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“Oggi ho tolto il velo. Ho cambiato pelle e sono rinata.”

Lei scrive:

Faccio fatica a scrivere queste parole consapevole che potrebbero “urtare la sensibilità religiosa di qualcuno” e che potrebbero scatenare i peggior commenti islamofobi.
Ho deciso di togliermi il velo dopo averlo scelto. Nessuna costrizione alcuna se così si può dire. Forse ho subito però una “pressione psicologica” da parte della comunità musulmana, dai programmi televisivi religiosi, dalle regole sociali del mio paese di origine, dalle lezioni degli Imam nelle moschee, dagli insegnamenti che vengono tramandati sul velo come precetto e obbligo per le donne, questo assolutamente sì.

Sin da piccole alle donne musulmane viene insegnato che bisogna indossare il velo, che è un obbligo religioso che prima o poi bisogna indossare. Una volta mi venne detto che le donne che non si mettono il velo il giorno del giudizio universale verranno prese per i capelli e buttate nel fuoco. Un altro giorno ancora una donna mi disse che ogni volta che un uomo si eccitava guardando i miei capelli o il mio corpo io commettevo del peccato. Potrei continuare all’infinito ma la finisco qui con gli esempi.
Per questo dico sì è stata una mia scelta ma fino ad un certo punto.

Ogni volta che provavo a discutere civilmente con qualche ragazza musulmana sul velo mi venivano dette le solite cose. Il velo è un segno di devozione, è un precetto religioso perché le donne devono coprire la loro bellezza, che è un simbolo identitario, oppure un vestiario per mettere in primo piano la nostra spiritualità e non il nostro ego.

Ero convinta del mio velo. Lo difendevo a tutti i costi. Anche per me era un simbolo identitario e un atto di devozione.
Quando ho iniziato però a pormi domande senza ottenere risposte che in me sono aumentati i peggiori dubbi.

Allah non mi ama? Per Allah le donne devono avere tutta questa responsabilità e gli uomini no? Perché Allah vuole che d’estate io vada coperta quando magari a due passi da me vedo un musulmano a mezze maniche e pantaloncini? Se a me sin da piccola mi viene detto che Allah vuole che mi metta il velo, agli uomini cosa viene detto? Perché gli uomini devono sentenziare su come una donna dovrebbe vestirsi?

La domanda più importante era: “Allah non mi ama perché sono donna oppure hanno interpretato in modo sbagliato le sue parole?

Il hijab/velo viene citato per ben sette volte nel Corano e si riferisce sempre – salvo un caso – a una cortina, una tenda, dietro alla quale può avvenire la rivelazione del Corano stesso. In particolare: «A nessun uomo Dio può parlare altro che per rivelazione, o dietro un velame, o invia un messaggero il quale riveli a lui col suo permesso quel che egli vuole» (XLII,51) «E quando tu (Muḥammad) reciti il Corano, noi poniamo tra te e coloro che rinnegano la vita futura un velo disteso » (XVII,45) « O voi che credete! Non entrate negli appartamenti del Profeta senza permesso, per pranzare con lui, senza attendere il momento opportuno! … E quando domandate un oggetto alle sue spose, domandatelo restando dietro una tenda: questo servirà meglio alla purità dei vostri e dei loro cuori. E non vi è lecito offendere il Messaggero di Dio, né di sposare le sue mogli mai, dopo di lui. Questo sarebbe, presso Dio, cosa enorme» (XXXIII,53)
l’unico caso in cui si manifesta come “velo” lo troviamo per:

«Nel Libro ricorda Maria, quando si appartò dalla sua gente lungi in un luogo d’oriente ed essa prese, a proteggersi da loro, un velo. E noi le inviammo il nostro Spirito che apparve a lei sotto forma di uomo perfetto» (XIX,16-17) Lo ḥijāb indica con precisione un velo inteso come capo di abbigliamento.

Ma è per la Vergine Maria, che si distinse dalle altre donne per il suo compito importante.
Il verso che viene citato per testimoniare l’obbligatorietà del velo è questo: ““…e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro khumur fin sul petto…”

La parola Khumur è stata tradotta con la parola velo sancendo per le donne l’obbligo di non mostrare i capelli, nemmeno un ciuffo, nemmeno un pezzo di collo. Ma in nessun verso del Corano si tratta del velo come abito che deve coprire interamente i capelli altrimenti si è dannate all’inferno.

Oggi mi sono tolta il velo. Ho la sensazione di aver cambiato pelle e di essere rinata. Mi sono liberata di tutte le convinzioni maschiliste che la cultura araba mi aveva fatto credere. Forse mi sto sbagliando, forse il velo è veramente un obbligo religioso che non sto più rispettando ma sono sicura che Allah non mi maledirà mai per aver mostrato i miei capelli.
Con questo non voglio dire che le donne non devono essere libere di indossare il velo o che è giusto attaccarle per questa loro scelta. C’è il principio di autodeterminazione a cui io credo molto.

Avrei voluto scrivere queste parole dicendo chi sono ma temo le reazioni, le accuse, gli attacchi e il risentimento di molti.

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