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L’immaginario erotico vissuto con senso di colpa

Attenzione, questo testo parla esplicitamente di stupro

[Teniamo a precisare che dare spazio a questa narrazione non significa minimamente legittimare chi strumentalizza un racconto come questo per dire che dunque alle donne piacerebbe essere stuprate. Non è così. I gusti sessuali di dominazione/sottomissione sono cosa consensuale e ancora di più le fantasie sono semplici fantasie. Se non vi piace leggerne passate oltre. Grazie.]

 

Lei scrive:

Ciao Eretica.
Ho già scritto alla pagina, ma per un argomento completamente differente. Quello di cui sto per parlare è un tema scomodo, a tratti vergognoso, ma che penso vada portato alla luce e sviscerato senza pregiudizi.

Sono una ragazza bisessuale di 20 anni, prossima ai 21, femminista ed antisessista convinta, ma lo stupro mi eccita. Anzi, sarebbe più corretto dire che mi ecciti la fantasia dello stupro. Non so perché sia così, ma in un certo senso lo è sempre stato. Ricordo che da bambina, quando mi strusciavo sugli oggetti per masturbarmi – senza ovviamente sapere cosa stessi facendo -, pensavo ai rapimenti di alcuni personaggi femminili dei cartoni animati che guardavo, ricordavo le battute delle scene e le tramutavo in stupri.

Crescendo, in realtà, non ho mai smesso di masturbarmi ed è capitato raramente che lo facessi con la stimolazione interna, sempre preferito la clitoride. Quello che però è cambiato è stata la consapevolezza: all’inizio della pubertà sono diventata cosciente di ciò che tutto quello strusciarsi significasse. Mi masturbavo.

A causa degli stereotipi di genere e della mia mancanza di coscienza politica durante la pubertà, non guardavo video porno, credevo fosse una cosa da maschi, che le ragazze che li guardavano fossero delle pervertite, ma diventata adolescente (per fortuna!) la curiosità superò l’imbarazzo e ne guardai uno. Fino ad allora non avevo mai avuto sospetti sul mio orientamento sessuale, davo ingenuamente per scontato di essere etero, anche se da bambina ricordavo mi fosse capitato di essere attratta da alcune mie amichette.

Grazie ai porno il dubbio ebbe accesso alla coscienza, e col tempo divenne sospetto, per poi essere confermato intorno ai 16 anni. Mi piacevano le ragazze, ma mi piacevano anche i ragazzi. Questo diede inizio ad una diatriba che è durata circa due anni dentro di me: mi sentivo in colpa a definirmi bisessuale perché mi sembrava evidente che avessi una predilezione per i ragazzi, ho sempre trovato molto più soddisfacente il sesso etero, eppure per alcune ragazze sentivo spesso una forte attrazione fisica, alcune di loro mi piacevano sul serio. Non capivo.

Molte persone in quegli anni misero in dubbio il mio orientamento sessuale proprio per questa mia “tendenza”. Tutta questa tensione si riversò in modo drastico sulla mia sessualità, soprattutto quella personale, non condivisa, la masturbazione insomma. Per cercare di districare questo dilemma, passai dai classici video etero che guardavo (immedesimandomi nell’uomo!), a quelli lesbo. Mi piacevano, mi eccitavano molto più di quelli etero, e trascorsi davvero molto tempo ad utilizzarli.

Smisi successivamente, per un po’, di guardare porno, per il semplice fatto che mi avevano annoiata: le trame erano sempre uguali, l’iter dell’amplesso anche, e soprattutto spesso mi sentivo a disagio perché io non avevo mai avuto un orgasmo per stimolazione interna, nonostante nel mentre fossi diventata sessualmente attiva – all’epoca non avevo idea che per noi fosse così complicato arrivare ad un orgasmo, e ancora meno sapevo che i fattori psicologici influiscano moltissimo in tal senso. Optai perciò per l’immaginazione, e scoprii con sorpresa che se provavo a rendere miei conoscenti protagonisti delle mie perversioni, non mi bagnavo, ma se lo facevo con delle conoscenti sì. Ancora oggi, se scelgo di usare la fantasia, ho bisogno di soggetti femminili.

Lentamente notai che le circostanze che immaginavo per masturbarmi si stavano facendo sempre più violente, ma non ci vidi nulla di male: “Mi piace farlo violento” pensai, “E allora?”. E allora non avevo idea… Ricordo bene la prima volta che mi masturbai coscientemente su una scena di stupro da me immaginata. La ragazza era una mia compagna di classe, io interpretavo l’uomo che la stuprava. Col tempo iniziai anche ad immaginare di essere una ragazza che ne stuprava un’altra, di essere io a stuprare una ragazza, di essere più ragazzi o ragazze che ne stupravano un’altra e, meno spesso rispetto a tutto il resto, di essere io a venire stuprata da un ragazzo.

Queste fantasie andarono avanti a lungo, e io mi vergognavo da morire di parlarne con qualcuno, perché sapevo (come so) che c’era qualcosa di fortemente anomalo nel mio modo di vivere la sessualità, talmente anomalo da risultarmi inquietante, e mi chiedevo come avrebbero mai potuto le persone a me vicine reagire positivamente a questa mia caratteristica.

Quando anche l’immaginazione venne a mancare e le scene fittizie iniziarono a farsi tutte simili, decisi di tornare ai porno. Un giorno come un altro, mentre mi accingevo a masturbarmi dopo pranzo, aprii il solito sito porno e sulla home trovai questo video di una gangbang. Non conoscevo quella parola, ma mi aprì un mondo. Non mi ero mai sentita così eccitata: una sola ragazza, sottomessa, che deve vedersela con 5/6 uomini. Il paradiso. Nelle categorie correlate trovai “forced gangbang” (gangbang forzata). Quello fu il passo definitivo, scoprii che esistevano intere categorie, sui siti, per persone che come me erano eccitate dallo stupro.

Sapevo di pratiche come il BDSM, sapevo che il sesso fosse spesso un gioco di potere e sottomissione (consenzienti), ma trovare la categoria “stupro” mi rasserenò un po’. Ovviamente nei video si vede che gli stupri non sono veri stupri: i cazzotti sono finti, mentre gli schiaffi, se veri, sono piccoli e innocui – quelli che piacciono anche a chi vuole un po’ di pepe a letto 😉 . L’unica cosa che davvero mi stonava era la sensazione che avevo, e ho ancora, dopo l’orgasmo: senso di colpa, percezione di essere una malata, uno scherzo della natura, disprezzo verso me stessa perché mi piacciono queste cose. “Perché io?” è la domanda che continuo a ripetermi.

Un giorno, sempre per curiosità, ho deciso che non mi bastava sapere che ci fossero persone che come me erano eccitate da questa categoria, volevo scoprire anche quale fosse l’opinione pubblica. Così sono andata a fare qualche ricerca, aprendo YahooAnswers e cercando utenti che avessero chiesto dove trovare video porno HQ di stupri. Neanche a parlarne. Nessuna risposta alle loro domande, solo valanghe di insulti e insinuazioni: maniacO, pervertitO, feccia umana… Ho evidenziato le O perché domande del genere ovviamente le fai in anonimo, e mi sono sentita davvero allarmata da come tutte le persone che avevano risposto avessero dato per scontato che chi aveva fatto la domanda fosse un uomo.

Quella sensazione di disagio che provo alla fine di un porno sullo stupro non dipende dal fatto che mi è stato insegnato che lo stupro è sbagliato, dipende dal fatto che da sola dentro di me penso sia un atto immondo, perciò il contrasto peggiore, come sempre, lo vivo internamente fra i miei principi morali, che ritengo, senza troppa superbia, davvero nobili ed altruisti, e i miei gusti sessuali. Se penso ad uno stupro vero, compierlo o subirlo, mi raggela il sangue. Non farei MAI una cosa del genere, è una di quelle fantasie sessuali che devono rimanere solo fantasia perché funzionino ancora. Qualcosa di completamente immateriale ed inesistente. In compenso ho smesso di tenerlo nascosto, parlandone con le persone a me più vicine. Tutte loro, sentendolo la prima volta, hanno dato per scontato che ciò che mi eccita di fantasie simili sia l’essere stuprata, l’essere sottomessa, e sono rimaste non piacevolmente stupite dall’essere contraddette. Però non mi hanno giudicata, anzi, adesso ci scherziamo sopra. Nonostante questo, non credo dimenticherò mai le parole di odio che ho letto su quella pagina di YahooAnswers…

Se ci sono donne come me che seguono la pagina fb di Abbatto i Muri, vorrei dire loro una cosa: quello per accettare la mia sessualità non è stato un percorso facile, ma il maggior ostacolo che ho incontrato per la strada non sono stati gli/le altri/e con le loro opinioni buoniste e vuote, ma il mio stesso giudizio. Solo quando ho capito di essere una persona sana, che crede fermamente nella profonda ingiustizia dello stupro (da parte di chiunque verso chiunque), ho capito che i miei gusti sessuali sono solo una cosa a parte, che non devo trovarvi spiegazione ma accettare che mi facciano sentire bene nella mia intimità con me stessa. Non c’è niente di normale, ma non c’è niente di male.

Viva la masturbazione, viva il sesso consenziente, viva fare tutto quello che ci piace, viva sentirci liber*!

E grazie ad Abbatto i muri per l’ascolto 🙂

>>>^^^<<<

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Comments

  1. Come ti capisco! Stesse fantasie… Stesso senso di colpa! Anche perché certi video che trovo sono cosi realistici che mi chiedo se le ragazze siano attrici o no (quando il dubbio è troppo forte di solito non mi eccito AFFATTO e cambio video)… Ho iniziato a fare pace leggendo una citazione di Zizek (non un coglione insomma) e articoli che suggerivano (non ricordo quanto ben argomentati, leggevo così in fretta, quasi vergognandomene) che capita a chi nella vita gestisce troppo (e quindi nelle fantasie si fa gestire)… Al momento però ancora ho delle reticenze a parlare con amici e amiche (con cui parliamo di sesso tantissimo) dei miei gusti… L’ho fatto solo con una persona, perché ho scoperto ascoltandola che avevamo gli stessi gusti! Il percorso continua… Spero che presto saremo tutte libere di amare e scopare e sognare di scopare come vogliamo!

  2. La penso esattamente come te: le fantasie non devono essere tarpate e i gusti sessuali che descrivi non hanno nulla a che vedere con la realtà violenta cui spesso le donne sono sottoposte. Anche a me eccitano certe situazioni che descrivi e non sono per niente un violento.

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