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Sono promiscua e anche femminista

 

La tua figa mi fa schifo, disse una sedicente antisessista che guai a parlarle della demolizioni dello stigma sulla sessualità delle donne. Dobbiamo essere brave ragazze e darla solo a personcine a modo. Uomini che ti sposano, magari.

L’ho data e l’ho pretesa dalle persone che hanno suscitato il mio desiderio. Che importa il genere. Il sesso non è una questione di biologicamente giustificata attrazione tra chiave e buco della serratura. Mi attraggono le donne, qualche volta. Mi attraggono persone che hanno un pene e anche le tette. Persone che non temono di mischiarsi per paura di essere definite sporche. Il sesso che ci accomuna è quello in cui ciascun@ è soggetto desiderante e desiderato.

Che schifo fai a leccare un’altra donna, e non ti turba eccitare e eccitarti con una persona trans? Il punto è che si parla di persone e non di corpi dagli accorgimenti socialmente accettabili. Per quelle che se lecchi un’altra figa allora devi piazzarti nella schiera lesbica e se lo fai con un uomo allora ti devi chiamare etero. E se non ti definisci neppure bisessuale, perché per l’appunto ti piacciono le persone e non quello che hanno tra le gambe, allora ti guardano con sospetto. E già comunque la persona bisessuale viene discriminata perché ne parlano come fosse “indecisa”.

Figurati se lo fai con una persona trans. Allora non capiscono. Mi hanno detto cose carinissime come “ma se ti piace il cazzo allora perchè non stai con gli uomini?” oppure “ma se ti piacciono le tette allora stai con le donne”. Alcune recriminano anche perché, secondo il loro nobile e virtuoso punto di vista, stare con una persona trans sarebbe come tradire la causa: quella femminista, perché le Terf (radical feminist trans escludenti) pensano che le persone trans si infiltrano tra le donne-donne, e vai a capire cosa intendono esattamente per donne-donne, per veicolare cultura patriarcale. Ma non è più patriarcale invece il fatto che guardi ai generi secondo una logica strettamente binaria? Se non riconosci la libera espressione altrui che razza di femminista sei? Poi dicono che tradisci la causa lesbica perché anche ad alcune lesbiche le trans stanno sulle ovaie. E non chiedetemi perché è così perché davvero non capisco e non lo so. Tradirei anche la causa etero, e su questo tra catto fasci e vari danno il meglio di se stessi con insulti relativamente poco chiari. Non sanno se chiamarmi troia o semplicemente malata. Poi ci sono quelle che pensano che fare sesso con una persona che ha le tette guadagnate con operazioni di chirurgia plastica sia un po’ come tradire il genere femminile. Le tette solo a noi e a nessun altro. Le trans arricchiscono l’industria della chirurgia plastica. Se le donne si gonfiano le labbra è colpa loro. Capito come? Cazzate senza fine.

Che devo dirvi? Baciare le tette gonfiate di una persona trans mi eccita. Dipende dalla persona trans. Non sto lì a verificare quel che c’è o quel che manca. Quel che ha in più o in meno. Il sesso, per me, non funziona affatto così. Io godo e non me ne vergogno.

La trans è associata ad una puttana, generalmente. Dicono che non sia naturale. Che la mia sarebbe una forma di perversione. Perversa? Ma mille volte se ciò vuol dire vivere una sessualità senza timori, con gioia, senza dover restare fedele alla lobica etero/binaria. Poi godo anche nel vedere balbettii da parte di chi dice “UN” trans invece che “Una” trans. Non sono per nulla gentili quando disconoscono il genere delle persone. E no, a me non dà fastidio e non mi sento a disagio a leccare un pene spremendo le tette. Non mi interessano certi pregiudizi che poi tendono sempre a normalizzare la mia sessualità. Non penso che l’uomo sessuato sia un “maiale”. Non penso che una donna sessuata sia una “ninfomane”. Non penso che la sessualità di una persona trans sia “malata” e “anormale”. Piuttosto che adeguare la nostra sessualità alle imposizioni sociali io penso che dovremmo seguire i nostri desideri. Se non faccio male a nessuno, se il sesso è consensuale e se non stupro minorenni credo che il resto sia affar mio.

Invece no. Una giovane ragazza – che pareva una matriarca dall’atteggiamento – mi ha detto che il sesso per le donne è sacro e quando ho risposto che effettivamente un’icona santa potrebbe essere utile nei giochi preliminari mi ha guardato sbalordita. Eppure è atea, o almeno così dice. Io penso dopotutto che quel che mi riguarda sia l’odore, il sapore, la voce, la sensualità di una persona. L’intelligenza, oh quella è una cosa che mi eccita moltissimo e non la trovo certo ovunque. Qualunque sia il tuo genere, se l’intelligenza eccita il mio cervello, il resto è storia. Con attenzione alla sicurezza e con prevenzione per evitare gravidanze indesiderate o malattie sessualmente trasmissibili.

Una donna come me sarebbe quella che alcun* definiscono promiscua. Lo sono e non mi dispiace. E’ una mia scelta. Nessun@ può dirmi quel che devo fare con la mia vita, la mia sessualità e con il mio corpo. E seriamente penso che uno dei problemi più evidenti di molte donne dell’ultima generazione è che si lasciano assorbire da un moralismo che fa regredire la nostra cultura a ben prima degli anni ’60. Donne “normali” che vorrebbero normare le nostre vite. Ho poco a che spartire con gente di quel tipo che non fa che propagare il terrore, la paura di chi è divers@ da loro. Demonizzano, colpevolizzano e quasi dicono che quelle come me non avrebbero ben chiaro cosa sia la cultura dello stupro. Ma cosa c’entra? Avere una vita sessuale soddisfacente e consapevole significa essere complice di chi fa victim blaming? Piuttosto non è la censura e lo stigma sul mio sesso che rafforza la cultura dello stupro?

Per me lo sono, complici di chi stupra, sessiste e decisamente piene di problemi. Problemi che scaricano sulla vita altrui, se non ti comporti esattamente come loro vogliono. Sono una donna libera. Non è reato se vado a letto con chi voglio. Non è reato per la morale di moltissime persone che vivono serenamente senza farsi alcun problema. Ma già parlare di sessualità diventa difficile. E’ strano come cambia la correlazione esistente tra lotte femministe e progresso. Mi pare che ora come ora ci siano “femministe” che lottano per riportarci indietro. Al tempo in cui nessuna poteva scegliere, nessuna poteva desiderare, vivere e respirare. Il pregiudizio che incrimina forme di sessualità che non le vedono d’accordo è di una misoginia enorme.

Vediamo: che altro posso dire, per partecipare alla narrazione che riguarda tutte noi. Certo che ho subito molestie e una violenza. Non l’ho subita dalle persone alle quali ho detto Sì. L’ho subita da quelle alle quali ho detto No. E per violenza intendo anche quella psicologica che ho subito da donne giudicanti che intendono il femminismo, ormai, come una garanzia di censura e controllo sui corpi delle donne sol perché non fai sesso quando e come loro ordinano. Tutrici della non-libertà sessuale. Bugiarde perché non accettano il mio Sì. La mia scelta non è libera, secondo loro. Una donna lesbica mi ha detto che sicuramente amo le donne ma la cultura maschilista mi porta a farmi piacere il cazzo. Ma il mio corpo detta le regole e non credo che l’eccitazione si possa indurre. Quel che mi piace – ehi – mi piace. Conosco il sapore di una vagina eccitata. Conosco quello di un pene che viene. Non mi fa schifo, non pongo limiti alla provvidenza. Piuttosto, trovo limiti e frustrazioni in molte altre persone che tentano di chiudermi la bocca per santificare il mio sesso e indurmi a godere solo se, o neppure tanto, mi riproduco in una creatura che ancora, o non so se mai, non è al centro dei miei pensieri.

Non dico che se ad altre non piace quel che faccio io allora sono sbagliate. Il punto è che se tenti di imporre, sulla mia pelle, la tua idea di sesso, come fosse un rito di un culto tutt’altro che moderno, allora dovrò dirti che il problema è solo tuo. Tuo e di nessun altr@. Così vi prego di non giudicare le donne che scelgono quel che voi non scegliereste mai. E’ affar loro e quel che mi riguarda è affar mio.

Il corpo è mio e lo gestisco io.

Alessia

 

 

6 pensieri su “Sono promiscua e anche femminista”

  1. Ma se le persone dedicassero a chi ha più bisogno o a sé stesse tutte le energie che sprecano nel criticare e normare la vita altrui, il Mondo non sarebbe un posto molto, ma molto migliore?

  2. Ovviamente se tutte le parti sono maggiorenni, consenzienti e consapevoli di quello che fanno si può essere promiscui quanto si vuole. Tuttavia vorrei fare una distinzione, c’è la condanna alla promiscuità in chiave puramente misogina in cui questa critica riguarda solo le donne e c’e invece anche chi crede sinceramente e senza sessismo alcuno che la sessualità ha più valore e senso se utilizzata in un certo modo ed in un certo contesto e perché no anche magari soprattutto in esclusività con una persona come qualcosa che appunto elevi le persone (a differenza magari degli altri animali che lo fanno spesso solo per estemporaneo desiderio, e sì anche l’essere umano è di fatto un animale ma permettetemi di dire che alcune differenze fondamentali con gli altri animali ci sono). Dunque magari bisognerebbe avere la mente aperta e cercare di capire un po’ tutti questi vari punti di vista🙂

    1. Mi permetto di risponderti da uomo etero, monogamo e felice di esserlo: è utile capire tutti i punti di vista, è giusto rispettare le scelte di chi “crede sinceramente e senza sessismo alcuno che la sessualità ha più valore e senso se utilizzata in un certo modo ed in un certo contesto e perché no anche magari soprattutto in esclusività con una persona” ma è altrettanto ingiusto che questa scelta venga imposta a chi la pensa diversamente.
      Sorvolo sulla tirata dell’uomo che è sì animale ma non è animale et similia perché si può vivere il sesso promiscuamente E con tutto il raziocinio e l’intelletto di cui siamo capaci in quanto esseri umani; tanto per dire, l’esclusività del rapporto è tipica anche di alcune specie animali, soprattutto uccelli, quindi non è questo che ci distingue da loro.

  3. Io seguo un principio da sempre, forse perché ho capito ben presto che non c’è ideale o ideologia che tenga di fronte all’edu-castrazione umana riguardo alla sessualità propria ma soprattutto altrui: scopo con chi mi pare e non lo racconto a nessuno, così nessuno mi scassa le ovaie col suo moralismo borghesuccio dei miei maroni.
    Detesto le etichette e non mi piacciono le persone in base al sesso tra le gambe ma dai neuroni nel cervello e un cuore che funziona a dovere, faccio il cazzo che mi pare da sempre e quei pochi tabù indotti che avevo da ragazzina li ho sfrantumati con tanto bel sesso che se tornassi indietro ne farei ancora di più, ma ero troppo occupata a farmi le seghe mentali più che godere masturbandomi di più e meglio, peccato. Ma mi sto rifacendo alla grande :))

  4. Quanto autocompiacimento malcelato … fa venire il dubbio che sia una posa. Tipo i vegan melariani. I.Credi, a nessuno interessa più di tanto giudicarti – non più di quanto a te interessi essere giudicata per atteggiarti. Esistono – ti piaccia o meno – delle categorie. Non necessariamente immutabili. E non sempre hanno confini netti. Però sono i riferimenti del nostro pensiero, etero- trans- omo, e non vi è niente di male ad utilizzarle, non implica nessun giudizio.

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