Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, R-Esistenze

Se chi paghiamo per la “nostra” sicurezza invece molesta le donne

Lei scrive:

Cara Eretica,
Ho 30 anni e ti scrivo per raccontarti di un abuso subìto, non molti giorni fa, da parte di persone che, in teoria, vengono pagate per rendere il nostro paese più sicuro. Sì…come no!
Andiamo con ordine.

Vivo a Roma ormai da diversi anni. Oggi sono una docente di ruolo e la mia scuola polo ha sede in provincia di Rieti. Ogni mattina percorro lo stesso tragitto in macchina per andare al lavoro. Due settimane fa vengo fermata ad un posto di blocco da due finanzieri abbastanza giovani. Un semplice controllo, penso, ed invece no! Per prima cosa chiedo se devo fornire patente e libretto e mi viene risposto: “beh, se vuole darci anche altro…” Calmati, mi dico. Ragiona, mi ripeto.

Avrai capito male tu. Prendono la mia patente, leggono i dati anagrafici e cominciano a fare domande personali: “cosa fa lei nella vita? È sposata? Dove vive?” Io, dopo un paio di risposte, comincio a reagire: “mi scusi, ma queste domande sono necessarie? E le risposte obbligatorie?” Allora loro ridacchiano tra loro e mi dicono che c’è qualche “problema da risolvere”, ma che devo stare tranquilla e che, qualora fossi scesa dalla macchina, avrei sicuramente accelerato la risoluzione degli stessi.

“Se il resto è come quello che vediamo da qui, risolveremo sicuramente tutti i problemi in un attimo!”, aggiungono. Puoi immaginare il mix di paura e rabbia dentro me. Prendo un bel respiro e, bluffando, dico: “dallo specchietto riesco a vedere la targa della vostra auto di servizio. L’ho già memorizzata. Se dite un’altra parola e non mi lasciate andare, giuro che vi denuncio!” Tra un insulto ed un altro (puttanella, stronza, illusa) sono riuscita ad andar via.

Mi è andata bene… ma ti assicuro che è stata un’esperienza molto spiacevole. Mi sono sentita violata, messa al muro. Dopo qualche km di corsa in auto ho accostato al ciglio della strada perché le gambe tremavano così tanto da non riuscire a controllarle. Ho pianto. L’intero pomeriggio. E, credimi, sono una persona molto tosta, in genere.

Mi chiedo quando finiranno questi abusi di potere.
Mi chiedo cosa fosse accaduto se, al mio posto, ci fosse stata una delle mie studentesse maggiorenni e neopatentate.
Mi chiedo fino a che quando una donna potrà e dovrà continuare a subìre simili molestie…

Grazie per l’ascolto.

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2 pensieri su “Se chi paghiamo per la “nostra” sicurezza invece molesta le donne”

  1. Bruttissima storia, davvero unoschifo, credevo fosse roba dei secoli scorsi invece … Gravissimo in ogni caso. Non so cosa avrei fatto al posto tuo. Denunciare senza testimoni è la mia parola contro la tua (che pesa mooooooooooolto di più e lo sappiamo). Reagire? Idem. Uno schifo, davvero. Spero solo che tante persone leggano e tra queste ci sia qualcuno che (chissà) potrebbe fare qualcosa (non so cosa ma tipo sorveglianza?…), ovvio gli ci vuole potere. Posso solo augurarmi che pian piano in mdo corrosivo persone pulite entrino nelle stanze del potere e insieme prendano provvedimenti.

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