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I peggiori nemici degli uomini sono gli uomini stessi

Questa sollecitazione ha un significato ben preciso che trovate descritto QUI

 

Ho deciso di parlarne perché non riesco più a convivere con questo orribile segreto. Ho 32 anni e sono sereno, apparentemente, ma ho terribili problemi nella socializzazione con altri uomini. Non posso prenderli sul serio, non so come comunicare con loro e non riesco a sentire empatia nei loro confronti. Dicono che i traumi col tempo passano. I miei non sono passati e non credo passeranno nel prossimo futuro.

Ho avuto un padre, una volta, e picchiava mia madre. Mia madre mi ha impedito di ucciderlo. L’ho denunciato per maltrattamenti quando ho compiuto diciotto anni. Mia madre ha smesso di parlarmi. Io sono andato via per abitare da solo poco tempo dopo. Quell’uomo mi ha fatto sentire sbagliato in mille modi. Poco maschio, poco virile, poco tutto. Mia madre non ha mai capito quanto fosse brutto per lei stare con un uomo violento.

In seguito ho provato a ritagliarmi amicizie tra gli uomini ma non riuscivo a raccontargli niente e se accennavo al mio passato mi facevano sembrare un cocco di mamma che piangeva per paura del babbo cattivo. Inutile provare a spiegargli che i peggiori nemici degli uomini sono gli uomini stessi. La cultura maschilista e patriarcale ci schiavizza per imporci ruoli di genere che non ci piacciono. E’ una cultura che normalizza il sistema e lo plasma affinché sia perfettamente in linea con le imposizioni tipiche di quella stessa cultura.

Quella cultura impone a me di non piangere, di non essere fragile, di non vestire in un certo modo, di non fare alcune cose, di non dire nulla che non sia adeguato alla virile mascolinità che dovrei rappresentare per non sembrare un infedele rispetto alle dinamiche del branco. E’ una cultura che educa chiunque e viene usata da donne e uomini per minacciare e ricattare e intimidire uomini e donne che vogliono cambiare le cose. Negare che sia così significa essere in totale malafede.

Perciò non riesco a parlare con altri uomini. Li vedo legati a quella cultura e penso che prima o poi diranno o faranno qualcosa che renderà infelici altre donne e bambini, altri uomini come me. Se non riconoscono la stessa cultura che li opprime come possono cambiare? Non credo possano e non lo faranno. Anzi troveranno giustificazioni che li aiutino a mantenere in vita quello status maschilista come fosse utile a non consentire altre forme di oppressione. Ci sono uomini che ritengono giusto un ritorno alle origini con l’alibi delle donne che starebbero prendendo il potere.

Io ho molte amiche donne e non vedo alcun potere nelle loro mani. Sono precarie, si affannano per sopravvivere, non godono di alcun vantaggio e non sono favorite mai quando tentano di liberarsi dalla paura di camminare da sole per strada, di rientrare a casa e trovare il fidanzato incavolato e aggressivo, di andare al lavoro e poi perderlo per aver detto No al capo. Non sono favorite quando vogliono abortire e io so quanto sia difficile per loro perché ho accompagnato due amiche in tutto il percorso dal consultorio all’aborto.

Sono lasciate sole se incinta, se madri sole non ne parliamo e non c’è un solo appiglio che permetta loro di vincere le battaglie che devono condurre ogni giorno. A me piacciono modelli di donne combattive e coraggiose. Non come mia madre che tuttavia capisco. Non è stato semplice per lei. Il punto è che con le donne mi sento libero di esprimere le mie emozioni, posso essere davvero me stesso. Con gli uomini non riesco. Mi sento inibito e temo che arrivino giudizi che mettano in discussione la mia “virilità” perché se non sei un etero cis maschio bianco formato maschilista per alcuni non sei un maschio affatto.

Di queste cose fino ad ora ho parlato solo con due mie amiche e con nessun altro ma penso che dovrei dirlo ad altre persone inclusi alcuni uomini che conosco superficialmente. Mi sento più consapevole e sicuro e so che qualunque cosa mi diranno non mi farà stare male. Forse, però, tra i tanti, potrò trovarne almeno uno che vorrà vedere la realtà invece di accontentarsi di una mistificazione fantasiosa.

Ora mi rendo conto che mi ha fatto bene scriverne. Sono felice di averlo fatto e spero che questo possa servire ad altri uomini che come me si sono sentiti o si sentono ancora oggi totalmente soli e senza alcun modello maschile bello da seguire. A mio avviso dovremmo parlarne in pubblico perché altrimenti lasciamo che prendano spazio solo un certo tipo di maschi che fanno la voce grossa e raccontano balle sugli uomini, sulle donne, sulla violenza.

Vi ringrazio per avermi ascoltato

un vostro grande fan

Ettore

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4 pensieri su “I peggiori nemici degli uomini sono gli uomini stessi”

  1. Ci sono padri come il tuo, Ettore, ma ci sono anche uomini diversi, in grado di capire, di uscire da logiche stereotipate e non autentiche. Troverai nel tuo cammino uomini a cui potrai raccontare, raccontarti e scoprirai che il maschile ha molte sfaccettature, molti ambiti di appartenenza. Buon viaggio.

  2. Che vuoi che ti dica? Parti dicendo che non riesci a socializzare con altri uomini ma poi pretendi di catechizzarli come se fossero tutti in attesa del Messia. Non mi sembra un gran modo di spiegarti. Ma soprattutto, ogni persona – uomini inclusi – ha un vissuto diverso, e l’unico modo per combattere certi stereotipi è quello di parlarsi da pari a pari, senza partire dal presupposto di avere la verità in tasca. Come pensi di convincere uno che già ha la sindrome da maschio alfa ad ascoltarti se ti poni sul piano del colonizzatore venuto a civilizzare i barbari?

  3. Ciao a tutti,
    vorrei rispondere brevemente a M. : conosco tanti uomini che tortunaro se stessi e gli altri/le altre con la loro catechesi su come si debba o non si debba essere… trovo che l’approccio di Ettore sia corretto: lui prova a parlare di questi temi e di come lo fanno sentire con un paio di uomini, forse trovera` quelli giusti che sapranno ascoltarlo, forse no. Per come interpreto io la sua lettera non si tratta di convertire nessuno.
    Ettore, ti faccio tantissimi auguri di trovare qualche amico, e gia` che ci siamo anche di buon anno : )

  4. anche se la mia situazione è molto meno difficile della tua, anchio sono come te ettore. essendo però arrivato alla soglia dei 50 anni, diciamo che mi sono messo in pace con me stesso e di aver messp ordine nella mia vita, per cui sto benissimo cosi, anche se per molto tempo non è stato facile

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