Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Solidarietà alla donna che non ha voluto tenere la figlia di uno stupro

Che pena la trasmissione Chi L’ha Visto. Non è diversa da C’è posta per lei, ma almeno a c’è posta per lei è roba finta, più o meno. Chi l’ha visto invece pare più credibile e si permette di scavare nel passato di una donna che non ha abortito dopo essere stata stuprata e ha lasciato che la bambina venisse adottata da una famiglia che avrebbe potuto amarla. A lei non era possibile farlo e mi pare che abbia compiuto un grandissimo sforzo nel non abortire. Molte lo avrebbero fatto. Tante donne stuprate esigono di poter interrompere la gravidanza perché nella bambina o nel bambino che nascerà vedrebbero lo stupratore e sostenere questo peso psicologico non è possibile e non deve essere imposto. Questo è comprensibile e lo capisce chiunque, a quanto pare, salvo Chi l’ha visto che ha mostrato totale mancanza di sensibilità nei confronti di questa donna.

Una lettera lacrimevole, la ragazza che cerca la madre biologica, e il risultato è stato un inutile infierire sulla vita della donna che giustamente si è rifiutata di vedere la ragazza e ha dovuto perfino giustificarsi per questo. Ma ci voleva tanto a comprendere che questa “ricerca”, questo mettere la donna con le spalle al muro, obbligata a rispondere, non si può definire servizio pubblico? Ci voleva tanto a capire che non si possono fare queste cose? Che si tratta di una scelta che oserei definire molto cattiva? Mi spiace per la ragazza ma davvero ora si sente meglio? Dopo aver saputo? Cara ragazza, mi spiace, ma non approvo. Non si fa così. Le persone che non vogliono essere trovate si lasciano in pace. Si lasciano ad elaborare il dolore. Non si riaccende nella memoria il ricordo di una violenza o comunque di una scelta tanto dolorosa. Anche se non fosse stata violentata, giacché c’è tanta di quella gente che si dice contraria all’aborto, avrebbe avuto il diritto all’anonimato che non dovrebbe essere scalfito.

Infine la retorica contro questa donna, la madre che non vuole fare la madre, gli insulti che ha ricevuto, le critiche. E’ stata messa alla gogna e sottoposta a pubblico ludibrio ed è grave che ciò avvenga in un paese che si dice “moderno”. Una donna deve poter scegliere senza essere messa in croce. A lei va tutta la mia solidarietà.

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6 pensieri su “Solidarietà alla donna che non ha voluto tenere la figlia di uno stupro”

  1. L’Italia viene ostinatamente inclusa nei “Paesi del primo mondo” e a che pro? dove si sentono in continuazione queste storie, dove il cittadino medio considera l’omosessualità una malattia da curare, dove una donna non può camminare da sola nella città dove vive e paga le tasse, dove io da uomo non posso essere timido e schivo senza essere bersagliato di “frocio, ricchione ecc” (pure e specialmente dalle donne).
    Spero solo che il passare del tempo e gli sforzi di chi vuole un futuro migliore faccia cambiare le cose!

  2. D’altra parte, la ragazza sapeva della violenza subita dalla madre?

    Immaginava di poterle arrecare un dolore?

    In fondo, ci sono tante storie di madri biologiche che, pur desiderandolo, non cercano i propri figli per timore di sconvolgere loro la vita, ma che li accolgono con gioia se quando questi ultimi si fanno avanti di propria spontanea volontà.

    Forse questa giovane sperava che le cose andassero così… e probabilmente non era mossa da sadismo.

    Quanto al tono della trasmissione e al giudizio sprezzante del pubblico, be’, quelli andavano evitati, è vero.

  3. Scusate, ma come mai nessuno osserva che il messaggio della presunta madre biologica era anonimo e che quindi la storia della violenza subita, con il terribile e gratuito commento nei confronti della figlia (i fatti potevano essere narrati senza infierire sulla ragazza “Luisa, per me sei solo la più dolorosa ferita che ho avuto a 18 anni”) potrebbe essere stato inserito nella sua cassetta delle lettere da chiunque?

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