Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Le femministe irlandesi dicono no alle Terf: “non siete le benvenute” a Dublino!

Qui l’articolo in lingua originale. Traduzione di Isabella e Antonella.

I collettivi femministi irlandesi e oltre 1000 individu* hanno firmato una lettera aperta rivolta alle Terf’s (Femministe radicali trans escludenti) britanniche, le quali hanno organizzato un evento a Dublino, dicendo loro che non sono le benvenute.

La lettera è stata scritta anticipando l’evento organizzato a Dublino per il mese prossimo. Nell’evento chiamato “We need to talk” le Terf’s intendono esprimersi contro la proposta in Uk del Gender Recognition Act (Legge sulla riassegnazione del sesso) (GRA), già in vigore in Irlanda. Loro affermano che questa sarebbe causa dell’eliminazione dei generi maschile/femminile. La legge dice che oltre la maggiore età è possibile che una persona trans possa esigere la riassegnazione anagrafica, burocratica, del genere senza dover passare attraverso un’operazione chirurgica.

Le relatrici intendono esprimere la propria opposizione parlando in questo tour di quel che accade in UK. Una di queste relatrici, Sheila Jeffreys, lo scorso anno è stata oratrice in un evento chiamato “Il Transgenderismo è un movimento dei diritti sessuali degli uomini” (Gioco di parole che in inglese sta a dire che il movimento per i diritti delle persone trans non solo parlerebbe solo a vantaggio degli uomini ma sarebbe una sorta di Mra per trans. Si parla di Men’s Rights Movement).

La proposta di legge di cui parlano in UK è stata introdotta in Irlanda nel 2015. Essa rende possibile che le persone trans di età superiore ai 18 anni possano formalmente esigere la riassegnazione del sesso rimuovendo dal processo legale ogni necessità di intervento medico.

L’iniziativa di cui parliamo non è stata descritta secondo il tema che sarà realmente trattato. E’ invece mascherato usando come alibi la questione dell’aborto e altri temi femministi.

L’Irlanda attualmente sta valutando invece un miglioramento della legge sulla riassegnazione del sesso con un emendamento che vorrebbe estendere tale diritto alla popolazione non binaria e alle giovani persone trans sotto l’età di 16 anni.

La lettera aperta contro l’iniziativa delle Terf’s è stata pubblicata su Feminist Ire Blog ed è attualmente diffusa in un tour di lettura e raccolta firme, al richiamo di “Voi non siete benvenute qui“. La lettera è stata inizialmente firmata da 36 donne e attualmente oltre 1000 firme sono state aggiunte. Hanno firmato anche un certo numero di organizzazioni incluse UDC Centre of gender, Feminism & Sexualities e Anti-Racism Network Ireland.

Qui alcuni punti inclusi nella lettera:

“Noi, firmatarie di questa lettera, organizziamo lotte mano nella mano con le nostre sorelle trans. Insieme, cis e trans, siamo il femminismo irlandese. Le donne trans sono nostre sorelle, le loro lotte sono le nostre, le nostre lotte sono le loro. Erano nostre sorelle prima che qualunque certificazione rilasciata da uno stato lo stabilisse e lo saranno sempre a prescindere da qualunque legislazione, attuale o futura.”

“Nel sud dell’Irlanda*, le donne trans hanno potuto dichiarare sé stesse come donne – e cambiare il loro status sui documenti in relazione di ciò – sin dal 2015. Non è venuto giù il cielo da allora. Le donne cis non hanno perso assolutamente nulla da allora. Se proprio qualcosa è accaduto, è che tutto il femminismo ne ha guadagnato: le lotte per l’autodeterminazione dei corpi si sono rafforzate e hanno avuto nuovo slancio da questa vittoria delle nostre sorelle trans.”

“Per cui diteci: cosa sapete del femminismo irlandese che vi fa sentire in obbligo ed autorizzate di venire qui e dettarci la linea? Dublino non è più parte del Regno Unito dal 1921 e nonostante questo avete descritto il “We need to talk” come un tour in UK, includendo Dublino nella lista dei luoghi previsti per i meeting.”

“Non abbiamo bisogno di voi, qui. Non abbiamo avuto il vostro supporto nella nostra battaglia per il #repealthe8th (“cancella l’ottavo emendamento” che conferisce all’embrione titolo di persona avente diritti giuridici), nelle lotte contro lo storico e mai chiuso orrore delle Magdalene Laundries, la nostra battaglia per strappare il controllo dei nostri ospedali agli ordini religiosi, la lotta per ottenere giustizia per donne e bambini torturati nelle case per ragazze madri.”

“Siete ad esempio a conoscenza del fatto che nel nord dell’Irlanda, legalmente parte del Regno Unito, le donne ancora non hanno accesso legale e sicuro all’aborto? Avete fatto campagna in questo senso? E se si, come mai non ne sappiamo nulla? Siete scese in piazza in solidarietà con noi, lo scorso 8 marzo? Almeno sapevate che stavamo scioperando e per cosa stavamo scioperando? Avete una minima idea di cosa sia il femminismo in un paese che ha preso forma nella sua lotta contro un impero?”

Se volete firmare la lettera aperta potete farlo QUI.

Le organizzatrici dell’evento “We Need To Talk” non hanno ancora fatto alcun commento.

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Per chi volesse leggere il testo integrale della lettera eccovelo in italiano:

In qualità di femministe cisgenere* in Irlanda, scriviamo alle organizzatrici del tour di conferenze “We need to talk” che ha in programma di tenere un evento in Irlanda in Febbraio.

Lo scopo principale del “We need to talk – Dobbiamo parlarne” è di promuovere opposizione in UK alla proposta di riforma del Gender Recognition Act (legge per il riconoscimento del cambio di genere). La riforma permetterebbe alle persone di dichiarare autonomamente il proprio genere (attualmente in UK le persone sono obbligate a passare attraverso l’umiliazione di indagini mediche per vedersi riconoscere il proprio genere). Questa proposta di riforma di legge è un passo necessario e urgente verso la rimozione dello stigma, della discriminazione e della violenza cui sono attualmente sottoposte le persone trans in UK.

Le organizzatrici del “We need to talk” prevedono di fare tappa qui in Irlanda, celando i loro veri scopi dietro un interesse per il dibattito intorno all’aborto. Nonostante questo le loro motivazioni rimangono evidenti per noi e scriviamo questa lettera per dire forte e chiaro che il loro atteggiamento escludente e discriminatorio contro le persone trans – in particolare contro le donne trans – non è il benvenuto qui in Irlanda.

Non staremo sedute in silenzio mentre chi ha organizzato questi meeting spaccia idee ed opinioni che creano danni reali al benessere e alla sicurezza de* nostr* compagn*. Le donne e gli uomini trans in Irlanda hanno legalmente diritto ad autodeterminare il loro genere. Le persone trans e in particolare le donne trans sono inestricabilmente parte della nostra comunità femminista. I bisogni delle persone trans sono parte delle nostre lotte.

Non c’è alcuna differenza tra “femministe” che propagano idee transfobiche e misogine e chi propaganda razzismo o omofobia. Non vogliamo avere niente a che fare con questo e non vogliamo che questa cosa arrivi qui. Quindi certamente “we need to talk”, certo che dobbiamo parlarne.

Dai vostri post sui social media possiamo capire cose sul tour e i suoi contenuti, che la vostra opposizione al Gender Recognition Act si basa sull’idea che le organizzazioni femministe e i diritti delle donne verranno in qualche modo danneggiate dalla trans-inclusività e dall’organizzarsi insieme alle nostre sorelle trans. Sappiamo che questo non è vero.

Noi, firmatarie di questa lettera, organizziamo lotte mano nella mano con le nostre sorelle trans. Insieme, cis e trans, siamo il femminismo irlandese. Le donne trans sono nostre sorelle, le loro lotte sono le nostre, le nostre lotte sono le loro. Erano nostre sorelle prima che qualunque certificazione rilasciata da uno stato lo stabilisse e lo saranno sempre a prescindere da qualunque legislazione, attuale o futura.

Nel sud dell’Irlanda*, le donne trans hanno potuto dichiarare sé stesse come donne – e cambiare il loro status sui documenti in relazione di ciò – sin dal 2015. Non è venuto giù il cielo da allora. Le donne cis non hanno perso assolutamente nulla da allora. Se proprio qualcosa è accaduto, è che tutto il femminismo ne ha guadagnato: le lotte per l’autodeterminazione dei corpi si sono rafforzate e hanno avuto nuovo slancio da questa vittoria delle nostre sorelle trans. In quanto femministe ci sono poche cose arrivate dallo stato che possiamo dire di avere accolto con piacere.

Questa legge, sebbene mancante del riconoscimento dei minori e delle persone non-binarie, è una di quelle. Per cui diteci: cosa sapete del femminismo irlandese che vi fa sentire in obbligo ed autorizzate di venire qui e dettarci la linea? Dublino non è più parte del Regno Unito dal 1921 e nonostante questo avete descritto il “We need to talk” come un tour in UK, includendo Dublino nella lista dei luoghi previsti per i meeting.

Questo la dice lunga su quanto poco sappiate della realtà irlandese, che si tratti di nord o di sud. Non abbiamo bisogno di voi, qui. Non abbiamo avuto il vostro supporto nella nostra battaglia per il #repealthe8th, nelle lotte contro lo storico e mai chiuso orrore delle Magdalene Laundries, la nostra battaglia per strappare il controllo dei nostri ospedali agli ordini religiosi, la lotta per ottenere giustizia per donne e bambini torturati nelle case per ragazze madri.

Siete ad esempio a conoscenza del fatto che nel nord dell’Irlanda, legalmente parte del Regno Unito, le donne ancora non hanno accesso legale e sicuro all’aborto? Avete fatto campagna in questo senso? E se si, come mai non ne sappiamo nulla? Siete scese in piazza in solidarietà con noi, lo scorso 8 marzo? Almeno sapevate che stavamo scioperando e per cosa stavamo scioperando? Avete una minima idea di cosa sia il femminismo in un paese che ha preso forma nella sua lotta contro un impero?

Vi siete prese un secondo per ragionare del fatto che, dando per scontato che avevate tutto il diritto di presentarvi qua come una qualche forma di autorità femminista, vi state comportando proprio con l’arroganza tipica dell’imperialismo?

Di colonizzazione ne abbiamo avuta abbastanza in Irlanda, non ci serve anche la vostra. Non abbiamo né voglia né bisogno delle vostre lezioni. Qui non siete le benvenute. (seguono firme – Compilate questo Form per firmare)

Note

*in quanto femministe intersezionali d’Irlanda, Nord e Sud, riconosciamo che il nostro femminismo dovrà essere anti-imperialista e anti-colonialista. Su richiesta delle femministe del Nord, che quotidianamente sono interessate dal colonialismo britannico, utilizziamo i termini “sud” e “nord” per rifiutare e disconoscere come legittima la divisione e per sottolineare il fallimento dello stato conosciuto come “Irlanda del Nord”. Riconosciamo i fatto che altre persone sull’isola utilizzano termini differenti per queste entità e che ci sono numerosi diversi approcci alla questione. In ogni caso, utilizziamo questi termini con intenzione, a sottolineare il fatto che questa isola è ancora divisa a causa della spartizione fatta da poteri coloniali.

*Una nota sul nostro linguaggio. Perché donne cis? Abbiamo deciso che questa dovesse essere una lettera specificatamente da donne cis. Poiché le donne cis sono le persone che le TERFs pretenderebbero di rappresentare, vogliamo mandare un messaggio particolarmente forte dalle donne cis femministe d’Irlanda e far sapere loro che non sono benvenute. Vogliamo che questa lettera mostri la potenza della solidarietà. Le cis transofobe sono un nostro problema, non tocca alla comunità trans farsene carico – per quello chiediamo alle donne cis che si riconoscono nella lettera di firmarla e aggiungere il loro nome. Questo gruppo TERF sta cercando di dire che il femminismo e i diritti delle donne sarebbero danneggiati dall’essere inclusive con le donne trans, cosa che sappiamo essere falsa. Inoltre non vogliamo che le persone trans, nostre compagne, si sentano obbligate a dare il loro nome alle TERFs.

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