Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie, Violenza

Non ti lamentare e sii felice di partorire con dolore

Lei ha letto questo post e riportandone un periodo così continua con il proprio racconto:

“mi sono innamorata di mio figlio che aveva quasi tre anni. Prima di allora, devo dire, mi era del tutto indifferente, a volte ce l’avevo ancora con lui, non mi passava il risentimento, il dolore, il ricordo di quelle doglie e tutte a dirmi “ma figurati, ci siamo passate tutte… sei esagerata”.

Esagerata. Si. Quindi meglio banalizzare, sminuire. D’altronde non è questo che raccontate alle ragazze? Una versione edulcorata di tutta la faccenda. Finisse la mistificazione ciascuna potrebbe scegliere davvero consapevolmente. Quando parliamo di maternità responsabile, infatti, a cosa cavolo pensate che ci riferiamo”

Dopo 8 giorni dal parto, piango leggendo queste cose perché il ricordo orribile di ciò che ho passato è ancora fresco. Amo mio figlio ma odio i medici, odio chi mi dice “che sarà mai, ormai è passato”, odio chi ride quando dico che questo figlio sarà l’ultimo e pensa di saperne più di me.

Odio chi ha ideato la pubblicità della Conad, odio che in tv passino il messaggio che la donna debba piangere di gioia quando le viene proposto di avere un bimbo, odio questo inculcarci che la donna, fondamentalmente, debba essere mamma arrivata ad una certa età.

Dopo 10 ore di travaglio attivo senza epidurale, testa che entra ed esce ed entra ed esce ed entra ed esce, dopo aver pensato di morire di infarto, dopo aver sollecitato un cesareo o l’aiuto del bisturi e non essere stata ascoltata e -anzi- derisa, dopo aver detto che NON RIUSCIVO, non potevo fare più di così, dopo essermi sentita sbagliata e aver preferito la morte al parto, dopo aver rifiutato di toccare la testa del bambino perché sentivo di odiarlo e di odiarmi… solo dopo tutto questo e aver rischiato un cesareo d’urgenza, la testa di James ha squarciato il mio perineo, il mio retto, la mia vagina ed ha deciso di uscire.

Ho chiesto aiuto tante volte ai medici cui mi sono affidata, e in cambio ho ricevuto solo frasi fatte: “sei bravissima! Continua cosi! Manca poco!”… ma poco quanto? Cinque minuti? Un’ora? Cinque ore?

In quel momento non riuscivo più a pensare, a parlare, a respirare… e lo dicevo! Ma le mie parole venivano accolte con compatimento e ironia. Perché, si sa, il parto è doloroso e quindi bisogna soffrire. Punto. E bisogna soffrire senza epidurale, perché “le Vere Mamme fanno così”. E non esiste il taglietto col bisturi per aiutare l’uscita, perché sei tu che “non ti stai impegnando al massimo”.

Io non potrò mai spiegarvi a parole perché il parto dell’amore della mia vita sia stata anche l’esperienza più brutta della mia vita; semplicemente, non capireste, non mi credereste. Pensereste che si, fa sicuramente male, ma che in fondo lo fanno tutte le donne e quindi non dev’essere COSÌ terribile.
Lasciate solo che vi dica: vi sbagliate. Non capirete mai se non provandolo… e io, dal mio piccolo, vi dico: pensateci non una, non due, ma mille volte.
Partorire non é come in televisione, non è come pensate, semplicemente non è umano.

Se poi la figlia della cugina della nipote della suocera vi ha detto che lei non ha sentito niente e dopo 3 spinte era fuori, buon per lei, davvero!
Ma io ho sentito tutto e dopo dieci ore volevo solo essere morta e mai, mai, mai avrei voluto essere rimasta incinta.

Giusto ieri ho perso un enorme pezzo di placenta e, tirandolo fuori, sono scoppiata a piangere tremando.
Non mi ha fatto MINIMAMENTE male, ma ormai ho il terrore nel pensare che dalla mia vagina possa uscire qualcosa. Ho paura di fare la cacca. Ho paura all’idea che qualcuno si avvicini alle mie parti intime.

Chiudo gli occhi per addormentarmi e prego di non sognare più la sua testa che esce e mi lacera internamente, ma so che capiterà, e allora guardo un attimo James prima di addormentarmi… perché solo vedere cosa sono riuscita a mettere al mondo, placa per un momento la paura di ciò che ho passato.

Grazie a chiunque abbia abbattuto i muri scrivendo questo post (si riferisce al post sotto il quale ha lasciato il suo commento).

Leggi anche:

Care ragazze, vi spiego com’è un parto (e vi passa la voglia di avere un figlio)

>>>^^^<<<

Abbatto I Muri vive di lavoro volontario e tutto quello che vedete qui è gratis. Aggiornare e gestire questo spazio è un lavoro che costa tempo e fatica. Se mai vi passasse per la mente di esprimere la vostra gratitudine basta un obolo per un caffè (alla nocciola). :*

Donate Now Button
Grazie davvero a chi vorrà contribuire alla causa!

5 pensieri su “Non ti lamentare e sii felice di partorire con dolore”

  1. Buonasera,
    Mi chiamo Marta e sono un’ostetrica.
    La ringrazio per la sua testimonianza,
    Se me lo permette Le mando un abbraccio, mi dispiace che Lei abbia incontrato “professionisti” che non hanno saputo rispettarla e supportarla.

  2. Ciao, sono tre volte mamma.
    E per l’ultimo parto ho insistito che non mi “aiutassero” al contrario di te, mi hanno praticato l’episiotomia a prescindere.
    Posso garantirti che non hai commesso nessun “errore”, piuttosto to sei trovata con dei gran pezzi di merda come “aiutanti”.
    Questa mentalità è molto all’antica, per questi soggetti sembra che il parto sia l’occasione per far pagare alla donna la sua capacità di procreare. Una specie di sessismo ben più perverso di quello che siamo abituati a conoscere.
    Non a caso qualche tempo fa c’era un’iniziativa online volta a svergognare queste realtà, questi orrori che accadono in sala parto.
    Ti abbraccio forte, per quello che può aiutarti.

  3. Correggo : mi hanno praticato l’episiotomia a prescindere nei primi due parti. Quindi per il terzo ho puntato i piedi su diverse cose..

  4. Due parti così. Nel primo l’episiotomia fatta perchè ad un certo punto l’ostetrica iniziava a temere per me. Nel secondo, l’ostetrica è stata l’unica che ha retto in una tempesta fatta di medici che non sapevano se e quando intervenire mentre perdevo ripetutamente i sensi. Nel mio caso le ostetriche sono state la mia salvezza in un ospedale dove il parto DEVE essere naturale quasi ad ogni costo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.