Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, La posta di Eretica, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze, Storie

Se una madre/moglie vuole istruirsi e non vuole fare sesso non è un mostro

Un uomo soffre di solitudine e tutti quanti, anzi, moltissime donne, sono pronte a chiamare lei, la moglie, “mostro”. Non si tratta di una forma di giustificazione. Il mio è un tentativo di analisi del linguaggio che accompagna ogni possibile pretesa di autonomia da parte della donna quando lei si sottrae al ruolo di cura e alle pretese sessuali del partner. La storia che lui ha raccontato è plausibile, verosimile, ma chi legge dovrebbe quantomeno porsi il problema di analizzare la complessità che c’è dietro. Lui è solo ma non si separa perché perderebbe la casa? E chi lo dice? Se lei non ha tempo e voglia di stare con la figlia l’affidamento va a lui e dunque anche la casa.

Se il problema è che lei è riemersa dal contesto familiare per dedicarsi alla sua realizzazione personale, lo studio, la ricerca, un giorno, di un lavoro, non mi sembra corretto che la insultino senza sapere nulla di lei. E se la figlia l’ha avuta quando era troppo giovane? Se ha ripreso gli studi vuol dire che li aveva interrotti. Perché? Ora la bambina ha nove anni. Possibile che lei abbia deciso di riprendersi un pezzo della sua vita contando sul fatto che la bambina non ha bisogno di nulla che non possa fare il marito? E non ci sono altri membri della famiglia che possono aiutare?

E se lei aveva interrotto gli studi è perché ha voluto un bambino o è rimasta incinta? Vorrei anche sapere quanta differenza di età c’è tra i due. Se la situazione è così tragica come mai non gliene parla? Perché non chiede la separazione? Possibile che lei stia dedicando tempo allo studio e a se stessa perché è il tempo quello che aveva sacrificato nei primi anni della vita della figlia? Le responsabilità si condividono ma a volte nelle coppie si applica un patto di mutuo soccorso per cui si dà un po’ di tempo ad uno e poi all’altra. Qual è il problema? Che lei non abbia voluto/potuto fare la madre come ci si aspettava da lei? Che chiedesse aiuto e che quell’aiuto glielo abbia dato il marito? Ma la figlia è di entrambi o sbaglio?

Conosco molte coppie che vivono in questo modo e non ho mai letto né sentito da parte loro un simile piagnisteo. Se una persona dedica alla sua formazione del tempo l’altro la supporta perché lei lo ha fatto in precedenza o lo farà di seguito. Il progetto di vita è comune e immagino che quando una persona decida di riprendere l’università lo faccia in accordo con il compagno o la compagna. Conosco una donna che ha sposato un uomo più giovane e lui ha continuato a studiare mentre lei lo manteneva. Non aveva settanta anni ma 30 e aveva già un lavoro. Sono stati tempi difficili ma oggi stanno bene e lui ha un lavoro che lo soddisfa. Cosa dovrebbe fare una persona che aspira a qualcos’altro quando si sente risucchiare in quel vortice spaventoso che è la responsabilità alla cura familiare?

E’ una persona infantile? Ma quanti anni ha? E lo richiedo perché è una cosa fondamentale. Cosa ha sacrificato al sogno che credo non possa essere stato solo suo. I figli si fanno in due e se lei non lavorava lui doveva già sapere che il peso economico sarebbe ricaduto su di sé. Poi la cosa che mi lascia basita è la descrizione di una mancata sessualità messa a confronto con il fatto che lui faccia da bancomat. Dunque se lui paga lei gliela deve dare? E non sto dicendo che il sesso non sia qualcosa di essenziale in una coppia, ma a volte diventa difficile, si diventa complici, amici, fratelli, e se lui vuole altro lo dice senza sensi di colpa ma di certo non può far sentire in colpa lei in una questione così intima e personale. Il sesso si fa con il consenso di entrambi e se non c’è consenso, inutile continuare, lo sapete, no? Qualche giorno fa, sulla stessa pagina, una ragazza diceva che il suo boyfriend non voleva fare sesso e tutti/e a dirle che avrebbe dovuto indicargli il gruppo facebook di chi si definisce asessuale. Non è possibile che sia lo stesso per la moglie di questo signore?

Il mio ragionamento prescinde dal racconto di quest’uomo e non ho problemi a dire che se fosse stata una donna a raccontare la stessa cosa avrei ipotizzato le stesse cose. Il vittimismo non paga mai e se si è arrivati addirittura a pensare a spararsi un colpo in testa immagino che sia necessario chiedere aiuto. Se non è depressione è comunque un sintomo di una grave situazione personale che non può passare inosservata. E come si fa a badare ad una bimba con questi pensieri in testa? Se fosse stata una donna lasciata da sola a badare alla figlia, con sintomi depressivi, avremmo temuto un possibile infanticidio. In quel che dice lui io vedo un problema e gli chiederei, prima che lui immagini di fare sciocchezze, di rivolgersi a qualcuno. Anzi penso che chi gli sta vicino dovrebbe dargli una mano togliendogli il peso dei doveri familiari. Per un po’ o per sempre. Se non c’è nessuno che lo aiuti allora dovrebbe sapere che può rivolgersi a qualcuno e anzi dovrebbe farlo per il bene di sua figlia.

Strano che nei commenti tutta la colpa sia data a lei. Gente che le augura di tutto, perché si è ripresa un pezzo di vita. Non voler fare sesso non è un reato e parlare di quello che si fa durante il giorno non lo è altrettanto. Il punto è capire cosa vorrebbe lui. Cosa vorresti tu? Se non ti andava l’idea che lei riprendesse l’università perché non glielo hai detto? Forse sarebbe stato quello il momento in cui separarvi sarebbe stato un bene. Quando ti ha detto che non avrebbe più potuto avere tempo per la bambina tu cosa gli hai detto? Hai subito tutto e continui a subire in nome di cosa? Come si arriva a pensare di spararsi? Come si arriva a questa maledetta solitudine?

Comprendo ma non mi piace la maniera in cui il racconto viene commentato. Quasi che misoginia incombesse e non aspettasse altro che di poter esibirsi. Se il racconto fosse stato quello di una donna si sarebbe detto cosa? In fondo è sempre l’uomo che sulle spalle della moglie, che bada ai figli e alla casa, si rifà carriera, indipendenza economica eccetera. Se lei avesse detto di non voler badare alla figlia e di voler fare in modo che fosse lui a prendersene cura l’avrebbero chiamata in mille modi orrendi. Se lei avesse detto che è sola a badare alla figlia i commenti sarebbero stati (e ne ho letti così) tipo “la responsabilità è tua, non ti ha chiesto di nascere, il senso di abbandono la traumatizzerà, non puoi permettertelo, eccetera”. Invece è lui adesso che svela il carico familiare e tutti a dare addosso a lei perché l’uomo deve fare l’uomo e la donna deve fare la donna. Quei commenti sono frutto della stessa mentalità maschilista che pensano di contrastare.

Bene che si discuta di tutto questo ma io credo, seriamente, che mi dissocerò dalla maggior parte dei commenti che ho letto. La solidarietà in una coppia dovrebbe puntare alla felicità di entrambi, a turno, contemporaneamente, ma se c’è una disparità in termini economici forse possiamo continuare a parlare, da femministe, di reddito di esistenza, di reddito garantito, per quelle che vogliono continuare a studiare pur essendo madri. Non dovremmo lasciarci intrappolare nella logica di lei/lui che ci fa indignare ma ci allontana dal discorso politico. Se lei non è autosufficiente cosa possiamo dire? Qual è la soluzione politica che sgrava lei e lui dalla dipendenza economica? In quale piazza possiamo chiamarli, insieme, a manifestare per un reddito garantito?

Buona fortuna a lui, a lei e alla bambina. Con una critica dal punto di vista di genere che mi sembrava opportuna.

Dimenticavo: sono Silvana e ti ringrazio Eretica per quello che fai.

>>>^^^<<<

Abbatto I Muri vive di lavoro volontario e tutto quello che vedete qui è gratis. Aggiornare e gestire questo spazio è un lavoro che costa tempo e fatica. Se mai vi passasse per la mente di esprimere la vostra gratitudine basta un obolo per un caffè (alla nocciola). :*

Donate Now Button
Grazie davvero a chi vorrà contribuire alla causa!

1 pensiero su “Se una madre/moglie vuole istruirsi e non vuole fare sesso non è un mostro”

  1. Io non ho figli proprio per questo, proprio perché temo di dover sacrificare loro tutto. Se fossi un uomo avrei una squadra di calcetto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.