Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, R-Esistenze, Storie

Crescere mentre subisci abusi

Lei scrive:

cara eretica e car * tutt*
Sono una ragazza verso i 30 anni e sto attraversando un periodo molto diffcile ma so che ne uscirò più forte di prima. Vado con calma perchè ho in mente un’accozzaglia di fatti violenti che mi sono accaduti e che mi stanno accadendo tutt’ora.

Dai 12/13 anni ho avuto la presa di coscenza di avere un padre alcolizzato e distruggitore che della violenza psicologica e fisica faceva le sue bandiere soprattutto verso me e mia madre. Quando io avevo circa 16 anni è stato sbattuto fuori casa (lividi su di me troppo evidenti) da mia madre e ha vissuto una vita al limite. Io sono stata sempre coinvolta nei suoi deliri e ho cercato persino di aiutarlo cercando quel barlume di intelligenza e creatività che forse gli rimane. Ho sempre creduto di farmi valere e di rispondergli a tono anche con forza fisica. Durante l’adolescenza non ho mai avuto ragazzi e sono cresciuta in mezzo a persone coetanee che odiavo e che mi prendevano in giro, sono finita in giri di merda ed ero insoddisfatta.

Durante un’estate e una vacanza a zonzo con un’amica all’età di 17 anni ho subito uno stupro. Ho aspettato i 18 per farmi test malattie veneree e aids. Questo uomo più grande di me una sera, approfittando del mio stato di ubriachezza, mi ha portato a casa sua mi ha offerto qualcos’altro da bere e dopo poco mi ha afferrato i polsi stretti e mi ha violentato, io chiamavo urlavo e piangevo, poi non mi ricordo. Mi sono svegliata, perdevo sangue , non sapevo dove ero , mi ha chiamato puttana e mi ha lanciato 5 euro siccome non avevo un soldo per tornare dalla mia amica.

Era la mia prima volta della quale ho poi inventato una versione diversissima da raccontare a chi mi avrebbe chiesto. Mi sono sentita umilitata e piangevo. Alla mia amica non ho raccontato nulla e ho buttato via le mutande insanguinate, ho provato a riposare. La sera stessa ero in cerca dello stupratore ma non ho trovato mezza traccia di lui e nessuno lo conosceva. Ho rimosso subito dove fosse casa sua siccome eravamo in una città che non conoscevo per niente. Dieci anni dopo l’ho raccontato a delle mie amiche, quest’anno a una psicologa. Non mi sono più fidata degli uomini, i miei innamoramenti erano platonici.

Dopo anni ho provato a fare sesso con persone a caso che sapevo che non avrei mai più rivisto, senza neanche divertirmi più dui tanto. Cinque anni fa ho conosciuto un uomo, problematico con storie pesanti alle spalle e in corso. All’inizio tutto bene , felicità, laurea mia, trasferimento, convivenza. Lato sesso ottimo, grande godimento, fantasia, amore, sblocco mio. Dopo, non so quando esttamente, piccole umiliazioni quotidiane, lavoro mio sempre più pesante, non più divisione di spese e affitto tutte su di me come se fosse normale. Non sono riscitua a mettere via niente per quello che volevo essere e che vorrei fare nella vita. Persona a cui piace bere, anche a me piace bere e non solo.

Un paio di mesi fa, al termine di una serata a casa lui provoca io rispondo in modo giustamente aggressivo lui mi tira uno schiaffo e poi tanti “schiaffetti correttivi” , insulta me e la mia famiglia. Un mese fa, in mezzo alla strada tornando sempre da una serata lui cade , si innervosisce troppo mi spintona a terra così dal nulla e mi lascia di faccia a terra, torno a casa che ero una furia e mi tira uno schiaffone in faccia. Lui frequenta assiduamente uno spazio antifascista e antissesta io da quel momento ho provato sempre più disagio a stare in mezzo alle persone, ovunque.

Ho lasciato il lavoro nonostante siamo in una situazione economica gravosa, sono tornata da mia madre e da mio fratello che è parecchio sessista e non fa nulla, disagio anche qui. La cosa allucinante è che continuo a sentire lui, mi manca , dice che si è reso conto di tanti sbagli commessi, sono tornata per un po di giorni da lui, in mezzo alla gente divento di ghiaccio, non ho ancora capito se lo voglio lasciare definitivamente o no, lo penso sempre, una parte di me lo ama, mi sento davvero una stupida a ragionare così, ho bisogno di amore verso me stessa forse. Non riesco a stare nemmeno con le mia amiche, scoppio a piangere dal nulla. Tutt* mi hanno sempre visto come donna forte e indipendente e determinata; sto scoprendo di avere dei lati debolissimi e cedo facilmente ai ricatti affettivi. Non voglio dare spiegazioni a nessun*.

Prima di conoscere lui frequentavo assemblee e iniziative femministe, in questi anni ci ho provato ma mi sono sentita a disagio per la mia poca coerenza. Scrivo solo per mettere nero su bianco e per condividere la mia storia ancora in corso così da trovare la forza di comunicare innanzitutto con me stessa e reagire. Ho tralasciato di raccontare alcuni incontri sgradevoli e alcune molestie ricevute sempre da uomini in questi anni che di certo hanno fatto da contorno sgradevole a tutto ciò. Lo so che è lunghissimo ma se condividerai questa storia vorrei restare anonima. Grazie del tempo che dedichi a tutt* noi e per i messaggi che mandi, secondo me molta gente si è svegliata anche grazie al tuo impegno.Ciao

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