Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Il femminismo NON è una religione

Illustrazione di Moira Murphy Fonte: http://www.rabble.ie/2013/11/06/saving-in-the-name-of-scrub/

 

La cosa grave delle interpretazioni fondamentaliste e dogmatiche di ogni parola che scrivo è che codeste interpretazioni, che tali sono e restano, impediscono un dibattito reale. oppongono intolleranza e normatività alla laicità e al rispetto per l’autodeterminazione delle persone. a conferma di ciò basta seguire il semplicistico e mediocre sillogismo medio della donna o dell’uomo (paternalisti e vittimizzanti entrambi):

– si parla di donne che per scelta hanno indossato il velo e dunque sei dalla parte di chi opprime e via col razzismo sarei una che sta dalla parte del terrorismo islamico. musulmani=terroristi è una associazione razzista e islamofoba. se fossi una che sta dalla parte di chi opprime allora applaudirei ai fanatismi di certe donne e certi uomini che ignorano la voce delle donne quando non gli fa comodo perché non rappresentano il ruolo stereotipato della vittima.

Il patriarcato ti dice che puoi avere questo pezzo di torta. Il cattivo femminismo ti dice che invece devi prendere quell’altro. Il femminismo che mi piace dice che puoi prendere tutta la torta.

 

– si parla di donne che scelgono di svolgere il sex work (vendita di servizi sessuali, webcam girl o men, film porno, foto hard, performance hot eccetera) e la conclusione è: stai dalla parte dei papponi. dare voce alle donne che per stigma violento e sessista vengono invisibilizzate, salvo quando si definiscono vittime e dunque sono funzionali alla costruzione repressiva dell’industria del salvataggio, significa restare a fianco delle donne tutte, incluse quelle che fanno scelte diverse dalle vostre.

– si parla di donne che per scelta fanno figli per altr* e giù con l’insulto omofobo e sessista secondo cui le donne sarebbero madri per natura a giammai rinuncerebbero al partorito se non per assoluta necessità economica. da secoli le donne fanno figli per le sorelle, le amiche, le coppie di amici gay, ma più comunemente la gpa è per le coppie etero che non possono avere figli. affermare che le donne che fanno questa scelta se non si definiscono vittime dunque vanno ascoltate, pur storcendo il naso perché noi non faremmo una scelta del genere, non è sessismo. autoritarismo sessista e paternalista è il fatto di voler imporre a tutte le donne a pensarla allo stesso modo, leggendo emozioni e sentimenti in termini proiettivi e silenziando tutte le donne che non dicono quello che fa comodo.

Fumetti di Rosalarian

 

– si parla di donne che per libera scelta abortiscono e atteggiamento integralista voleva che non si riconoscesse la libera scelta delle donne che volevano abortire. si propose di psichiatrizzarle di modo che solo una istituzione patriarcale avrebbe potuto determinare la liceità e veridicità di quella scelta. la legge invece oggi impegna tutti e tutte a rispettare la decisione della donna che è l’unica a poter insindacabilmente esprimersi su tutto quello che concerne il proprio corpo. quelle che vogliono imporre alle altre di non abortire sono reazionarie, conservatrici. lo stesso sarebbe se ci fosse l’obbligo di abortire. la legge deve invece essere laica e deve consentire che si possa realizzare la libera scelta. nulla di più e nulla di meno, obiezione di coscienza a parte.

– si parla di donne che non vogliono figli e si arricampano le madri che sono scandalizzate dal fatto che esistano donne/nondonne che possano pensarsi realizzate pur senza prole. si parla di donne che vogliono avere figli e arrivano quelle che sono pronte a darti milioni di consigli non richiesti e a segnare il tuo nome nel loro speciale libro nero perché non fai tutto come dogma comanda.

– si parla di donne che si piacciono per quel che sono e arriva l’inquisizione a dettare leggi sul dimagrimento imposto. o sei magra o i bulli ti massacrano ovunque. si parla di donne magre e arrivano altre a dire che sono troppo “belle” e perfette per dirsi a disagio per qualche motivo. per poter parlare di sofferenze dovresti avere specifiche misure e dunque si salta da uno stereotipo all’altro senza soluzione di continuità.

Quello che continuo a chiedere è di parlare di voi, il personale è politico. Ciascuna ha una storia diversa e se invece che parlarvi addosso per giudicare le storie e le scelte altrui parlaste di voi quello si sarebbe un grande e laico contributo. perché la vostra voce sarebbe una tra le tante voci, ugualmente importante, senza che vi siano integralismi a dettarvi il copione. Allora, vi prego, raccontate la vostra storia e smettete di giudicare quella altrui. grazie.

ps: potrei continuare ma mi fermo qui. chi segue la pagina sa quante difficoltà ci sono per conflitti creati sul nulla. sostanzialmente il punto è che se lei è diversa da me non merita riconoscimento alcuno. dovrà smettere di esistere perché tutto prosegua in una comoda normalità. la nostra. quella che esclude ogni differenza altrui.

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