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Voglio dire a tutt* che sono una persona violenta

Questa è una vecchia campagna contro la violenza sulle donne

 

Lei scrive:

Sono una donna violenta e il mio compagno non mi ha (ancora?) lasciata. Si dice sempre che devi lasciarlo dopo il primo schiaffo. Per le donne non c’è lo stesso metro di misura. Il paternalismo di chi interviene ogni volta che racconto la mia storia mi fa sentire come un’aliena su questa terra. Dicono:

  • non è possibile che tu sia violenta
  • in realtà tu non sai che ti stai difendendo
  • ma lui cosa aveva fatto per aver provocato la tua reazione violenta?
  • fai bene perché i maschi meritano di pagare dopo tutto quello che hanno fatto

E via di questo passo. Gli ultimi due commenti arrivano da due donne che dicono di essere sensibili per quanto riguarda la violenza sulle donne.

Quello che io so è che il mio compagno non mi ha lasciata e ringrazio chi ha raccontato la storia della propria relazione in cui è presente la violenza e in due cercano di fare cambiare le cose. Ci vuole tanta consapevolezza per descrivere il proprio rapporto con tutte le contraddizioni che lo contraddistinguono.

Per esempio io urlo e schiaffeggio. Sono schiaffi pesanti e dopo un po’ è come se la calma si impadronisse di me e mi rendo conto di aver sbagliato. Chiedo scusa, andiamo avanti ma questo argomento cominciamo ad affrontarlo davvero solo da poco tempo. Non faccio parte dei gruppi in cui si dice “anche le donne sono violente”. Conosco la violenza di genere, l’ho subita e conosco la violenza che mi rende insopportabile a me stessa.

Però io esisto e quando mi dicono che non è vero che io picchio il mio compagno negano la mia vita e consumano il mio sforzo di capire e cambiare. Il mio compagno e io stiamo tentando di affrontare la cosa ma non ci sono luoghi per le donne come me. Abbiamo scelto uno psicoterapeuta per parlarci insieme. Lo abbiamo detto alle famiglie e ad amici e amiche. Ne abbiamo discusso tanto perché vogliamo rendere visibile la violenza e il nostro sforzo di superarla. Di solito chi fa violenza impone il silenzio, l’omertà. Noi vogliamo che tutto sia portato alla luce del sole. Io sono violenta con il mio compagno e lui è convinto che insieme possiamo farcela.

Questo non deve cambiare la vostra opinione sulle persone violente. Dovete solo rendervi conto che chi fa violenza non è un mostro ma una persona e che come tale può usare intelletto, strategie, parole, per definirsi migliore. Io uso tutto questo per raccontare cosa sono davvero.

Non importa se mi hanno picchiata da piccola, se ho subito violenza da un mio ex fidanzato, perché la mia violenza non ha giustificazione. Aver subito traumi da piccol* non ci rende migliori. Se un uomo violento che picchia la moglie mi dicesse la stessa cosa gli sputerei in faccia. Non cerco perdono, non sono cattolica, non mi interessano i pentimenti. Voglio poter crescere, credo che l’umanità possa evolversi perché altrimenti staremmo ancora all’età della pietra.

Voglio raccontarvi di quello che è successo due mesi fa. Ho picchiato il mio compagno. Lui fermo non reagiva. Mi guardava con sofferenza e io mi sentivo ancora più in diritto di picchiarlo. Ho scambiato la sua forza per debolezza e mi sono sentita una bulla, né più e né meno. Poi mi ha detto che avrebbe chiamato la polizia e io ho iniziato a piangere e piangere. Lacrime codarde. Da lì abbiamo deciso che avremmo dovuto dire tutto alle persone che frequentiamo. Ora tutt* sanno ed è come se ogni tanto arrivassero a misurarci la febbre. Il fatto di parlarne aiuta me e aiuta lui. Io so di aver sbagliato e lui sa di essere una vittima. Una vittima che mi ama.

Ad una donna che la pensa così e resta con il proprio compagno violento direste che è solo confusa e assoggettata alla volontà del violento. A lui, al mio compagno, cosa potete dire? Cosa direste a me? Possiamo farcela restando insieme o devo troncare per non fargli più del male?

Lavinia

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3 pensieri su “Voglio dire a tutt* che sono una persona violenta”

  1. Una mia ex fidanzata era violenta, anche se solo occasionalmente. L’unico consiglio che mi sento di darti è di coinvolgere chiunque non sia uno psicoterapeuta/centro di qualsiasi tipo solo se si tratta di persone di estrema fiducia e, soprattutto, non retrogadi. Perché su certi temi si è più retrogadi di quanto si vorrebbe credere. A meno che il tuo compagno non sia molto coraggioso e pronto anche rischiare scherno eterno… io personalmente non ci sono riuscito a correre quel rischio.

  2. Io credo che possiate provare a risolverla insieme e che lo stiate già facendo. Lasciarvi ora immagino ti impedirebbe di risolvere molte cose, potresti ricominciare con un nuovo compagno. Se lui se la sente (e dalle tue parole sembra di sì) e se vi amate (idem) continuate sul buon percorso cominciato! Sono certa riuscirete a capirci/vi di più! Un sorriso

  3. Grazie per aver lasciato la tua traccia. Sono nella tua stessa condizione, ieri l’ultimo episodio. È una giornata intera che scandaglio pagine web per trovare qualcosa che mi aiuti, ma nulla. Il mio compagno é svuotato.
    All’inizio il violento era lui, verbalmente, ed io l’ho aiutato nell’arco di questi due anni e mezzo ad uscirne passandone di tutti i colori. Ma sono innamorata e sapevo che lui doveva solo togliersi di dosso tanti anni di sofferenza per brillare, ce l’ha fatta.
    Io ho iniziato con uno schiaffo durante un litigio, per finire a pugni l’altra notte.
    Ti ringrazio ancora per aver scritto la tua storia, perché dire che la nostra violenza é reazione ci deresponsabilizza dall’accettare che abbiamo un problema che deve essere affrontato.

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