Annunci

Warned: se non sei una beddamatresantissima sei squalificata

[lo spot che alcune mamme hanno considerato oltraggioso]

le discussioni di questi giorni sulla pagina facebook, a proposito di madri pentite, madri affaticate, madri imperfette e umane e padri che si prendono cura dei figli capovolgendo il ruolo stereotipato e sessista che immaginerebbe solo la donna ad assumere quei compiti, mi hanno fatto rendere conto di una cosa. quello della maternità è un argomento del quale non si può parlare senza assistere ad una guerra tra chi ce la più lungo, il sapere sulla maternità, e a chi ce l’ha più dura, l’arma per colpire quelle che non seguono la norma. una guerra che lascia mort* e ferit* a perdita d’occhio.

oggi mi dicono che esiste un gruppo di donne che si fa chiamare “mamme pancine” che suscitano l’ilarità di molt* per via di alcuni contenuti che veicolerebbero (così leggo) riguardanti la morbosa e macabra abitudine di cuocere e mangiare la placenta o quella di preparare pasti con il latte materno all’insaputa di chi li mangerà. mamme felici di essere mamme che rispecchiano anche la cultura di molte altre donne che non possiamo dire ignoranti o inconsapevoli. ne ho parlato anni fa intuendo quale fosse la deriva destrorsa del ritorno all’esaltazione del materno, proprio quando in lizza cominciavano ad esserci padri che volevano e vogliono prendersi cura dei figli, nonostante lo strenuo rifiuto di donne e paternalisti di vecchia cultura pront* a immaginare vergogne e distruzione laddove un uomo volesse avvicinarsi al proprio figlio.

i figli devono stare con le madri, il legame madre figlio, la bellezza del parto naturale, l’allattamento fino ai 12 anni di età, il cucciolo e la leonessa, il legame emotivo senza il quale una donna non può dirsi una vera donna, il modello materno imposto come pensiero unico a chiunque osi parlare di maternità in modo più complesso, con una ammissione di disagi, difficoltà e dubbi che vengono scambiati, alla meglio, per superficialità ed egoismo, per preludio all’infanticidio o per collaborazionismo nei confronti di presunti pedofili quali vengono giudicati questi uomini che non si spiega proprio perché vogliano prendersi cura dei figli, cosa ritenuta contronatura, se non per fargli del male.

si descrivono contesti paranoici e descrizioni fantasy su figlioli destinati alla scanna in riti satanici o donati al vicinato stracolmo di gente cattivissima che non vorrà fare altro che infligere dolore a questi bambini. Non che non esistano fenomeni del genere, anzi, e fanno bene i genitori a proteggere i figli dal dolore e dalla perfidia altrui. ma quando la linea del terrore viene usata per ripristinare e scandire i termini di un vecchio patto patriarcale che vuole i figli attaccati alla madre e i padri lontani si capisce, a mio modesto avviso, che ci deve essere qualcosa di perverso e morboso in tutto ciò.

parlavo di matriarcato che cercava consenso presso le femministe della differenza, ovvero quelle che non credono ai generi ma declinano i ruoli secondo un binarismo uomo/donna in cui ciascun@ è fedele al proprio sesso biologico. così queste madri martiri, o piene di fastidio quando qualcuna parlava di maternità senza vomitare cuoricini a dismisura, hanno trovato una sponda che unisce “femministe antigender” e madri che per lo più vivono e recitano in un contesto omofobo, sessista e misogino. tutte naturalmente schierate contro l’ipotesi della genitorialità paterna come segno di evoluzione, tra l’altro perseguita tenacemente dalle femministe della prima ondata, giacché le donne in realtà, secondo le femministe della seconda ondata, non aspirerebbero alla condivisione di ruoli dai quali le donne tanto hanno atteso per esserne emancipate, ma vorrebbero pieno riconoscimento dell’unione ancestrale tra madre e figlio per evitare che la madre sia derubata da un ruolo che evidentemente viene visto come unico depositario del potere delle donne.

tanto hanno fatto che già da un po’ il ripristino delle tradizioni culturali e patriarcali che volevano le donne obbligate a restare a fare solo le madri e le mogli, è diventato addirittura una battaglia “femminista”. Il femminismo usato per realizzare pinkwashing ovvero per lavare di rosafemminista temi patriarcali e farne battaglie universali addirittura a richiesta della tutela dei diritti umani esaltati in nome delle madri alle quali qualcun@ osa sottrarre il vecchio ruolo da beddamatresantissima.

Non è raro oggi trovare femministe della differenza unite a cattoliche integraliste in battaglie revisioniste a danno dei genitori gay che oggi, e cito, sarebbero parte di una lobby “omopatriarcale” che punta alla scomparsa della madre e della donna. peccato che a sentirsi minacciate siano quelle che recitano il ruolo delle perfette beddamatrisantissime con un copione in uso già in contesti fasciocattolici che oggi viene rivisitato addirittura come fonte di slogan femministi.

di femminista ovviamente non c’è nulla e quel che vedo è solo l’attaccamento ad un ruolo che viene imposto, così come i commenti che ieri molte hanno lasciato sotto i post della pagina di abbatto i muri, quelli con testimonianze di madri non nella norma, imponevano un out put: o con me o contro di me. Addirittura c’è chi vorrebbe imporre l’aborto, e qui mi pare che ci sia molta confusione per quel che riguarda le battaglie femministe per la libera scelta (sottolineo libera e scelta), a quelle che hanno fatto un figlio e poi non ne sono così metafisicamente felici. la metafisica della maternità non ammette errori. c’è solo posto per colpa e pentimento. puoi solo essere quel che alcune dicono e con questa mentalità dobbiamo fare i conti perché confonde i piani dell’attivismo femminismo laddove vorrebbe essere imposto un ruolo privo di incrinature, bello e gioioso così come cultura patriarcale insegna.

non c’è spazio per l’incertezza, per l’empatia, per l’errore umano. una madre ha da essere perfetta o altrimenti può spararsi seduta stante. I toni da linciaggio, la lapidazione virtuale, la crociata santa, il rogo inquisitorio non sono che elementi che virtualmente si possono misurare in espressioni d’odio altrimenti confusi nella società reale. i social sono il regno dell’odio ma anche dell’empatia e quando chi impone autoritarismo, su quel che una madre dovrebbe sentire, pensare, fare, immagina che tutte le donne dovrebbero immolarsi in nome del culto della madre santificata non c’è spazio per la complessità, per i dubbi e neppure per l’ammissione del fatto che molte tra quelle che commentano pare non attendano altro che un capro espiatorio sul quale sfogare il proprio odio.

ovviamente sono escluse le opinioni diverse espresse civilmente senza sete di sangue, il sangue della vittima del linciaggio. c’è spazio per la critica e per la differenza del sentire ma da parte di ciascuno di noi dovrebbe esserci la consapevolezza del fatto che ciascuna ha una storia propria che va ascoltata e rispettata e che si può commentare raccontando a propria volta una storia personale che però non deve diventare motivo di proiezione e mancato rispetto come fosse inteso quale attacco personale. la vita altrui non è un attacco alle vostre perfettissime vite. la vita altrui è semplicemente il vissuto dell’altr@ da te che va compreso e accolto.

per chi vuole fare appositi centri di rieducazione per riportare la materia genitoriale alla stregua dei comportamenti nell’età della pietra è difficile comprendere la differenza tra cyberbullismo, attacco multiplo di persone in branco contro una sola (meglio conosciuto come attacco de L’armata del Bene), e scambio di opinione. qui però a noi quella differenza è chiara e fintanto che avremo la forza e l’opportunità di dare voce ad altre storie ne tuteleremo le protagoniste e questo a prescindere dal fatto che noi avremmo fatto le loro medesime scelte o anche no. la differenza è un valore ma non per riconfermare che c’è un diverso migliore e uno peggiore ma per ribadire che le tante esperienze che parlano di voi, di noi, diventano e sono un dono che ci arricchisce. se solo sapessimo ascoltare. se.

>>>^^^<<<

Abbatto I Muri vive di lavoro volontario e tutto quello che vedete qui è gratis. Aggiornare e gestire questo spazio è un lavoro che costa tempo e fatica. Se mai vi passasse per la mente di esprimere la vostra gratitudine basta un obolo per un caffè (alla nocciola). :*

Donate Now Button
Grazie davvero a chi vorrà contribuire alla causa!
Annunci

Comments

  1. Alla fine, sono d’accordo con il signore della seconda testimonianza – se i bambini si sentono bene e al sicuro nella propria famiglia, che cosa importa se quest’ultima sia più o meno “tradizionale”?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: