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#Thelma, il film in cui si parla di terapie per “guarire” il lesbismo

Thelma è un film straordinario, in norvegese lo trovate sottotitolato in inglese o in italiano.

::Avviso Spoiler::

E’ la storia di una ragazza che ha uno speciale dono e che viene considerata male anche dai propri genitori perché da piccola aveva reagito male alle disattenzioni che derivavano dalle attenzioni al fratellino piccolo. Il suo dono può essere un’arma di difesa o il modo in cui regala consapevolezza agli altri, Ci sono più azioni simboliche nel film in cui, come spesso accade nei film nordici, l’aria è un po’ cupa e risplende solo in un momento di ritrovata serenità.

Primo step: la nonna è relegata in un manicomio perché aveva crisi epilettiche dovute alla sessualità repressa. Sedata e martoriata fino alla sua quasi morte. La famiglia si rifugia in un cattolicesimo fanatico che tende al controllo di quella figlia amata/odiata ma per lo più sottoposta ad un controllo spasmodico.

La ragazza non sa dominare il suo potere e le conseguenze dei suoi sentimenti e soffre perché si innamora di una collega di università che le fa provare sensazioni grazie alle quali il suo potere è incontrollabile. Mira per prima cosa a proteggersi dal suo amore e lo scaccia via affidandosi alle mani del padre che usa sedativi per farla stare sempre sotto il suo controllo.

Madre e padre progettano di ucciderla e suicidarsi. Ma i piani vanno diversamente. La madre, rimasta paraplegica dopo essersi gettata da un ponte dopo aver scoperto della scomparsa del figlio, spinge il padre segnare la fine di Thelma. La ragazza usa i suoi poteri per difendersi, si sente libera di vivere finalmente i suoi sentimenti e prima di andare libera la madre dalla costrizione nella sedia a rotelle.

I simbolismi sono numerosi: la mamma bloccata che tratta la figlia con gentilezza cristiana ma che in fondo la odia, così la sottopone a ricatto psicologico solo perché non risponde al telefono o perché non ricorda, in fondo, che lei si stava suicidando per colpa sua, di una bambina che allora aveva cinque o sei anni e che non poteva sapere che desiderare in sogno qualcosa lo facesse diventare realtà. Quella madre viene liberata dall’assillo quando la figlia le dice addio.

La figlia che ricaccia indietro con estreme conseguenze il suo desiderio per la sua amata. Le crisi epilettiche senza origine medica che vengono trattate ancora, in certi contesti, come si trattava l’isteria, malattia inventata che si curava con la masturbazione fino all’orgasmo delle pazienti. Isterica, forse pazza, comunque da sedare perché, come spiega il padre “non è vero che sei innamorata di lei… ti ha obbligata a pensarlo”. Dunque una ragazza il cui desiderio andava corretto al punto da pensare di ucciderla per salvarla da se stessa e salvare altre persone.

Quel che lei capisce è che deve accettare il suo desiderio e il suo amore per l’altra e che la famiglia, finalmente, non c’entra niente. Con i meccanismi disfunzionali, con i sensi di colpa e i veleni addolciti da un linguaggio cristianamente ambiguo. Vi consiglio di vederlo. penso che vi piacerà. Fatemi sapere.

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