Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie, Violenza

Giustificavo i sessisti. Ora sono femminista!

Lei scrive:

Non ho mai pensato di occuparmi di femminismo. Chi l’avrebbe detto, proprio io poi che un tempo fui talmente cattiva con le mie simili da sorprendere e far inorridire me stessa. Cosa non si farebbe per piacere al branco. Lei dice che lui l’ha guardata con fare molesto? E io: ma chi oserebbe guardarti? Guarda che faccia e che culo. Ti piacerebbe, eh?

Una ragazza, bellina, un po’ smorfiosa, di quelle che ti fanno salire la bile solo a guardarle, dice che il suo ex l’ha violentata? Ma dai, cosa si inventa questa stronza pur di attirare l’attenzione. Ma si. Sarà successo che lui l’ha lasciata e lei si è vendicata. E la comitiva, mista in realtà, fatta di uomini e donne, a ridere a più non posso. Lo stupro, capite?, fa ridere. Un argomento perfetto per farsi una sana risata.

Una tizia per strada risponde male ad uno che le aveva fatto un complimento? Ma fai sul serio o per finta? Non puoi non gradire un complimento fatto da un perfetto sconosciuto. E se lei si mostra antipatica e scostante serve anche che io dica che lei è una gran maleducata. Dovrebbe ringraziare, dovrebbe.

Pensavo cose orribili sulle altre donne. Recitavo l’intero copione della cultura dello stupro. La molestia non esiste, lei se l’è cercata, mente, dovrebbe gradire, chi stupra la sceglie bona, le brutte vorrebbero essere stuprate. Insulti all’intelligenza e non fui in grado di capirlo fino a che non capitò a me.

Complimenti sgraditi, molestie, palpatine, stupro. Il mio curriculum si è arricchito di vari episodi di violenza e ho incontrato sulla mia strada altre donne che mi hanno detto le stesse cose che dicevo io. Mi sono resa conto di quanto fossi meschina, stronza, poco solidale. Raccogli quel che semini, mi sono detta, e ancora non sapevo quanto e cosa avrei raccolto. Le amiche del mio stupratore mi hanno diffamata sul web, messa alla gogna su facebook e più io tentavo di nascondermi più violavano la mia privacy.

Sono stata messa in ridicolo, isolata, senza più amici – begli amici – e senza un posto in cui andare in cui non li avrei incontrati. Erano ovunque. La verità è che alla fine ho cercato la solidarietà delle donne che avevo deriso e quelle mi guardavano come se me lo fossi meritato. Potevo capirle. Poi ho cominciato a leggere la pagina di abbatto i muri e mi sono resa conto di quanto fossi stata meschina. Ho raccontato la mia storia e ho trovato solidarietà, ho trovato persone che mi hanno pregata di contattarle privatamente ed Eretica è stata straordinaria, ma che ve lo dico a fare. Lei non mi ha né aggredita e neppure esclusa. Mi ha capita e io ho capito quel che avevo fatto sol0 grazie a lei.

Mi sono sentita accolta e ho capito quanto possa fare bene all’anima e quanto bene io avessi negato a quelle che si erano confidate prima con me. Allora vi devo e mi devo una spiegazione. Voglio raccontare della mia trasformazione. Sono diventata femminista perché nel femminismo ho trovato un rifugio, un luogo di lotta, uno spazio per esprimermi liberamente, anche sbagliando, senza perciò dover sopportare battutine sarcastiche. Non che non me le meritassi ma alla fine è come se mi considerassero parte di un piano che non mi comprendeva davvero. Mi usavano. Io sono stata usata inconsapevolmente. Sono stata cattiva e l’ho scelto ma non ero consapevole di esserlo in favore di qualcuno.

Non è una giustificazione ma ora sono certa che le lezioni antisessiste non dovrebbero essere rivolte solo agli uomini. Noi possiamo essere perfide, complici, possiamo essere peggiori rispetto agli stessi uomini violenti. La nostra violenza rafforza l’altra. Partecipiamo alle dinamiche di branco. Giustifichiamo i violenti. Facciamo del male, molto male. Le lezioni antisessiste dovrebbero partire da noi, da quelle che dovrebbero mostrarsi solidali. Ecco perché bisogna insistere e ringrazio chi ha accolto me. Chiedo scusa per le volte in cui io non ho accolto chi ne aveva bisogno.

Veronica

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