il suo rivoluzionario regno alla fine degli anni ’90.

In vista della sua partecipazione al Festival PRIDE di questa settimana, le ho chiesto come sono cambiate le cose per la comunità LGBTQIA in questi anni. “Quando ho iniziato la transizione, ho subito capito questo era un mondo crudele per persone come noi. Ho dovuto percorrere strade che non avevo mai preso in considerazione”.

Impossibilitata a trovare un lavoro, o adottenere qualcosa che non fosse assistenza sanitaria per il suo “disturbo psicosessuale”, sentiva che l’unica scelta era quella di entrare nell’industria del sesso.

“E stato un periodo brutale, ma c’era uno strano cameratismo tra noi, per il fatto che nessun altro ci poteva aiutare, nemmeno le nostre istituzioni”.
Una notte a Sydney nel 1979 Georgina è stato aggredita sessualmente da un gruppo di uomini. “La gente mi ha chiesto perché non ho denunciato. Come se la legge avesse potuto proteggermi!. Una prostituta transessuale Maori? Sì, guarda, senz’altro…. “. Dopo una violenza così traumatica, Georgina è caduta in depressione e per mesi ha pensato al suicidio.

“Una volta uscita da questa situazione, mi si è acceso un fuoco dentro. Quello che è accaduto non mi sarebbe dovuto succedere, e non dovrebbe accadere a nessun altro “.
Ha giurato che avrebbe provato a cambiare le cose con l’esempio, il che significava vivere una vita pubblica orgogliosa come donna transessuale.

E’ stato proprio l’obiettivo della visibilità che ha spinto Georgina ad intraprendere la carriera di attrice prima di quella politica, con il film del 1985 “Jewel’s Darl”, in cui interpretava una prostituta transessuale. “In quei tempi era abbastanza inusuale guardare persone come noi non come caricature, ma come persone reali con vite reali.” Anche se ha buttato tutte le sue vecchie cose quando ha fatto la transizione, Georgina non ha completamente cancellate quello che lei chiama “le altre parti di me”. “Gli uomini tendono a dimenticare che posso ancora addentrarmi nella logica maschile. Se vogliono metterla giù dura, beh, so farlo anch’io, mio caro.”

Decenni dopo aver lavorato nell’industria del sesso, Georgina si è ritrovata a fare una campagna parlamentare per cambiare le leggi sulla prostituzione. Data la sua esperienza, è rimasta scioccata da alcune delle idee sbagliate della gente riguardo il lavoro sessuale. “Pensavano che i clienti fossero tutti dei pervertiti e non fossero invece i loro mariti, i loro fratelli, i loro zii, gente comune”. Prima e unica ex-sex worker in Parlamento, con le sue parole alla Camera è riuscita a far cambiare idea a tre parlamentari, e la legge che depenalizza il lavoro sessuale è passata. ” In bilico fino all’ultimo, ma alla fine ce l’abbiamo fatta.”

Come è possibile, però, che l’infernale Wairarapa conservatore e bianco, a metà degli anni ’90 abbia votato Sindaco una come lei? “Penso di essere stata una boccata d’aria fresca. Ciò a cui la gente ha risposto è stata l’onestà, l’essere se stessi, lo stare in mezzo alla gente – andavo dappertutto, alle feste in baracche fatiscenti e fino a fare il giudice della corsa delle pecore a Castle Point ” Carterton divenne famosa per qualcosa in più dei suoi narcisi selvatici, e anche i più tradizionalisti lentamente hanno imparato a “guardare oltre la fine del loro naso”.

Quando ha preso la decisione di candidarsi con il Labour nel Wairarapa nel 1999,Georgina Beyer in realtà non pensava di avere possibilità di vincere. Sebbene fosse stata il Sindaco di Carterton per cinque anni, il Wairarapa era una roccaforte del Partito Nazionale, e il suo avversario era Paul Henry, un conduttore radiofonico molto popolare. Mise in discussione la sua capacità di essere “persona seria” perché era trans. “Pensavo di divertirmi un po’ a prendere a calci qualche culo”, ricorda Georgina. ” E invece… guarda cosa è successo! ”

Georgina vinse con una maggioranza di più di 3000 voti, prendendo ufficialmente a calci in culo Paul Henry e diventando, ufficialmente, una figura pubblica “seria”. Il vento era cambiato, come ben riassumeva quel vecchio contadino che in precedenza aveva votato National per tutta la vita. “Quest’anno voterò per Georgina Beyer”, -dice nel documentario ” Georgie Girl” – “perché è proprio una brava persona!”. “Se questo è l’unico modo in cui un agricoltore conservatore di 80 anni è in grado di accettarmi, allora ben venga, è sempre un passo avanti”.

Anche se ha rimpianti per i suoi otto anni in Parlamento – la sua posizione su alcune questioni ambientali è stata un “errore” che ha segnato “l’inizio della fine” della sua carriera politica – Georgina rivendica il suo contributo alla legge sulle Unioni civili e alla riforma della prostituzione. “Ricorda: la legge è facile da cambiare, il difficile è cambiare il modo di pensare della gente. Ci vogliono generazioni per far vedere ad una nazione che non siamo le persone orribili, dementi e pazze che potrebbero pensare. ll lavoro è ancora lontano dall’essere finito”.

Ho chiesto a Georgina se si sente ancora discriminata e cosa pensa degli atteggiamenti trans-escludenti da parte delle altre donne. “La gente ci considera ancora come qualcosa di nuovo e recente nella nostra storia moderna, ma noi esistiamo da millenni.
“Cosa pensi della mentalità TERF che ancora persiste in alcune femministe moderne, che ritiene che le donne trans non siano vere donne? ”

“È un argomento vecchio e stantio. Risponderei: non preoccuparti di noi, non abbiamo intenzione di invadere il tuo mondo. Stiamo solo cercando di migliorare il nostro destino in questa vita, proprio come il movimento delle donne ha fatto per te. ”
Per chiunque, giovane o vecchio, che veda messa in discussione la propria identità di genere, il suo consiglio da esperta è quello cercare supporto il più presto possibile, e di cercare gruppi di persone affini nella comunità.

“Avrai bisogno che le persone ti diano un sostegno morale, che pensino come te e che sappiano cosa stai attraversando. Non aver paura, ci sono già troppe giovani transessuali che si tolgono la vita perché sentono che questo mondo non è fatto per loro.”

Sebbene abbia lasciato la politica, Georgina Beyer rimane un modello per i giovani attivisti LGBTQIA + che continuano la lotta per l’accesso all’assistenza sanitaria, al lavoro e all’istruzione. Ammette di non aver mai pensato che le questioni transessuali e di genere sarebbero state prese sul serio nella sua vita, e che ci sarebbe stato un ritorno di interesse per quei discorsi alla Camera che l’avevano resa così famosa. “Ho trascorso la parte migliore della mia vita cercando di migliorare le cose per questa generazione. Le mie speranze ora sono riposte nella prossima giovane generazione che guarda a quello che ho fatto io, proprio come io guardavo quelli prima di me. Io ho fatto la mia parte per cambiare le cose, ora tocca a voi”.

E tutti gli altri? “Si tacciano, e ci lascino essere quello che siamo”.

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