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Il mio compagno chatta con altre donne e io sono felice così

Lei scrive:

Cara Eretica,

mi sono sempre chiesta perché tanto livore da parte delle donne quando si parla di “tradimento”. Il fatto è che più spesso non se la prendono con lui ma con l’altra. E’ lei la zoccola tentatrice. Lui solo un povero scemo che si è fatto manipolare. E in questo quelle donne ricalcano la cultura patriarcale. La donna diavolo tentatore, Eva e il suo peccato originale, l’uomo è sempre puro perché il peccato nasce con lei e coinvolge lui suo malgrado.

Questa premessa per meglio spiegare quello che penso. Sono una persona che legge e che ama. Amo il mio compagno da anni ma negli ultimi tempi non facciamo più sesso. Capita, mi dicono, che il desiderio si ammosci e che restio qualcosa di solido che mai scambierei per una avventura qualunque. Mi sono sentita appassionatamente amata per molto tempo e mi sento amata anche ora perché l’amore non corrisponde per forza con il piacere sessuale.

Io e lui ci doniamo tenerezza, solidità e quel misto di complicità e attenzione che prescinde dal sesso. Allora un giorno abbiamo affrontato la questione. Gli ho detto che io non ho l’esigenza di fare sesso con un altro. Non mi piace nessuno, in realtà, e se anche mi attizzerebbe ci penserei due volte a farlo. Le prime volte sono così insoddisfacenti e non possono essere, almeno per me, la premessa per una relazione che non coinvolga la mia parte emotiva. E’ bello il sesso per il sesso ma non mi interessa, non in questa fase della mia vita. Ho bisogno di altro e quando mi serve uso la mia mano e mi regalo piaceri che completano il resto. Non mi accontento, se è quello che state pensando. E’ la mia scelta e a me sta bene così.

Lui ha un immaginario ricco e intenso e vorrebbe provare sensazioni forti, contatto di pelle, qualcosa di più che lo stare notte dopo notte accanto a me, abbracciati, ad accarezzarci, parlando sottovoce, regalandoci baci meravigliosi. Mi ha fatto un ragionamento chiaro: vorrebbe fare sesso con qualcuna ma non sopporterebbe che io facessi lo stesso e allora mi ha chiesto il permesso di poter usare youporn o siti simili per eccitarsi e venire. Me lo ha chiesto ben sapendo che non giudico e non lo vedrei mai come persona nei confronti della quale non avere rispetto.

Mi spiace per quelle che sminuiscono il proprio compagno perché guardano un porno. E’ la cultura sessista che ci ja abituato a pensare che un uomo che guarda un porno deve essere per forza un patetico e frustrato individuo. Il mio compagno non è patetico, non fa nulla di male, non gli assegno lo stereotipo del povero depravato. Non vedo gli uomini che chattano con altre donne per fare sexting come dei poveri idioti. Non è così. Ciascun@ ha il diritto di realizzare quel che fa parte del proprio immaginario.

Devo dire però che se sapessi che lui ha incontrato una delle donne con le quali è in contatto, se quel sesso diventa un fatto di pelle, io sarei amareggiata. Mi parrebbe di perdere la complicità che c’è tra noi, quella nota esclusiva che è fondamento del nostro rapporto. Quindi penso che anch’io dopotutto sono schiava di quella cultura sessista. Non dovrei pensare a lui come ad una proprietà. Dovrei stare bene con me stessa ma così abbiamo trovato il nostro equilibrio. E’ tutto consensuale. Dunque perché mai dovrei sentirmi, come mi ha detto una amica, una non-donna, una povera vittima?

Possibile che tutto quel che si pensa è che le donne non sappiano decidere nulla per proprio conto e che subiscano le scelte del compagno? Sarebbe la stessa cosa se la mia compagna fosse una donna. Questo è il mio ed il suo patto che non corrisponde al patto sociale che altri vorrebbero noi siglassimo. Siamo così, io sono così, una donna con dei limiti e non rinuncio al mio rapporto con il mio compagno perché non facciamo sesso. E’ un’idiozia, a mio avviso, buttare via tutto quanto senza sapere che il sesso costituisce una parte del rapporto che poi però fonda le radici su solidità differenti. Chi pensa che a 50 o 60 anni troverà la passione dei venti anni secondo me non è in contatto con la propria realtà. Si può sperare sempre che la grande passione arrivi e che sconvolga la tua vita. Si può pensare che ti piace sentirti desiderata ma non c’è più sensualità nelle carezze e nei gesti teneri di una persona che ti ama profondamente?

Tutto ciò per dire che non mi sento tradita, non mi sento ferita e non seguo le istruzioni della perfetta moglie che finge di non sapere razionalmente quello che succede. I sentimenti sono una cosa molto complessa e le relazioni semplificate e prive di contraddizioni non mi sembrano poi così affidabili. Perciò credo che bisognerebbe dire che tante persone vivono quello che vivo io. Tante persone in fondo pensano quel che penso io ma non lo dicono o se lo dicono vengono linciate perché mettono in discussione il fondamento cattolico dell’unione eteronormata. Non siamo sposati, non ho firmato nessun patto di fedeltà. Non lo ha fatto neppure lui ma anche se l’avessimo fatto ci comporteremmo allo stesso modo. L’amore, a volte, è anche questo, ed è una carezza lieve che ti accompagna per tutta la giornata, per settimane e mesi e anni. Io sento quella carezza sulla mia pelle. Nessuno me la toglierà. Nessuno mi farà rinunciare a quello che ho costruito con fatica. Grazie per l’ascolto.

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2 pensieri su “Il mio compagno chatta con altre donne e io sono felice così”

  1. E’ da persone mature relazionarsi “a carte scoperte” e voi lo fate. La “sfasatura del desiderio” è una questione complessa, alcune donne sono pienamente appagate dalla presenza e dalla tenerezza di un uomo che è complice, amico, sostegno. Il desiderio degli uomini raramente si spegne ed i maschi vivono l’intimità dei corpi come la modalità privilegiata per condividere l’intimità dell’anima. I tempi del desiderio difficilemente coincidono e quindi ogni coppia trova il suo equilibrio, con modalità a volte sane e condivise, più spesso poco sane ed ancor meno condivise.

  2. Tutto molto sensato, secondo me, anche se personalmente non condivido questo passaggio:

    “Devo dire però che se sapessi che lui ha incontrato una delle donne con le quali è in contatto, se quel sesso diventa un fatto di pelle, io sarei amareggiata. Mi parrebbe di perdere la complicità che c’è tra noi, quella nota esclusiva che è fondamento del nostro rapporto. Quindi penso che anch’io dopotutto sono schiava di quella cultura sessista”.

    Ma perché? Perché ritenersi sessisti solo perché non si vorrebbe l’altra persona a letto con altri?

    Trovo sia giustissimo rispettare chi non pratica la monogamia comunemente intesa… ma allo stesso tempo, trovo disonesto dire ai monogami “eh, ma se la vedete così, significa che sotto sotto siete ancora prigionieri della cultura del possesso, del sessismo”.

    A ciascuno il suo.

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