Cronache Dublinesi, Welfare

Cronache Dublinesi: 12 ore di attesa in ospedale per un antibiotico

Il sistema sanitario irlandese, della Repubblica di Irlanda, è privato. Si muove attraverso le assicurazioni e paghi ogni singolo momento di visita, ogni prescrizione, qualunque cosa. Pensate al sistema sanitario italiano. Pensate come basti andare dal medico per una prescrizione gratuita. Pensate che perfino nei pronto soccorso più periferici e meno dotati di personale non ti abbandonano comunque in sala d’attesa per 12 ore. Ora abbandonate questa immagine consolatoria e torniamo a Dublino.

Da qualche giorno tento di arginare il mal di gola, la febbre, la tosse. Tutte cose risolvibili se hai la possibilità di curarti con un antibiotico. Ho le placche alle tonsille. Ogni tentativo è perso. Mi serve una prescrizione medica. Mi serve un dottore che la faccia. Sono italiana e dunque posso accedere alla sanità dublinese senza dover pagare perché paga l’Italia per me. Vorrei spiegare cosa l’Italia pagherà quando arriverà la parcella per il servizio offertomi dall’ospedale Mater Misericordia (University Hospital) di Dublino. Prima di iniziare il mio racconto specifico che non avevo alternativa. Qui non esiste la guardia medica e il medico singolo si paga salato. Dunque.

Arrivo in ospedale e mi registro per il Triage. Mi dicono che ci vorrà qualche ora e io penso che al massimo ce ne vorranno due e va bene. In Italia sono abituata alle attese. Mai avrei pensato di dover attendere per 12 ore consecutive. Attendo. Dopo un paio d’ore mi chiamano per la prima valutazione e per avallare l’ipotesi secondo cui dovrei avere diritto alla visita medica. Dicono che ho ragione. Le tonsille sono andate. Mi serve subito il dottore. Subito era un’utopia. Mi hanno consegnato una scheda rosa per la registrazione. Agli uomini ne danno una azzurra. Stereotipi di partenza. Vabbè.

Nella sala d’attesa c’è gente che si contorce dal dolore. L’ospedale ha la security e pare proprio che ci siano più uomini della sicurezza che dottori. Gli omoni cacciano un ragazzo che non si capisce bene cosa abbia. A me non sembrava una minaccia. Sembrava che stesse male. Forse tossico o ubriaco. Chi lo sa. Un ragazzo è accasciato sui sedili e la sicurezza lo tira su con forza. Lo trascinano dentro un ambulatorio e ne esce bello spigliato. Non so cosa gli abbiano dato per indurgli la fine dello stato semi comatoso. Torna comunque in sala d’attesa ad aspettare. Una coppia di ragazzi aspetta da prima che arrivassi io, ovvero prima delle 18.00.

Li chiamano alle due di notte, poi li lasciano di nuovo in sala d’attesa per non so cosa. Escono con una prescrizione o non so dopo altre due ore. Nella sala il distributore di acqua gratuito è fuori servizio. Devi comprare tutto con monete alle macchinette. Nella sala di attesa ci sono mille divieti. Non puoi usare le prese (che vedi alle pareti) per ricaricare il telefonino. Non puoi distenderti sulle sedie per dormire. Non puoi fare foto né video ma ci sono telecamere ovunque. Manco fosse una banca di massima sicurezza. In compenso però puoi pagare, sempre con monete fino a 2 euro e 50, per ricaricare il telefono da una colonnina che rilascia energia solo a pagamento. Dicono che non si possa dormire sui sedili ma forse si può dormire per terra, penso. Di fatto dopo otto o dieci ore di attesa, a notte fonda, o ti droghi per restare sveglia o crolli almeno sul posto vicino a te.

Io e la mia #badante non sappiamo cosa fare. Se ridere, piangere, incazzarci, insultarli. Volevo solo una prescrizione per un antibiotico, in fondo. Dicono che ci sono pochi medici e che c’è da fare un gran lavoro. Di certo non colpevolizzo il personale. Lavorano tutti strenuamente e i loro turni superano le dieci ore, da quel che ho potuto vedere. Mi rimetto a leggere, ho quasi ultimato il libro. Faccio un giro per vedere un po’ di cartelli attaccati alle pareti. Tra divieti e pubblicità c’è un grande cartello più visibile degli altri. Ci sono le tariffe per i servizi offerti.

Fare quel che ho fatto io, aspettare dodici ore per una prescrizione medica, costa cento euro se non hai un tesserino che ti associa ad un servizio sanitario pubblico. Se non sei europeo ti costa 380 euro. Poi ci sono i posti letto, la degenza ospedaliera e vari interventi e tutto ha un prezzo. la gente povera come diamine fa? Non fa, forse. Ecco perché al triage ti fanno aspettare per ore.

Sono passate dodici ore. Sono le sei del mattino e a quel punto è una questione di principio. Non ce la farete a farmi esasperare. Io sono qui e aspetto. Finalmente mi chiama un giovane uomo e mi dice poi che è il medico che mi visiterà. Parliamo un po’ e lui conferma la mia diagnosi. Conoscerò bene il mio corpo dopo tanti anni, no? Mi dice di attendere fuori e in cinque minuti mi farà avere la prescrizione. Usciamo dall’ospedale all’alba, con un freddo boia che ci costringe a camminare veloci. Fossimo state in Italia ci saremmo concesse cappuccino e cornetto ma qui è tutto chiuso a quell’ora. A casa, dormo, mi risveglio, la mia amica va in farmacia a prendere l’antibiotico. Le consegnano compresse secondo il numero giusto che ha ordinato il medico nella sua prescrizione. Non un antibiotico di più né uno di meno. Non ti danno l’intera scatola. Guadagnano segando il numero di compresse. Costa circa 20 euro e mi chiedo cosa fare nel caso in cui non bastassero.

In quel caso penso che potrei volare in Italia e ripigliarmi la salute. Chissà. Quello che trovo impossibile è come un ospedale misericordioso, come viene definito anche sul sito web che descrive i servizi offerti nella struttura, manchi tanto di misericordia, empatia e umanità. Fare aspettare dodici ore per un antibiotico vi sembra una cosa misericordiosa? Con tutto il rispetto per il medico che è stato super professionale e alla fine mi ha fatto aspettare davvero 5 minuti. Va così.

La domanda è: fare aspettare una persona che ha bisogno di visita medica per un numero di 12 ore costituisce o no una violazione?

A presto

Eretica

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5 pensieri su “Cronache Dublinesi: 12 ore di attesa in ospedale per un antibiotico”

  1. Grazie, ricordiamocelo quando viene bistrattata la sanità italiana: i tagli che ci sono adesso ci porteranno a quella roba là.
    Solo un appunto: è giusto consegnare solo il numero esatto di compresse, in Italia non si fa ed è uno spreco.
    Sai mica se a Dublino c’è un analogo della guardia medica? Se sì, e se da italiana potevi averne accesso, forse sarebbe stato più rapido del pronto soccorso.

    1. no non c’è e andare da un medico singolo significa pagare una quota x che non è accessibile a tutt*. prima di andare al triage mi sono informata e se non hai il medico (che esiste, a pagamento, per chi vive e risiede qui) non c’è alternativa. no guardia medica.

  2. Mi lamento del sistema sanitario italiano, ma vedo che il sistema sanitario irlandese è molto peggio, e con questo NON voglio giustificare le lacune italiane. Spero che il parlamento europeo faccia una legge per imporre a tutti i governi d’Europa di istituire un sistema sanitario pubblico gratuito.

  3. Che amarezza…..mi viene in mente che anche in Italia per un mal di gola stai fresco …ed in pronto soccorso senza medico di famiglia saresti un codice bianco….e cmq rischi di farti le tue 6-7 ore..il discorso ricade sul fatto che i paesi nordici sono validi quando ne sei parte integrante, inserito a tutti i livelli, ma non c’è nessuna voglia di ‘accogliere’….ed integrare. ..
    Sono molto chiusi come succede anche in Italia tra nord e sud…d’altronde. …di certo la fama di paesi evoluti…..se la giocano…con questo approccio “no Global ”
    Roma Caput Mundi….. ( …un italo irlandese…)

  4. Sai cosa Eretica? Gli irlandesi sono bizzarri, come avrai notato. Ad esempio sono i primi a dirti che alcol e droghe sono un problema sociale estremamente grave e che necessita di una soluzione, ma di fatto non agiscono e continuano a permettere che l’alcolismo di stato sia una piaga sociale, poi però trattano malissimo chi entra in ospedale perché sta male a loro parere per via di una sbronza o di una dose…hanno la security e le telecamere dappertutto, sembra di stare davvero dentro un Grande Fratello perenne. Per mia fortuna non ho mai visto un ospedale, Rotunda a parte, e non ho mai avuto bisogno urgente di andarci; quando ho avuto la suina ha fatto tutto la mia dottoressa che mi ha detto di fare il digiuno, riposare in modo assoluto e bere tantissimo, zero antibiotici e veniva a visitarmi, ho rischiato il ricovero ma sono riuscita ad evitarlo, per cui non so ( e spero di non sapere mai) come funziona lì dentro, ma posso dire con certezza che nonostante alcuni problemi incontrati in Italia, continuo senza se e senza ma a preferire la sanità italiana a quella irlandese.

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