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Facebook chiude la pagina di Abbatto i Muri nel giorno internazionale contro la violenza di genere

Salve, qui Eretica. Mentre io e molte altre attiviste femministe siamo in giro per l’Italia a lottare contro la violenza di genere (oggi è il 25 novembre) qualcuno si diverte a segnalare i post sulla pagina di Abbatto i Muri (al momento irragiungibile https://www.facebook.com/AbbattoMuri/) che vengono rimossi per contenuti “pornografici”. Dapprima hanno cancellato un post in cui una ragazza parlava di recupero della coscienza di sé e di un  migliore rapporto con il proprio corpo e c’era la parola “masturbazione”. Con quel post hanno bloccato anche il mio account facebook. Ora scopro che hanno segnalato anche un altro post che parla di una ragazza che spiega, in termini femministi, perché il bsdm non corrisponde ad un trauma ma è per lei una scelta sessuale. Il fatto che nel titolo ci fosse la parola “sesso” per facebook basta a far censurare anche questo post e addirittura ad oscurare una pagina che conta (contava?) 170.000 persone.

Dunque facciamo una sintesi? Nel giorno della lotta internazionale contro la violenza di genere facebook censura una pagina che lotta proprio contro quella stessa violenza. Complimenti vivissimi.

E nel frattempo sulle pagine maschiliste e misogine si festeggia. Non solo. Pagine fake contano sull’assenza della pagina originale per richiamare persone solo perchè copiano l’immagine o il nome, pur non essendo affatto gente femminista, anzi.

Se mi cercate ci sono due punti di riferimento. La pagina Eretica

https://www.facebook.com/EreticaAbbattoiMuri/

e la nostra pagina di riserva messa su proprio perchè già una volta erano riuscit* a farci chiudere la pagina

https://www.facebook.com/abbattoimuri/?fref=ts

Altre pagine con nomi simili sono fake. Non sono io e non siamo noi come gruppo.

Abbiamo attivato anche un profilo instagram dove troverete le vostre storie e le vostre immagini: https://www.instagram.com/abbattoimurieretica/

Molto amareggiata saluto, avendo una gran voglia di mandare a fare un giro facebook, i maschilisti, le donne che non sono da meno e festeggiano pure quelle, e tanta brutta gente che odia chi ha opinioni diverse dalle loro.

12 pensieri su “Facebook chiude la pagina di Abbatto i Muri nel giorno internazionale contro la violenza di genere”

  1. Cara Eretica, questo cosa significa? Che non farai più post su questo sito? Non dovrai mica chiudere il sito vero? Mi dispiace perché io sono un uomo che trova il tuo sito molto interessante e presumo che ci siano anche parecchi uomini che seguono questo blog. Cosa vuoi mai, viviamo ancora in una società bigotta, dove c’è ancora gente che si scandalizza se qualcuno parla di masturbazione o di bdsm.

    1. Nonostante i miei convincimenti personali siano quanto di più distanti dai vostri posso confortarvi del fatto che su non ho mai sentito di un sito su WordPress.com censurato.
      La libertà di parola non deve essere messa in discussione.

        1. Solo un consiglio. WordPress non ti “chiude dentro”, ma ti permette di esportare facilmente tutti i tuoi contenuti altrove, dato che è opensource.
          Giusto per scrupolo io una copia di sicurezza mensile la farei…

  2. Come sempre FB difende i deviati mentali e blocca senza appello chi si adopera per una società più civile e onesta. Sic! Solidarietà da chi si è trovato più volte bloccato fino al blocco definitivo con la motivazione di “profilo fake” e da allora ha mandato a qual paese FB.

  3. Al netto dell’amarezza – assolutamente comprensibile – credo che il fatto dovrebbe spingere a riflettere maggiormente non tanto sulla pochezza di chi fa segnalazioni per censurare pagine che esprimono pensieri antitetici ai propri, ma piuttosto sulla natura delle piattaforme che si utilizzano e più in generale sul web tutto.
    Due decenni abbondanti di informatizzazione di massa, hanno inculcato nel pensiero comune l’idea che la rete – e le piattaforme che vi proliferano – sia la nuova frontiera del libero pensiero, la realizzazione di un supposto principio di eguali possibilità d’espressione per tutti, ecc.
    Va da se – ma non si tratta di una percezione diffusa – che non è così, che la discriminante risiede nei rapporti di proprietà e relativa generazione di profitti da parte di chi tiene saldamente in mano le redini della rete.
    Questo caso ne è l’ennesima conferma.

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